LIBRI CHE SUONANO
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Punk, una storia di trent’anni fa. Un libro

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Nel 2007 il punk festeggia i suoi trent’anni di vita, anche se oggi di punk non si può più parlare. Si può parlare tutt’al più di contaminazioni punk, come un virus, o uno stilema musicale che è entrato a far parte delle grammatica sonora di qualche gruppo. E proprio alle origini del punk (e con origini devono intendersi proprio i suoi primi anni di vita e i suoi primissimi fermenti) è dedicato il libro di Federico Guglielmi “Punk!”. Una storia in dici8 capitoli che parte proprio dalle cantine dove questa musica prese lentamente piede per irrompere poi sulla scena internazionale nel 70sette. Un genere che ha sdoganato generazioni di non musicisti alle prese con gli strumenti del rock, e che ha permesso a un’idea di musica – o di espressività – di imporsi sul linguaggio e sulle tecniche relative al concetto stesso di musica. Tanto da vedere per la prima volta sul palco protagonisti persone che mai avevano preso in mano uno strumento, ma che proprio per questo contribuirono a rendere unico ed esplosivo nella sua carica ed energia il punk.
La novità del libro di Guglielmi – 264 pagine; 19.50 euro; Giunti sta non soltanto nella selettività del periodo storico, le origini appunto, ma nella modalità di approccio all’argomento. Il testo affronta infatti le denominazioni di origine geografica di ogni scena punk, scendendo dalla specificità di ogni nazione a quella delle diverse regioni, e dalle regioni alle città. Non solo la Londra dei Sex Pistols, quindi, o la New York di Patti Smith, ma una panoramica che attraversa anche le multiformi anime del punk in nazioni come l’Australia, la Francia, la Scandinavia e l’Italia.

Parole e immagini per Gaber

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Ancora un libro edito da Giunti. Ma questa volta l’argomento è di tutt’altro tenore. In gioco non c’è infatti una scena ma la storia di uno dei più importanti protagonisti – e da sottolineare è proprio l’appellativo di protagonista e non di cantante – della storia della musica italiana: Giorgio Gaber. "Giorgio Gaber. La vita, le canzoni, il teatro" – 240 pp.; 19.50 euro; Giunti – è infatti la biografia che Sandro Neri dedica a colui che nel nostro paese è per antonomasia il rappresentante del Teatro Canzone. Un genere, se così vogliamo dire, talmente calzante sulla persona di Gaber da essere difficilmente applicabile, senza sollevare almeno qualche equivoco, ad altri musicisti che si confrontano insieme sul palco con la parola cantata e parlata insieme.
Il libro, quindi, ripercorre la storia di Gaber tra immagini e testimonianze tra cui compaiono Enzo Jannacci, Franco Battiato, Caterina Caselli, Gino Paoli, e tanti altri amici, parenti e professionisti che sono stati più o meno al suo fianco. E oltre a proporre una dettagliata discografia, presenta genesi e spiegazione dei brani e degli spettacoli più celebri dello stesso Gaber.

Un diverso sguardo su Tenco e la sua musica
Su Luigi Tenco si è scritto molto. Anche in virtù della complessità degli elementi che insieme compongono la sua vicenda personale e artistica. Culminata, come noto, nel tragico epilogo del suicidio sanremese, con relativa scomparsa video della sua esibizione sul palco dell’Ariston e altre storie che ruotano intorno alle procure che al tempo indagarono sul tragico fatto accaduto durante la kermesse ligure.
Ma “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti” – 576 pp; 12 euro; BUR – è un libro che sorprende per prima cosa per l’impostazione data al testo. Non una storia diretta, vera e propria. Ma una storia che emerge attraverso i ricordi, le recensioni d’epoca e le analisi che sono state raccolte nei 3 capitoli che scandiscono la struttura del libro. Nel primo di questi “Intorno”, – che segue la prefazione di Fausto Bertinotti e un’introduzione in forma di conversazione a opera dei curatori Enrico de Angelis, Enrico Deregibus e Sergio Secondiano Sacchi – viene disegnato il contesto sociale in cui visse Tenco (con interventi per esempio di Fernanda Pivano). Nel secondo, “Durante”, sono raccolte dichiarazioni inedite, lettere, atti di convegni a lui dedicati, recensioni apparse sui giornali di allora e analisi della musica di Tenco a opera di artisti quali Giovanna Marini e un’analisi delle sue canzoni attraverso voci che vanno da Michele Serra a Sergio Staino fino a Bollani, Cristicchi e la Vanoni. Nell’ultimo capitolo “Dopo” chiudono il libro alcuni scritti e commenti, una cronologia e una discografia.

Renzo Arbore. Ovvero quello della Musica

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Un’ultima breve segnalazione: è uscito per la Raro Libri “Renzo Arbore. Ovvero quello della musica”. Un libro scritto da Claudio Cavallaro – che è stato presentato lo scorso mese all'Auditorium alla presenza dello stesso Arbore, dell’autore, di Gianni Borgna e di Michele Bovi – che parla, di “quello” in “quello”, di Arbore come quello che ha fatto una certa tv, che ha fatto il disk jockey, quello che ha fatto film musicali… e via dicendo (271 pp; 18 euro; Raro Libri).

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