San Gimignano (SI) - 20settembre-29novembre - mostra di SABRINA MEZZAQUI: "Mettere a dimora" @ GALLERIA CONTINUA

SABRINA MEZZAQUI
Mettere a dimora

Inaugurazione sabato 20 settembre 2008 via del Castello 11, 18.00-24.00
Con lievi mani , via del Castello, 11, 19.00
performance diretta da Cesare Ronconi del Teatro Valdoca
con Silvia Calderoni, Gaetano Liberti, Muna Mussie su opere di Sabrina Mezzaqui
realizzate da Debora Domenichelli e Patrizia Izzo, musiche Dario Giovannini
Fino al 29 novembre 2008, da martedì a sabato, 14.00-19.00

Mettere a dimora è il titolo della la nuova mostra personale che Sabrina Mezzaqui realizza per gli spazi espositivi di Galleria Continua di San Gimignano. Il progetto, oltre a presentare una serie di opere inedite, si propone di attraversare la memoria del luogo che lo ospita restituendo alla platea dell’ ex cinema-teatro la sua originaria funzione, arricchita, in questa occasione, dall’intreccio e dalla sovrapposizione di linguaggi artistici diversi. E’ in questo spazio dunque che l’opera di Sabrina Mezzaqui incontra TeatroValdoca dando vita a Con lievi mani, performance teatrale per la regia di Cesare Ronconi che si terrà la sera dell’inaugurazione della mostra.

Il Teatro Valdoca rinnova attraverso la collaborazione con Sabrina Mezzaqui il proprio interesse per il dialogo interdisciplinare incontrando l’opera dell’artista e offrendone interpretazione. Uno scritto di Cristina Campo pubblicato nella raccolta “Gli imperdonabili” (Adelphi, 1987) dà il titolo alla performance che il regista introduce con queste frasi: “rompere il cerchio stretto del proprio pensiero; adagiarsi in un luogo artistico altrui; riuscire ad abitarlo con creature adatte a quei segni; restituire l’anima dinamica di ogni opera; riprendere alla fine tutto di nuovo, come in un sogno, dietro al tempo.”
Gli abiti che gli attori indossano e di cui danno interpretazione attraverso la gestualità corporea, la musica e la recitazione, sono realizzati dall’artista con la cifra stilistica che da sempre le appartiene: fiori e foglie intrecciati in mantelli impalpabili, veli diafani di parole tratte da un passo del vangelo, ed ancora, pensieri raccolti durante un cammino si uniscono a formare una fasciatura, i versi di una poesia di Mariangela Gualtieri si dispiegano in delicata foggia di gonna.
La performance sarà eseguita soltanto il giorno della vernice, mentre successivamente ne sarà esposta la documentazione video.

Il titolo della mostra di Sabrina Mezzaqui si offre come metafora di un procedere, di una modalità, di un fare.  Mettere a dimora è un gesto, un verbo, un modo di porsi nei confronti del mondo e della vita.
Mettere a dimora è anche una delle nuove opere in mostra: un vocabolario della lingua italiana aperto al lemma “pianta-piantare”, in cui più volte compare “mettere a dimora”.  Le tavole illustrate del dizionario prendono vita e, dalle pagine del libro, crescono piante che occupano disordinatamente lo spazio circostante.

Tra i diversi lavori ci sono rimandi sottili: colori, motivi, soggetti ricorrono e si ripetono, ogni opera accoglie in sé l’altra creando una sorta di fluida continuità.
“Con lieve cuore, con lievi mani…”. Una vita pura è interamente ritmata su questa musica leggera… mille punti di fuga verso il regno della bellezza soprannaturale… dove prendere e lasciare sono una sola estasi.” Questo scrive Cristina Campo, questa stessa sensibilità ritroviamo nella ricerca artistica e nelle opere che Sabrina Mezzaqui presenta in questa mostra.

Sabrina Mezzaqui è nata a Bologna nel 1964, vive e lavora a Marzabotto.
“Attraverso una processualità disciplinare riflessiva e auto imposta, Sabrina Mezzaqui riesce a rivitalizzare e a concretizzare in immagini e oggetti il sostanziale distacco con le parole. Il principio di una lontananza coltivato nelle segrete stanze di un'intimità riflessa nelle scelte di vita e nei periodi di isolamento e di "sospensione", si riverbera in una pratica minuziosa quanto compulsiva di un avvicendamento tra costruzione e decostruzione. In tutto il suo lavoro disciplinato dalle regole non-scritte di un rapporto con il mondo filtrato da una dimensione letteraria e diaristica (come ininterrotta sonorità di fondo) emerge l'incantata concretezza del fare. E della manualità più concentrata e iterativa che seduce per meticolosa adesione all'apparente semplicità di un segno (o di un gesto) calato nella sospensione temporale del rito. Quasi una modalità per esorcizzare l'ineluttabilità imposta dai ritmi esterni ed esteriori e, al tempo stesso, un richiamo evocativo al "sentimento" della memoria”. (Sabrina Mezzaqui, Ed. Gli Ori, 2002).
Sabrina Mezzaqui ha partecipato a numerose mostre collettive sia in Italia che all’estero, tra le più recenti ricordiamo: The Bearable Lightness of Being-The Metaphor of the Space, a cura di Lorand Hegyi e Davide Di Maggio, Palazzo Pesaro Parafava, Venezia, (2008); Mediterraneo 2008-Perna Foundation, a cura di Manuela Annidali, Villa Rufolo, Ravello, (2008); 15° Quadriennale d’arte di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma, (2008); Gli artisti della collezione ACACIA,  Palazzo Nicolosio Lomellino, Genova, (2008); Micro-narratives, Tentation des petites réalités, a cura di Lorand Hegyi, Musée d’Art Moderne, Saint-Etienne (F), (2008); Libero libro d’artista libero – IV Biennale del libro d’artista, a cura di G.Maffei e E.De Donno, Spoleto-Foligno, (2008); Una storia privata. Fotografia e arte contemporanea nella collezione Cotroneo, Museo Carlo Bilotti, Roma, (2008); La parola nell’arte, MART-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto (TN), (2007); Italian Genius Now, a cura di Marco Bazzini, Museum of Fine Arts, Hanoi (Vietnam), (2007); Artempo – Where Time Becoms Art, Palazzo Fortuny, Venezia, (2007); Apocalittici e integrati, a cura di Paolo Colombo, MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, Roma, (2007); Natura e metamorfosi, Urban Planning Exibition Center, Shanghai e Millenium Art Museum, Pechino, e altre sedi, (2006). Tra le ultime personali citiamo infine: Come acqua nell’acqua, a cura di Angela Tecce, Castel Sant’Elmo, Napoli, (2007); C’è un tempo, a cura di Elena Volpato, GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino, (2006); Sabrina Mezzaqui, a cura di Karen Allen e Lee Newman, One Severn Street, Birmingham, (GB), (2005).

Il Teatro Valdoca nasce nel 1983 a Cesena ad opera di Cesare Ronconi regista, e di Mariangela Gualtieri drammaturga. Coi primi due spettacoli Lo spazio della quiete (1983) e Le radici dell'amore (1984) Valdoca è presente fin da principio sulla scena europea: sono lavori senza parole, con una cifra stilistica e poetica molto netta. Con Ruvido umano (1986) comincia una ricerca drammaturgica a ridosso della parola poetica, ricerca che avrà piena e matura espressione nella trilogia Antenata (1991/93). Il lavoro pedagogico si apre poi all'incontro con numerosi giovani allievi attori, attraverso una vera e propria Scuola Nomade, che sfocia in due grandi spettacoli Ossicine (1994) e Fuoco Centrale (1995). Parsifal Piccolo (1998) e infine Parsifal (1999), prodotto insieme al festival di Santarcangelo, segnano la prima impegnativa prova di riscrittura di un testo della tradizione. Dal 2004 inizia il percorso di creazione di PAESAGGIO CON FRATELLO ROTTO, un’opera in tre parti, compiuta nel 2005.  Dopo l'esperienza fatta nei due Corsi Europei di Alta Formazione Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi decidono di dar vita al progetto Officina Valdoca, progetto che in questi mesi sta prendendo la sua forma definitiva. Nel 2006 il Teatro Valdoca debutta con Misterioso concerto, in cui i versi di Mariangela Gualtieri si intrecciano alla musica dal vivo di Dario Giovannini e, nella versione a trio, alle azioni performatiche di Muna Mussie. Sempre nello stesso anno escono in libreria Senza polvere, senza peso, raccolta di versi di Mariangela Gualtieri edita da Giulio Einaudi e Sermone ai cuccioli della mia specie (l’arboreto edizioni). Il 2007 vede Cesare Ronconi impegnato in diversi progetti speciali far i quali: Lato selvatico (progetto installativo realizzato in collaborazione con la Facoltà di Architettura "Aldo Rossi" di Cesena per Itinerario Festival) e Tre visioni leggere (progetto presentato ad Arte Sella con testo inedito di Mariangela Gualtieri e la partecipazione di tre attori della Trilogia: Silvia Calderoni, Gaetano Liberti e Muna Mussie). Mentre Mariangela Gualtieri è impegnata nell'ideazione del progetto PORTAR BENE. A febbraio 2008 è uscito in libreria il cofanetto contenente LIBRO e FILM della trilogia PAESAGGIO CON FRATELLO ROTTO edito da Luca Sossella editore. Nel 2008 la Compagnia presenta la prima e la seconda parte del progetto Sacrificale: suono + vuoto + eco, e allestisce diversi progetti speciali, fra questi ricordiamo Notte trasfigurata, spettacolo tenutosi a luglio presso le Crete Senesi insieme a Danio Manfredini.
Teatro Valdoca - via Aldini, 26, 47023 Cesena -
info@teatrovaldoca.it - www.teatrovaldoca.it

Per ulteriori informazioni sulla mostra:
Silvia Pichini responsabile comunicazione 
press@galleriacontinua.com

GALLERIA CONTINUA Via del Castello 11, San Gimignano (SI), Italia
tel. +390577943134 fax +390577940484
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