BAZAR: IL MAGAZINE

Bazar è una webzine mensile (magazine on line) di cultura e intrattenimento intelligente: nato ad aprile 2004, è edito dalla società di comunicazione integrata ACT! Srl con lo scopo di realizzare un giornale emozionale di intrattenimento e informazione (infotainment), solidarietà e cultura (edutainment).
Con le due pubblicazioni annuali in libreria a cura della Rai (Bazarcollection e Bazarsaggi, edizioni Rai Eri-Pellegrini) Bazar concretizza una nuova strategia editoriale: la promiscuità tra web e carta per ridurre il digital divide (divario tra persone tecnologicamente integrate e non).

BAZAR: IL MOVIMENTO

Intorno al magazine è nato un movimento culturale, una pratica evolutiva di coscienza critica attiva: mai schierato, non ha connotazioni di età, geografia, identità sessuale, etnica, religiosa, filosofica, politica.
Come un mercato in una piazza, Bazar accoglie il contributo di tutti in copy-left e open-sources (risorse condivise e disponibili) per attivare un processo protetto di autoeducazione.
Gode del sostegno di nomi di spessore del mondo della cultura e dello spettacolo ma, capovolgendo la tradizionale struttura dell’organizzazione del potere, ha una direzione affidata a giovanissimi, professionali prima per passione che per curriculum.
Bazar è un fenomeno glocale (globale+locale): senza una sede, il nomadismo underground e pop è vissuto come condizione professionale e professionalizzante, nel senso di un rapporto autentico, fresco e diretto con la realtà circostante. Lo staff Bazar lavora ovunque: a casa, per strada, in treno, attraverso palmari, portatili e telefono, dall’Italia, Europa, Stati Uniti, Africa e Cina.

I-BAZAR: UN MODELLO DI TECNOLOGIA ROMANTICA

Partner esclusivo di questo percorso è il team I-node che traduce le iniziative e i contenuti del Movimento in azioni hi tech ad alta fruibilità per connettere i centri con le periferie (anche culturali) dei vari mondi in cui abitiamo.
I-Bazar è un brand esclusivo di tecnologia romantica, uno strumento costruito intorno alla persona per ampliarne le possibilità e le capacità di movimento, ricerca e azione ma anche come occasione di pratica identitaria (personale-privata o sociale e collettiva, dunque culturale): se surfare su web permette di fare, desiderare, immaginare, progettare esperienze multiple (pur rimanendo un unico soggetto posizionato), si presentifica la possibilità di definirsi rispetto alle esperienze da esposizione su web.

I-Bazar raccoglie questa tendenza attraverso:
  -l’uso di tecnologie miste con effetto “puzzle” (tecnologia Ajax e ambienti web 2.0)
  -una dinamica comunicativa sincrona e estetica (grandi quantità di informazioni fruibili in contemporanea ed esteticamente esposte)
  -rilascio in GPL (General Public License): ovvero l'utente più preparato è in grado di utilizzare il software e fare comunicazione indipendente.

BAZAR CULTURAL COMMUNITY

Primo esempio in Italia di comunità on-line dove ci si incontra facendo cultura, la Bazar Cultural Community un piccolo gioiello che oscilla tra l'opera d'arte e l'ingegneria, e si pone a cavallo fra la più tradizionale community e il dating per aprire le porte all'incontro reale: incontrarsi per conoscersi e per divertirsi, ma anche per fare e frequentare cultura, confrontarsi, discutere.

Piazza virtuale e reale, tra forum di discussione e blog personale: le persone iscritte possono partecipare alla discussione sui contenuti del portale e i loro contributi diventano parte integrante del prodotto culturale, visionabili sia a partire dagli articoli, che in relazione a ciascun utente. L'utente Bazar può quindi scegliere quale tipologia di contenuti preferisca avere direttamente a portata di mano in home, mentre il magazine diventa navigabile tramite visual, ovvero sezioni e contributi sono identificati non più da una stringa di testo, ma dall'immagine di chi ha curato i singoli articoli. Una trasformazione che mira a centralizzare il portale sulla persona, più che sui concetti e sulla tecnologia fredda.

BAZ-UP: METODO DI COMUNICAZIONE CREATIVA

Patrocinato da numerose Università italiane e attualmente insegnato nelle aule dell’Università La Sapienza (Scienze della Comunicazione) come Metodo di comunicazione avanzata, Bazar è anche una collana di saggi scientifici edito dalla Rai (Bazarsaggi, Rai Eri-Pellegrini) che forma e orienta in peer to peer studenti e docenti a una comunicazione multimodale e intercreativa attraverso eventi, formazione, facilitazione, arte, radio, web, stampa, uffici stampa, hi tech, contaminando tecniche, strumenti, forme e modi che di solito non comunicano tra loro.

RADIOBAZAR

Invitando a partecipare alle attività radiofoniche con tutti i mezzi che le risorse web mettono a disposizione (chat, voip, blog, forum, community, mail, contest, etc), si cerca di stimolare la creatività, la capacità critica e la curiosità dell’ascoltatore per orientarlo culturalmente e esteticamente proiettandolo così in un processo autonomo e responsabile di autoeducazione di tipo evolutivo.

I programmi di Radiobazar, ospitati dalla web radio Radio Rana, partner di ACT!, sono puntate tematiche miste condotte dagli stessi autori del Movimento Culturale: firme che acquistano un suono, intellettuali e creativi che danno voce in prima persona e da tutto il mondo (Italia, Asia, Stati Uniti, Europa, etc) agli argomenti trattati pagine scritte delle loro rubriche su Bazar magazine, approfondendole e contaminandole con altri contenuti esogeni ed esotici, in un puzzle informativo che alterna veloci sequenze di contenuti con assunzione di responsabilità sulla fonte.

Ciò che rende Radiobazar una radio d'avanguardia e contemporaneamente un vero e proprio fenomeno mediatico è il fatto di essere la prima radio italiana a contaminare l'on-air con l'on-line: il palinsesto infatti mixa le tecniche di flusso che caratterizzano la trasmissione FM con gli spot in pillole di quella web.

Radiobazar quindi anima uno strumento di lavoro come il computer tramutandolo in game interattivo, fonte di approvvigionamento culturale e di ispirazione creativa, luogo di scambio e confronto di esperienze formative.

BAZART: CONTEMPORARY ART WEB GALLERY

La galleria d’arte virtuale curata da Luca Beatrice considera l’arte un media e ha la mission creativa di orientare i giovani allo shopping dell’arte e stimolare il collezionismo da parte di un pubblico normalmente lontano dalle tradizionali gallerie d’arte: artisti di prestigio internazionale donano a BazarT  in esclusiva mondiale i diritti di riproduzione di una o più delle proprie opere che vengono poi vendute a pochi euro, proprio nella linea di una visione democratica e più vicina ai giovani dell’arte.

BAZAR CULTURAL BRAND

In virtù di tutte le sue attività, Bazar è un brand culturale che veicola contenuti insieme alla merce, fa transitare il gusto piuttosto che il potere, mette le banconote al servizio dei contenuti invece che i contenuti a servizio delle banconote, veicola la creatività attraverso i prodotti e come un prodotto, ridiscute la paternità di marketing e pubblicità sulle strategie di traino del desiderio, traducendole in pratiche critiche e solidali, contamina e mette in contatto ambienti socioculturali e creativi che di solito non collaborano, trasloca i codici glocali e tribali fuori dalle community per connettere identità e appartenenze differenti trasformandole in progetti e cooperazioni.

L'aspetto innovativo in campo commerciale è quello di un brand che, griffando un prodotto, lo contestualizza in un ambiente di riferimento nutriente, investendolo di un senso (solidale) e di un contenuto (culturalmente ed esteticamente di tendenza), così trasformandolo da merce di solo valore d'uso a medium comunicativo. Nella nuova società glocale, quindi, per Bazar consumare diventa un atto solidale per comunicare senso, valori, contenuti e per operare una evoluzione culturale.

Per questo è nata l'etichetta Bazar4Fair che griffa prodotti il cui acquisto ha ricaduta diretta su un villaggio indiano con un intervento di auto-sviluppo, solidale e non puramente caritativo che raggiunge direttamente le comunità e i loro bisogni locali. Il sostegno diretto alla produzione "pulita e responsabile" del cotone in India attraverso l'acquisto di un prodotto di tendenza in ambiente Bazar aggiunge all'atto d'acquisto intrinsecamente etico equo e solidale, una pratica culturale ed estetica. Infatti, se il cultural brand Bazar applicato a una merce la trasforma da puro oggetto con valore d'uso a veicolo (glamour) di contenuti, significati e valori, una scelta privata diventa una manifestazione pubblica di partecipazione e coinvolgimento nel cambiamento globale. Bazar 4 Fair ha quindi anche un valore estetico (artistico) autonomo (espresso grazie alla creatività metropolitana e sexy di un giovane artista, Sten) e rivisita, nei fatti, lo spazio di mercato e dell'immaginario della nostra cultura costruendo una nuova rete responsabile e solidale che annoda:
  -un network di produzione e cambiamento sociale nel Sud del mondo (Rajlaksmi Cotton Project)
  -una realtà del Nord che sperimenta pratiche alternative di analisi globale e consumo sostenibile (garantito dalla cooperativa Fair)
  -una community culturale nel segno di un brand (Bazar) che proietta su un senso estetico un'impresa culturale che formale e responsabile (ACT!).

BAZAR SENZA FRONTIERE: ETHICAL BUSINESS

Bazar brandizza campagne di comunicazione a contenuto etico per sostenere le esperienze e le associazioni che promuovono valori etici, cercano di migliorare l’ambiente in cui viviamo e di proteggere o valorizzare le differenze, difendendo i più deboli dai soprusi dei più forti.
  - Una cultura libera da logiche di mercato o di potere
  - Una cultura accessibile a tutti
  - Una cultura mista, fatta di centri e periferie
  - La libertà di espressione, artistica e informativa, nel rispetto del gusto e della verità
  - La libertà di acquisto, scegliendo cosa comprare o cosa non comprare
  - La libera espressione della propria identità e per la libera affermazione della propria diversità
  - Libertà di movimento: circolazione di esperienze e sapere, per la condivisione dei contributi

La società che possiede il Cultural Brand Bazar (ACT! srl) fa business etico lavorando per clienti e con partners che vogliono essere comunicati e comunicare nella non-manipolabilità e nella trasparenza. Primo fra tutti la Onlus de L’Umberto I di Roma Il mio futuro, la cooperativa Fair Coop, l’associazione Bambini+Diritti!

IO PARTECIPO!

Per partecipare sarebbe meglio avere:
-Conoscenza della propria personalità
-Flessibilità caratteriale
-Curiosità intellettuale, umana e esperienziale
-Disponibilità al cambiamento
-Assenza di atteggiamenti militanti e/o ideologici
-Disponibilità al confronto
-Capacità di sostenere la competizione
-Apertura verso gli altri e l’esterno
-Capacità di affrontare imprevisti e cambiamenti (capacità di improvvisazione)
-Desiderio di nuove esperienze
-Coraggio

Info: direzione@bazarweb.info

Ufficio Stampa: bazarcomunica@bazarweb.info

 
 

AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


 
   
 
   

CLICK, SI GIRA.
E LA LETTERATURA?
L’escapismo nella società del web 2.0
Donne e sport
IL CINEMA AI TEMPI DELLO SWITCH OFF
 
   
 
 Mario Martone

martone@bazarweb.info

Mario Martone, napoletano davvero, regista, per Bazar cura “Prospettive”, una rubrica con la mission di proteggere, sostenere, dar luce e voce, promuovere, diffondere una cultura della scena alternativa, giovane, innovativa e libera attraverso la recensione di nuovi fenomeni in scena: cinema, teatro, danza, cabaret, dvd, autori, artisti, piazze, arene, luoghi e persone che innovano. Per i non fan che lo diventeranno: 47ttenne, ha allestito il suo primo spettacolo teatrale, Faust, nel 1976/Due anni più tardi fonda la compagnia teatrale "Falso Movimento"/Esordisce alla regia cinematografica nel 1980 col cortometraggio "Foresta Nera"/Nel 1992 gira il suo primo lungometraggio, "Morte di un matematico napoletano", che vince il Premio speciale della giuria a Venezia/Nel 1995 il suo secondo film, "L’amore molesto", partecipa in concorso a Cannes e vince un David di Donatello/Nel triennio 1999-2001 è stato direttore artistico del Teatro Argentina di Roma. Noi lo amiamo.
 
 
   

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