NOVITA' | Ciro Bertini e BAZAR presentano: QUELLO CHE MANCA di Paolo De Lazzaro

QUELLO CHE MANCAPaolo De Lazzaro  (zero91. 213 pp., 14 euro)

Quello che manca a questo romanzo d’esordio è un editore importante: uno di quelli nel giro della grande distribuzione, per intendersi. Siamo certi che se fosse uscito per i tipi di Sellerio, per dirne una, avrebbe fatto la gioia del vasto pubblico abituato al genere poliziesco di qualità. Ciò detto, onore al merito di zero91 che l’ha scovato; e, già che ci siamo, anche una nota di demerito: il testo è zeppo di errori tipografici.
La cosa che più funziona in questo libro è l’abile mix tra l’indifferente scorrevolezza degli eventi quotidiani e la problematicità esistenziale degli individui: detto in altre parole, tra il tono alla Distretto di Polizia e la letterarietà del  racconto di formazione.
L’indagine attorno alla morte di un venditore d’auto, che si arricchirà di altri omicidi, è l’imbastitura appena accennata per la composizione di un abito classico che punta a durare nel tempo: le paturnie, amorose e professionali, del maresciallo Zanetti. Uno che si chiede fin dalla prima pagina: Quanto fa quello che c’era meno quello che c’è? E si risponde: Quello che manca. Così siamo subito proiettati nell’atmosfera tipica del noir: il passato come perdita, il presente come lunario da sbarcare in preda a una nostalgia senza vie d’uscita e a dubbi morali sul futuro che si sta costruendo. Vera coprotagonista di questa vicenda è Roma, la grande città che volle farsi metropoli, scandagliata nei suoi aspetti più periferici e marginali, come in quelli più borghesi o sedicenti tali: sia da un punto di vista paesaggistico che sociale. In fondo lo sviluppo investigativo, pur culminando un po’ affrettatamente in un set da scena thriller, appare assai meno importante dei bozzetti dei personaggi: dall’ottimamente rappresentato speaker di un programma radio interamente dedicato alla Roma calcio, e al suo contorno di facinorosi di piazza, al tenente di origini meridionali, diretto superiore del nostro, un po’ trito; dal già visto sostituto procuratore piacione e dall’abusata compagna dell’assassinato tiratissima 40enne, alla più intrigante fidanzata e collega del nostro Cristina e al più originale consulente del top management di un Ministero Andrea. Ma su tutti ovviamente si staglia il maresciallo Riccardo Zanetti, il cui vero carattere inedito rispetto al profluvio di figure di conosciutissimi investigatori – e ciò che ce lo rende davvero simpatico – è la quasi pressoché totale assenza di cinismo. Finalmente! Possibile che siamo tutti a lamentarci di questo mondaccio schifoso, a tifare per questi odierni paladini intrepidi che pur tra mille difetti scavano anche per nostro conto nella melma della realtà, e poi ne accettiamo supinamente lo smagato disincanto? Allora, viva questo ingenuo sognatore. E non ci dispiacerebbe affatto, se proprio proprio - come lasciano intendere le note di copertine - dovesse anche lui serializzarsi come i suoi predecessori, che Riccardo Zanetti nella prossima avventura si dimettesse dall’Arma e, nel proseguire il proprio percorso esistenziale, indossasse un’altra maschera sociale: che ne dite lettori di Camilleri e della Jimenez-Bartlett, non sarebbe una novità interessante?
                
Colonna sonora: PORCUPINE TREE The incident


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