Guglielmo Castelli - Perchè il brillare naturale dei suoi occhi non lo scambiassero per pianto
Guglielmo Castelli 
 
                Perchè il brillare naturale dei suoi occhi non lo scambiassero per pianto 
 

 
Fino al 22 gennaio 2011 
 

 
 
 
La poetica dellʼartista torinese (classe 1987) è tutta giocata intorno alla sottile ambivalenza dei suoi giovanissimi personaggi. Se il brillare naturale di uno sguardo potrebbe essere scambiato per tristezza (La canzone popolare, I. Fossati), facilmente i soggetti di Castelli potrebbero apparire come esseri perduti. 
 
 
 
 
Per lo più bambini o adolescenti, sono individui isolati che si muovono sulla scena intenti a compiere gesti enigmatici, volutamente equivoci, piccole trasgressioni ludiche e simboliche. Talvolta indossano maschere che nascondono una molteplicità di volti, spesso mancano di coordinazione, mostrandosi sul punto di perdere lʼequilibrio. Sperimentano lʼuniverso multiforme dellʼinfazia, la molteplicità dellʼessere e i suoi limiti. 
 
 
 
 
 
Questa dimensione sfaccettata e contraddittoria sembra provocare in loro unʼevidente inquietudine, e così le carte e le tele di piccole dimensioni di Castelli si tingono di malinconia. Pochi elementi caratterizzano lo scenario di questi teatrini del quotidiano. Il segno è rapido, sintetico, talvolta impastato di colore. I piccoli personaggi galleggiano nello spazio vuoto, plasmati dalle loro stesse emozioni, impotenti, fatalisti e vagamente autocompiaciuti. 
 
 
 
Le passioni tristi, lʼimpotenza e il fatalismo non mancano di un certo fascino. Eʼ una tentazione farsi sedurre dal canto delle sirene della disperazione, assaporare lʼattesa del peggio, lasciarsi avvolgere dalla notte apocalittica...(M. Benasayag, G. Schmidt, Lʼepoca delle passioni tristi, Feltrinelli 2004). 
 
 
 
Guglielmo Castelli racconta la realtà in divenire focalizzando la sua indagine sullʼinfanzia come momento germinale dellʼessere e sullʼadolescenza come principio della sua disgregazione. Questa decostruzione, tuttavia, non ha una connotazione negativa ma rappresenta piuttosto lʼinizio dellʼedificazione del proprio io. 


Galleria DAC, piazzetta Barisone 2R 16128 Genova, T:010 859 22 83, Info@galleriadac.comwww.galleriadac.com
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