METTETEVI IN LUNGO
Perchè per ascolti così eleganti occorre essere a tiro. Raffinate rievocazioni, malinconiche emozioni, ritmi sensuali e intense ispirazioni. Siete pronti?
Modern Jazz Gang

modernjazzgang

Miles before and after

Easy Beat
Quando lo apri provi una istantanea piacevole emozione. Perché la confezione rievoca in tutto e per tutto i vecchi dischi in vinile. La copertina di cartone, la foderina interna che protegge il disco fatta di carta leggera con il foro centrale, e poi l’opuscolo che documenta i contenuti del disco. Una splendida rivisitazione dei vecchi LP per un lavoro che anche nel contenuto è una vera chicca. Perché si tratta della ristampa di uno tra i primi dieci album dell’hard pop italiano degli anni sessanta. Inutile spiegare il titolo… soffermiamoci invece sul fatto che, nonostante il disco sia un vero e proprio omaggio all’hard pop americano, i 9 componenti la band, tutti italiani, riescono a dare un’impronta fortemente “italica” al sound proposto. Un gruppo che riesce a comunicare con uno stile fortemente personale alcuni tra i sound più interessanti del panorama internazionale. Pare che il cd sia molto apprezzato e ricercato tra i collezionisti di jazz… Fatevi sotto!

Junior Murvin


Junior Murvin

Inna de yard

Makasound/Inna de yard/Goodfellas
Tutta la Giamaica di Junior Murvin rivive in questo lavoro splendidamente contaminata da sonorità soul intime e calde come solo un grande artista sa fare. Siamo davanti a una pietra miliare del reggae che, fin dagli anni ’60 ha saputo sempre trascinare con originalità e creatività, tanto da influenzare gruppi come i Clash, che finiscono per inserire uno dei suoi più grandi successi (Police and Thieves) nel loro disco di esordio, o come Boy George che ne fa una cover nel 97. Dopo circa 20 anni di silenzio Murvin si ripresenta sulla scena più in forma che mai con nove tracce reggae che incrociano con perfetta armonia alcuni classici del soul come Gipsy Woman e Ain’t no Sunshine. Un disco denso di suggestioni.

Radiohead

Radiohead

In Rainbows

(Nessuna etichetta)
Come al solito i Radiohead sanno sempre sorprendere. Stavolta lo hanno fatto con un lavoro autoprodotto, quindi svincolato da qualsiasi etichetta discografica, e venduto in rete. Un’iniziativa che rimette in discussione argomenti triti e ritriti come quello sul costo della musica, sulla sua distribuzione in Rete e sull’ipotesi di bypassare le case discografiche. Ma veniamo al disco: un lavoro carico di struggente malinconia, che dopo il minimalismo e la rugosità di cd come Kid A torna a sonorità più melodiche, con archi, chitarre e un uso frequente del ritornello. I testi però si fanno cupi, pessimisti, o quanto meno disillusi: nei confronti della vita, dell’amore, delle relazioni interpersonali. E’ forse la malinconia della maturità, che riecheggia, con una voce sussurrata, in brani come Faust arp e la splendida ballata Nude. Straordinaria la forza del piano e della batteria, capaci di scatenare emozioni indescrivibili tra morbidi arpeggi e ritmi ossessivi. Un lavoro ineccepibile in cui il risultato finale è di grande equilibrio, a riprova della classe artistica del gruppo.

Rilo Kiley

rilokiley

Under the blacklight

Warner
E’ il terzo cd di questo gruppo californiano che ci propone un pop-rock raffinato, dall’ascolto immediato ma mai banale, sicuramente meno cupo dei due lavori precedenti, di grande spontaneità, solare e divertito. Su un suono elegante e frizzante, la voce della leader Jenny Lewis si dipana con una forte carica di sensualità a raccontare della vita notturna californiana, tra sesso e piaceri vari. E il sesso è fortemente protagonista non solo nella musica ma anche nel video, realizzato con la partecipazione di veri porno attori. Piacevole la rivisitazione di uno splendido Jackson Browne in The Angels hung around, e molto gradite le influenze funky che si percepiscono qua e là, anch’esse cariche di maliziosa sensualità.

Tyler Ramsey

Tyler ramsey

A Long Dream About Swimming Across The Sea

Echo Mountain
E’ l’esordio discografico di un giovane chitarrista americano, che dopo una lunga gavetta a fare da apripista nei concerti di gruppi noti come i Band of Horses sceglie di lanciarsi da solo. E lo fa con un lavoro cantautorale ispirato dalle sonorità anni ’70 di James Taylor e Jackson Browne che si rivela interessante e raffinato. Molto attento agli arrangiamenti, Ramsey propone un elegante connubio di modernità e classicismo mischiando elettronica e violini e un dolcissimo pianoforte nell’appassionata ballata No One Goes Out. Da tenere d’occhio.

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