CAROTE!
Le carote possono essere roSSe, bianCHe e VIOLA. Ingrediente chiave del famoso “soFFritto” in cucina, in Italia devono il successo a Caterina de’ Medici.
Fanno bene a salute e belleZZa, per non contare i benefici per l’abBRonzatura…

StoRia
Le prime carote pare abitassero in Europa meridionale e Medio Oriente. Antichi egizi, romani e greci le utilizzavano a scopi medicinali, ad esempio come cicatrizzante. Si conoscevano la “pastinaca sativa” e la “Daucus carota”. Data la loro forma, venivano considerati afrodisiaci, per curare l’impotenza maschile. Per arrivare ad essere coltivate e impiegate in cucina bisogna aspettare gli arabi che portano carote in Spagna e poi l’ineguagliabile genio di Caterina de’ Medici, che li rende alimenti degni delle tavole dei signori. Le diverse varietà di carote si sono poi incrociate nel tempo. La leggenda vuole che le carote attuali discendano da quelle nate dagli agricoltori olandesi che hanno voluto così fare un regalo a Guglielmo d’Orange. In Italia la diffusione della carota sembra risalga al XVIII secolo

carote

Le star iTALiane
Al settimo posto come produttore mondiale di carote, l’Italia può vantare diverse star locali, a partire dalla carota dell’Altopiano del Fucino (L’Aquila), l’unica Igp, cioè a indicazione geografica protetta. Arriva da una zona a 2.500 metri di altitudine nata con il prosciugamento a fine Ottocento del Lago del Fucino da parte del principe Alessandro Torlonia. Poi ci sono le carote di Fiumicino, Sottomarina (vicino Chioggia), Alberga (ligure), Val di Gresta (Trentino), Chioggia, Ispica (siciliana), San Rocco Castagnetta (Cuneo), Zapponata (Foggia) e giallo-viola di Tiggiano (festeggiata nella sagra del 19 gennaio, in provincia di Lecce)

Curiosità
Fra le leggende, pare che un fiore di carota raccolto nelle notti di luna piena aiutasse il concepimento e nel XVI secolo, alla corte inglese di Giacomo I le dame ornavano i capelli con i fiori della Daucus carota. Praticamente “estinte” pare siano invece le carote viola di Viterbo, famose in agrodolce secondo la storica guida culinaria del Talismano della felicità di Ada Boni. Si narra che ad apprezzare questa specialità viterbese siano stati Giuseppe Garibaldi e Gregorio XVI, Ferdinando IV e Carolina d’Austria, mentre, sempre secondo alcune voci, abituali consumatori erano i regnanti di casa Savoia

PropRietà
Le carote sono un mix di sostanze fondamentali per l’organismo e valide alleate per prevenire il cancro, alleate della vista e dell’abbronzatura, pozzi di vitamina A e non solo, ricche di tanti minerali e fibre. Nelle cure di bellezza sono considerate un idratante, nutriente, contro le impurità della pelle. Nei trattamenti hanno anche effetti su rughe e smagliature. Se si assumono carote in centrifugati, meglio appena fatti e a digiuno, per non perdere i preziosi benefici.

Vademecum in libreria e online

La storia della rarità di Viterbo su http://www.provincia.vt.it/cucina/carote.htm, quella della torta di carote su http://en.wikipedia.org/wiki/Carrot_cake.  Ha un proprio sito la specialità Igp http://www.lacarotadelfucino.it/ e http://www.carrotmuseum.co.uk/history.html è un pozzo di notizie sulla storia. Sempre su internet info anche su www.taccuinistorici.it. In libreria tutto dalla A alla Z, incluse ricette, sul nuovissimo “Buona tavola, salute e bellezza con le Carote”, edizioni Red, a 9,90 euro


               Valerio De Cecio carrot cake

L’altra riceTTa
Una zuppa di ceci e carote, senza glutine per celiaci e carne per veg, è facile e veloce. Per 4 persone si cuociono con rosmarino e timo 150 grammi di ceci in scatola, ai quali si aggiungono 3 carote, di cui una a rondelle e le altre grattugiate, più 12 pomodorini ciliegini tagliati a metà e infine il sale. Condire a fine cottura con olio e pepe. Altra veg su http://cucina.ilbloggatore.com/2008/08/06/spaghetti-al-pesto-di-carote-vegan-spaghetti-cu-pesto-de-morcovi-vegan/ e le carote confit sul blog http://ilpranzodibabette.blogspot.com/2006/11/carote-confit.html

L’anGolo
Classico per americani e inglesi, la carrot cake diventa un must in Usa negli anni ’70. La ricetta su http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=32038.  Per assaggiarla in tutta la sua bontà a Roma gli stranieri vanno alla Josephine’s Bakery in Piazza del Paradiso 56/57. Si può ordinare allo 06 6871065. C’è poi la variante “trentina” da gustare alla pasticceria Bertelli in via Oriola 29, tel. 0461984765, chiusa il lunedì.


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