SeguEndo la rOTta
Quella che ci porta dritti al cuore navigando sul linguaggio semplice e genuino di Riccardo Maffoni. O tuffandosi nelle atmosfere punk anni ’70 di Faggella. Oppure lasciandosi cullare dalle note struggenti di Ryan Adams, dalle energiche atmosfere jazz d

Riccardo MafFoni
Storie di chi vince a metà
Atlantic/Warner Music

Dopo il successo sanremese viene ripubblicato, con l’aggiunta del brano Sole Negli Occhi, il cd di esordio di Riccardo Maffoni, uscito nel febbraio 2004.
Ci piace parlare di questo giovane cantautore nato ad Orzinuovi in provincia di Brescia, perché va sottolineato il suo tentativo di portare nuova linfa al cantautorato rock italiano.
Le sue canzoni sono ben costruite: sia nei testi, che ci raccontano storie curiose di normale vita comune con un linguaggio semplice, genuino, efficace, sia nelle musiche che cercano con vigore il suono tipico della musica tradizionale statunitense. Alla Bob Dylan e Bruce Springsteen per intenderci… in cui la presenza di armonica e organo hammond ne sono la chiara dimostrazione.
Il disco è comunque bello e intereSsante. Per il panorama musicale italiano il cantautore bresciano esprime notevole talento e grandi capacità compositive, che lasciano ben sperare per l’avvenire della musica nostrana. Soprattutto quando il giovane Riccardo Maffoni riuscirà ad allontanarsi definitivamente dai suoi idoli giovanili, che per il momento dominano in modo eccessivo lo stile impostato della sua voce, soprattutto se si pensa al leggendario Bruce Springsteen.

Luca FaGgella
Fetish
Rockatta Records

Il nuovo album del performer livornese Luca Faggella è un fiume in piena che raccoglie e devasta utto quello che trova. Nel suo lavoro Fetish l’artista cerca di non interrompere il suo lavoro passato a allo stesso tempo si avventura in un tappeto sonoro diverso rinnovando in modo massiccio il suono.
Syd Barret, Nick Drake, Sonic Youth sono inspirazioni costanti e palpabili, Faggella usa in maniera magistrale e personale rumori e distorsioni, disturbando e spiazzando continuamente l’ascoltatore. Il tuffo nelle atmosfere anni ‘70 è notevole, lasciando esplodere il punk in tutta la sua carica di energia e linguaggi musicali che in quegli anni generarono una delle rivoluzioni musicali più importanti  che la storia della musica ricordi. Piano e synth, contrabbasso e chitarre accompagnano magistralmente l’istrionico Faggella con una qualità fuori dal comune per la consuetudine italiana, riuscendo perfino a regalarci un diamante di purissima bellezza come “memento”, una ballata intensa e oscura, come tutto l’album del resto, ma che si eleva dal resto per un lirismo davvero ai vertici della bellezza. Fetish è in ogni caso un grande album alla continua ricerca di un estetismo di eccellenza, e un artista come Faggella, se non esistesse, bisognerebbe davvero trovare il modo per inventarlo.

Ryan Adams
29
Lost Highway
Contro tutte le leggi del mercato mondiale Ryan Adams fa uscire il terzo album in meno di un anno (e uno dei tre era anche doppio…). Cosa spinge il cantautore americano a un'inflazione così massiccia della sua musica?
Probabilmente la risposta è racchiusa nell’anima artistica di Adams e che probabilmente non ci svelerà mai, dato il suo carattere schivo e chiuso e per niente portato alla comunicazione nei confronti dei media.
In passato Adams non ha certo regalato a piene mani interviste e dichiarazioni, ma qui le ha completamente azzerate, e noi oltre che per il suo immane talento lo amiamo anche per questo suo andare controcorrente. E allora che dire di questo nuovo lavoro? Innanzitutto che 29 è il lavoro più intimista e personale scritto da Adams nel proseguimento del suo recente percorso country, ormai arrivato alla terza parte. 50 minuti di musica intensa, bellissima, con la nostalgia e i rimpianti a farla da padrone. Adams pesca alla rinfusa, e senza ordine, ricordi in ogni angolo della sua mente: un viaggio disordinato, struggente che alla fine lascia storditi di fronte a tanta genuina bellezza.

Skye
Mind how you go
Atlantic/Warner Music

La prima cosa da dire sul disco di esordio di Skye, ex cantante del gruppo dei Morcheeba, è che, a differenza di molti suoi colleghi che si sono allontanati dal gruppo di appartenenza dove avevano trovato notevole successo e riconoscimenti, non perde la rotta ubriacandosi in caduta libera.
Skye riesce a restare in piedi realizzando un disco a completo supporto della sua straordinaria voce  calda, espressiva, elegante come ce ne sono poche in circolazione.
Una voce da sola in grado di “essere” canzone, che tuttavia non dimentica le sue radici piantate nell’elettronica. Con questo cd Skye ha scelto di virare con leggerezza verso il pop, ma con la pregevole capacità di non rinnegare completamente le sperimentazioni del trip hop.
I testi, scritti tutti da lei, ci rivelano molto di una cantante che osteggiando da sempre il ruolo di pop star è rimasta per anni un enigma. Ora invece ha deciso di raccontarsi in maniera molto personale. Un bel disco di esordio, solista, da ascoltare con vero piacere.

Antonio Faraò
Takes On Pasolini
Cam Jazz

Antonio Faraò, nato nel 1965 a Roma è uno dei più importanti pianisti jazz italiani. Ha iniziato con lo studio del pianoforte in ambito classico per poi interessarsi sempre più alla musica afroamericana, diventando uno dei pianisti di riferimento del jazz italiano. Alla testa di un supertrio formato dal contrabbassista Miroslav Vitous e dal batterista Daniel Humair, il pianista italiano rivisita le colonne sonore dei capolavori cinematografici del geniale intellettuale friulano. I temi di alcuni dei più importanti film di Pasolini come porcile, mamma roma, e una vita violenta sono proposti nella loro essenzialità consentendo cosi all’ascoltatore di affrontare un percorso di memoria storica che affascina e commuove.
Le capacità del trio sono notevoli e Faraò ci regala tutta la sua grazia e la sua capacità di creare atmosfere jazz di grande impatto, sincere ed energiche. Un disco importante per i jazzofili ma anche per chi riesce a oltrepassare i confini dei propri gusti musicali. E soprattutto per chi prova profonda nostalgia del Grande Pasolini e vuole rivivere l’intensità del suo pensiero oltre che con i suoi scritti e i suoi film, anche con la musica che ne ha accompagnato il  percorso. 


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