EYES ON THE PLANET: contest fotografico internazionale sull’ambiente - registrazione entro il 30 settembre 2008

NASCE EYES ON THE PLANET
SGUARDI SUL MONDO CHE CAMBIA

Al via il contest fotografico internazionale sull’ambiente promosso da Connexia e Manfrotto con il patrocinio di WWF, Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, Provincia e Assessorato al Tempo Libero del Comune di Milano

Comunicato Stampa - Dal 1° marzo, appassionati di fotografia si danno appuntamento su www.eyesontheplanet.org per partecipare al contest fotografico internazionale Eyes on the Planet. Nato con l’obiettivo di promuovere la sensibilità ambientale attraverso uno strumento universale, immediato ed emozionale come la fotografia, e di offrire concrete opportunità di visibilità e formazione per i fotografi di domani, Eyes on the Planet si rivolge alle giovani promesse del mondo della fotografia come ai semplici amatori, italiani e stranieri, di età compresa fra i 18 e i 35 anni.

In virtù dello spiccato intento di sensibilizzazione, Eyes on the Planet gode del patrocinio della Provincia e dell’Assessorato al Tempo Libero del Comune di Milano.

Partecipare è facilissimo. Ciascun candidato deve registrarsi sul sito del contest e caricare, entro il 30 settembre ‘08, la propria foto in digitale in una delle quattro categorie tematiche:
ENVIRONMENT - immagini che evidenziano come fatti e accadimenti che sembrano banali e trascurabili possano preludere a disastri anche di ampia portata; e allo stesso tempo come i grandi cambiamenti possano nascere da gesti semplici e quotidiani; 
PEOPLE - storie di vita, testimonianze, gesti di solidarietà e di coraggio, donne e uomini che si impegnano per un mondo migliore; 
CLIMATE - l’impatto disastroso dei mutamenti climatici richiama l’uomo al proprio senso di responsabilità e lo esorta a mettere in discussione il proprio stile di vita;
FOOD - la difesa dell’ambiente passa anche attraverso la tutela della cultura e del territorio d’origine delle risorse e dei prodotti alimentari.

Title sponsor di Eyes on the Planet è Gruppo Manfrotto, leader mondiale nell’ideazione, produzione e distribuzione di treppiedi e accessori per i mercati della fotografia, del video e dell'intrattenimento, da anni impegnato in attività di corporate social responsability.

«Eyes on the Planet è un’iniziativa che si inserisce nel contesto di chiaro e deciso impegno di Manfrotto nei confronti delle politiche di protezione ambientale» ha dichiarato Francesco Bernardi CEO del Gruppo Manfrotto «impegno che contraddistingue una parte importante delle attività di corporate social responsability del nostro Gruppo. Riteniamo - ha proseguito Bernardi - che in particolare i giovani uomini di domani sappiano cogliere con sensibilità e lungimiranza le trasformazioni che sta vivendo il nostro pianeta e che gli insight da loro scoperti diventino reale spunto per nuovi comportamenti eco-compatibili e rispettosi della natura, anche umana».

Grazie alla collaborazione con MSN e Windows Live, i fotografi in gara possono localizzare il proprio scatto direttamente su una mappa virtuale, realizzata grazie a Virtual Earth, la piattaforma Microsoft di mappatura del territorio. Gli utenti web, navigando sul planisfero, potranno visualizzare le immagini in concorso, corredate da informazioni sull’opera e sull’autore.

Attraverso dinamiche di viral marketing, le foto possono essere inviate come cartoline virtuali agli amici, e fungeranno da richiamo per gli utenti della rete che ancora non hanno votato. Le preferenze del pubblico votante daranno vita a una classifica parallela a quella della giuria tecnica, composta da fotografi affermati e personaggi di spicco nel mondo delle istituzioni e dei media.

Ai vincitori saranno offerte borse di studio per corsi di formazione professionali e amatoriali, messi in palio dalle scuole partner del concorso, opportunità di stage e attrezzature legate al mondo della fotografia.
Le premiazioni avverranno a fine novembre ’08 in una serata di gala nell’elegante cornice di Palazzo Marino, durante la quale gli scatti più belli verranno esposti in una mostra fotografica e offerti in un’asta benefica i cui proventi saranno devoluti a favore dei progetti che Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e WWF stanno portando avanti in Amazzonia, per sostenere lo sviluppo delle economie locali in modo duraturo e sostenibile.

In particolare il ricavato di Eyes on the Planet andrà a finanziare un progetto di salvaguardia dell'albero di noce del Brasile (Bertholletia excelsa) che si trova nelle foreste del Brasile, così come in Perù e in Bolivia. Questo albero, che non può essere piantato altrove, offre lavoro ad intere comunità locali che ne traggono benefici e profitti superiori a quello derivante dall’abbattimento di alberi. I coltivatori della noce del Brasile diventano così i preziosi "guardiani" della foresta amazzonica.

Eyes on the Planet si avvale inoltre del sostegno e della collaborazione di importanti atenei e istituti di fotografia - IED Milano, Istituto Italiano di Fotografia di Milano, Scuola di Fotografia di Napoli e Società Umanitaria –, oltre al supporto di prestigiose testate quali Fotografia Reflex, Gente Viaggi, Qui Touring e Studenti Magazine. Mentre MSN & Windows Live sono gli online media partner dell’iniziativa, raggiungibile via web anche dalla pagina dedicata sul portale MSN all’indirizzo http://specials.it.msn.com/eyesontheplanet.

Tra gli altri partner del contest figurano Nikon, da sempre, nel mondo, sinonimo di fotografia di alto livello, l’agenzia fotografica Corbis, le guide Lonely Planet, tradotte in italiano da EDT, e T-Logic, leader nell’enjoy tecnolology e nell’audio e video digitale.

Il regolamento del concorso è scaricabile dal sito internet www.eyesontheplanet.org

Ufficio stampa:
Connexia
Via Leopardi 2, 20123 Milano - Tel +39 02 8135541
marta.bensi@connexia.com - elena.asteggiano@connexia.com


EYES ON THE PLANET…FOR THE PLANET
LA NOCE CHE PUO' SALVARE L'AMAZZONIA

L'albero di noce del Brasile (Bertholletia excelsa) si trova nelle foreste del Brasile, così come in Perù e in Bolivia. La coltura di questa pianta offre un'importante alternativa per agricoltori e coltivatori al taglio degli alberi in Amazzonia. Si tratta di uno degli alberi più longevi in Amazzonia, che spesso arrivano fino a un'età di 1000 anni. I suoi fiori dipendono dagli insetti pronubi per l'impollinazione. Una volta fecondati, si forma un involucro delle dimensioni di una noce di cocco che contiene circa 20 semi, o noci. Esso si sviluppa per oltre 15 mesi prima di cadere a terra nella foresta. Proprio a questo punto il prodotto forestale non legnoso viene raccolto, lavorato e poi venduto. La noce dell'Amazzonia esiste infatti solo in foresta, non può essere piantata altrove, e offre lavoro ad intere comunità locali che ne traggono benefici e profitti superiori al semplice taglio di alberi. Infatti nei programmi di gestione sostenibile delle foreste, dove l'impegno principale è nell'assicurare alle comunità locali la capacità di gestire le proprie risorse e di garantirne la capacità di continuare ad offrire i servizi senza depauperarle, a scapito della propria capacità di futuro, l'identificazione di intere filiere produttive, che mettano insieme prodotti legnosi e non legnosi, è di capitale importanza. Grazie alla noce del Brasile, per la sua produzione e tutela, i coltivatori diventano tra i più importanti "guardiani" della foresta amazzonica.

La Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e il WWF hanno entrambi sviluppato dei progetti per la salvaguardia della noce brasiliana in diverse aree dell’Amazzonia, e il sostegno ad essi, da parte di Eyes on the Planet, consente l'appoggio allo sviluppo di economie locali in modo duraturo e sostenibile.

WWF: Projeto Castanha nello Stato di Acre

In questa area vengono aiutati i produttori di noce del Brasile attraverso corsi di formazione e fornitura di attrezzature a organizzare meglio le loro produzioni certificate e a trovare nuovi mercati.
L'obiettivo generale del progetto è di sostenere l'aumento del reddito delle comunità locali che vivono della raccolta di questo prezioso prodotto vegetale, lavorando su 2 fronti:
- attività di formazione e fornitura di attrezzature
- creazione di infrastrutture utili alla vita della comunità

José Francisco Conceição ha iniziato la raccolta di noci del Brasile nel suo piccolo appezzamento di famiglia nella foresta amazzonica 32 anni fa. Ma è stato solo pochi mesi fa che dalla sua produzione ha tratto abbastanza profitto da potersi permettere di acquistare una casa.

"È un sogno che diventa realtà", ha detto il 53enne agricoltore. "Questo è stato possibile solo perché oggi siamo in grado di vendere le noci a un prezzo molto più alto di qualche anno fa." il sogno della casa, e con esso un miglioramento del livello di vita, è diventato realtà grazie al sostegno del progetto, iniziato nel 2001 ma che deve continuare per estendere ad altre comunità locali della zona la stessa possibilità di realizzare il proprio progetto di vita. e con esso, va di pari passo una maggiore garanzia di tutela della foresta.

Vi è stata la creazione di una cooperativa locale (Capeb) che ha aggregato 30 famiglie dei comuni di Epitaciolandia e Brasileia, facendo così ottenere attraverso il lavoro comune la certificazione sia biologica che
per il commercio equo e solidale, che ha permesso loro di esportare i frutti in Italia e nei Paesi Bassi con un notevole incremento del reddito. Il progetto ha già ulteriormente motivato 260 famiglie provenienti da altri nove comuni a far parte di altre due cooperative (Caex e Cooperacre), ma per garantire una stabilità a lungo termine alle intere comunità bisogna far avere a tutte le cooperative la certificazione per la produzione biologica, per il commercio equo e la certificazione FSC. gli ultimi arrivati sono la comunità dell'area estrattiva Vai-se-Ver, ad otto ore di navigazione dalla capitale dello Stato di Acre, Rio Branco, dove i servizi pubblici sono ben al di sotto di un livello soddisfacente.
Insieme al miglioramento delle pratiche commerciali, il progetto vuole quindi sviluppare la capacità di autogestione e migliorare i servizi per la salute, i trasporti e la formazione dell'ultima comunità arrivata, Vai-se-Ver, con l'apertura di scuole oltre il 4° grado attualmente esistente, l'organizzazione di un più stabile servizio medico e la realizzazione di strade asfaltate che consentano i trasporti anche durante la stagione delle piogge.

Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus:
Presidio della noce amazzonica del Pando (Bolivia)

Sull'Altopiano del Pando – regione boliviana al confine con il Brasile - l'economia delle famiglie indigene ruota attorno alla raccolta della noce amazzonica. Nel Pando le famiglie di raccoglitori si addentrano nella foresta munite di un bastone prensile per sollevare il cocco dal suolo evitando il morso delle vipere. Quindi aprono il cocco con il machete e rovesciano i frutti in grandi ceste. La lavorazione, in gran parte manuale, richiede infrastrutture minime: un essiccatoio artigianale dove le noci sono selezionate in base alle dimensioni e lasciate essiccare circa due settimane. Una volta sgusciate, i contadini le separano e le confezionano in base al calibro.  Le noci amazzoniche si mangiano nature, ma sono anche la base di preparazioni tradizionali come i brigadeiros (noci ricoperte di cacao e di zucchero).

Grazie alla Fondazione Slow Food è stato creato un laboratorio artigianale dedicato alla produzione e alla commercializzazione sul mercato locale di dolci tipici a base di noci amazzoniche. La prima fase del progetto ha previsto la formazione di un gruppo di produttori in loco, seguita dallo stage in Italia di due produttrici. In loco verrà invece fornita assistenza tecnica per far sì che le fasi successive al raccolto (essiccazione, confezionamento e trasporto) non compromettano la qualità finale del prodotto.


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