LA FELICITA'? UNO SHAMPOO ALLO ZABAIONE
Beh in realtà stiamo bluffando... non è vero che nello shampoo allo zabaione possiamo trovare la felicità. Ma in questi libri sicuramente se ne parla: sia di felicità, sia di shampoo e creme naturali... Che forse non fanno la felicità ma aiutano a stare meglio!
BAZAR SEGNALA

Updike

VILLAGGI – John Updike (Guanda. 301 pp., 16 euro)

“Il sesso è una vacanza, un’attività straordinariamente breve nel bilancio del nostro corpo, paragonata al sonno o al procacciamento di cibo”. Eppure queste 300 pagine non sondano il modo di addormentarsi dell’uomo o le peripezie incontrate per procurarsi un pasto, ma descrivono dettagliatamente la vacanza. Lo fanno con sguardo acuto e prosa spessa, che a tratti lascia davvero ammirati, mescolando l’introspezione di Proust all’ironia mondana di Bellow.
Vera e propria educazione sessuale dall’infanzia alla vecchiaia di Owen Mackenzie - americano della generazione dell’autore, vissuto in piccoli paesi – che ha il suo fulcro negli anni ’70: quelli della liberazione dai tabù, dell’emancipazione femminile e di una sottesa predisposizione nei matrimoni allo scambio di coppie (cui peraltro Updike aveva già dedicato uno dei suoi più famosi romanzi dal titolo omonimo). Ma anche, sullo sfondo, racconto dell’epopea informatica americana: Owen è un ingegnere elettrotecnico che inizia i suoi passi quando un computer è grande quanto un intero ufficio, assorbe l’energia di un quartiere ed è lento come un bradipo, partecipa attivamente al boom legato allo sviluppo dell’IBM, vede Apple soppiantata da Microsoft, fino all’odierno declino in favore del lontano Oriente. Che poi coincide con il suo declino sessuale. Sesso inteso come propulsore dei rapporti umani e quindi energia vitale. Con la seguente conclusione agrodolce: “E’ una cosa folle essere vivi. I villaggi esistono per moderare questa follia”.
Colonna sonora: FELIX DA HOUSECAT Virgo blaktro and the movie disco

TALENT SCOUTING

Tozzi

SMETTI DI ESSERE FELICE – Max Tozzi (No Reply. 121 pp. + cd dei Cinemavolta, 19 euro)

Questo è un romanzo generazionale. Nel senso che in molti che oggi hanno 40 anni scatterà automaticamente un senso di identificazione con il protagonista Rico. E di inevitabile malinconico raffronto con ciò che sono stati durante gli anni ’90. Decennio di eventi epocali che contrappuntano il romanzo (non a caso diviso in capitoli corrispondenti alle annate): nel mondo – dalla guerra del Golfo a quelle nella, oggi, ex-Jugoslavia - e in Italia – gli omicidi di Falcone e Borsellino, Tangentopoli e il secessionismo della Lega Nord. Anni di trasformazione profonda del nostro modo di rapportarci agli altri, con la diffusione capillare dei pc e l’avvento dei cellulari. Di disintegrazione sociale e precarietà esistenziale, in seguito all’interinalizzazione del lavoro.
Rico, di estrazione contadina, dopo la laurea in Agraria si ritrova più o meno casualmente a Milano, dove intraprende un’inaspettata carriera in una multinazionale della cosmesi. Di pari passo, dopo qualche inciampo, le cose si mettono bene anche in campo sentimentale. Tutto bene quindi? Nient’affatto. Perché le origini, come delle radici ataviche da cui è impossibile staccarsi per sempre, ritornano a farsi sentire prepotentemente, sottoforma di eventi famigliari che non staremo a raccontare. Il dramma di Rico è nell'essere diviso tra la compulsione a sentirsi felice a comando e il ritrarsi di fronte alla felicità non cercata. Accompagna il romanzo un ottimo cd dei Cinemavolta, di cui Max Tozzi è il leader.
Colonna sonora: CINEMAVOLTA Smetti di essere felice

PENSARE LEGGENDO

Morricone

MORRICONE. CINEMA E OLTRE – a cura di Gabriele Lucci (Electa. 296 pp., 100 euro)

Okay, questo libro non è per tutte le tasche. E il fatto che contenga un cd, ennesima ottima miscellanea delle musiche del Maestro (ma quante ne saranno uscite negli ultimi 10 anni? Ormai queste raccolte sono così numerose da rappresentare un genere a sé stante), non è certo un’attrattiva irresistibile. In realtà questo oggetto voluminoso e pesante è un meraviglioso feticcio per chi ami svisceratamente le arie avvolgenti di Ennio Morricone, che spaziano dal versante epico di una classica moderna alle marcette italiane condite di bossanova. Tutte, legate indissolubilmente a scene di film memorabili, impresse nella nostra memoria anche grazie alla sottolineatura che il Nostro, fresco Premio Oscar alla carriera, ha saputo imprimergli.
Redatto per metà in lingua inglese, vale il prezzo di copertina soprattutto per l’ottimo apparato iconografico: scene di classici del cinema, foto scattate fuori dal set e bellissime immagini di un Morricone cogitabondo al momento della composizione. E poi ci sono i saggi dei critici (un paio anche assai tecnici, in grado di soddisfare i palati più esigenti), quelli suoi e un’intervista che traccia il Morricone-pensiero. Dove ci svela uno dei suoi segreti: “Una regola che ho sempre cercato di rispettare è quella di far iniziare e terminare la musica nel silenzio. Quando arriva la musica lo spettatore deve essere predisposto a ascoltarla. E il silenzio prepara a ‘ricevere’ i suoni”.
Colonna sonora: ENNIO MORRICONE Cd allegato

UPPER READERS

brautigan

UNA DONNA SENZA FORTUNA – Richard Brautigan (Isbn Edizioni. 133 pp., 11 euro)

Richard Brautigan è morto nel 1984, a 49 anni. Per usare un eufemismo, ponendo fine volontariamente alla propria vita. Il suo ultimo libro - prodotto di una mente divagante causa inseguimento di pensieri analogici - è una sorta di diario-narrazione che fa l’effetto di un’ape che ronza attorno alle corolle dei fiori: su alcune indugia, su altre si limita a sorvolare e su altre ancora ritorna dopo aver compiuto itinerari apparentemente privi di logica. Il protagonista lo scrive nel 1982 e, guarda caso, ha 47 anni come Brautigan. Ovvio poi che siamo autorizzati a ritenere che la donna senza fortuna che si è impiccata in casa di chi parla in prima persona - atto che origina le peregrinazioni fisiche e mentali descritte nel diario - altro non sia che un’anticipazione di quanto di lì a poco accadrà all’essere umano Brautigan. Quindi queste pagine sono, più o meno consapevolmente, prove di congedo dalla letteratura e dal mondo.
A questo punto potremmo pensare a un libro da cui esonda rabbiosa tristezza di esistere. E invece, come sempre in Brautigan, a prevalere è un’ironia delicata, una solitudine delle cose. Come quando ci mette di fronte al ritrovamento per strada di una scarpa spaiata: di per sé non è inquietante, siamo noi con il nostro portato di esperienze che la troviamo tale. Allora, alla fine, la malinconia che proviamo è solo la nostra, quella che già avevamo dentro. E se lo capiamo è grazie alla sua scrittura, finita troppo presto.
Colonna sonora: SIGUR ROS Hvarf-heim

OLD FASHION

Ballard

L’ALLEGRA COMPAGNIA DEL SOGNO – James G. Ballard (Fanucci Editore. 255 pp., 16 euro)

28 anni, che per un libro non sono pochi, ma non li dimostra. Soprattutto quando si tratta di un romanzo di fantascienza, facile scoprirlo datato: alla luce del presente - diverso da come era stato preconizzato - smascherarne la fatuità da congegno di puro intrattenimento. Invece niente di tutto questo: i centri commerciali sono davvero diventati la forza centripeta che candeggia i cervelli dell’homo consumens, le società di massa sono alla continua ricerca di uomini qualunque da trasformare in momentanei eroi e i confini tra realtà e finzione sono sempre più rarefatti.
Giudicate voi se la trama non sia paradigmatica. Blake è in fuga da se stesso. Dopo avere abbandonato varie possibili carriere, velleitariamente decide di voler volare. Fa un corso di pilota? No: con alcuni espedienti si procura un aereo e decolla. Naturalmente precipita. In un piccolo insediamento urbano a sud di Londra. Rischia di annegare. Quando riprende coscienza (?) si ritrova al cospetto di una bizzarra umanità: l’allegra compagnia del sogno, appunto. Che interpreta il miracolo della sopravvivenza di Blake quale segno inviato dalla Provvidenza. Sinistramente evocativa l’immagine di un totem che gli viene eretto usando fustini, lavatrici e televisori.
Parabola meno cupa di Blade runner, pone al lettore un analogo interrogativo: è Blake a essere vivo o sono gli abitanti di Shepperton a essere morti?
Colonna sonora: FOO FIGHTERS Echoes silence patience and grace


BAZAR COLLECTION

Marotta

COSMESI NATURALE PRATICA – Francesca Marotta (Stampa Alternativa. 177 pp., 10 euro)

Nell’accingersi a recensire un qualsiasi manuale che dichiari di offrire soluzioni pratiche a un problema, ci si sente un po’ inadeguati nel limitarsi a riferire di cosa parli e quali metodi applichi. Infatti bisognerebbe avere avuto lo scrupolo di sperimentare l’efficacia di quanto consigliato. Non l’abbiamo fatto. E di questo chiediamo scusa ai lettori e all’autrice. Ai primi però possiamo dire che la competenza e l’entusiasmo della seconda sono talmente coinvolgenti che, a tratti, viene voglia di chiudere il libro e cimentarsi con l’elaborazione casalinga di una delle variegate ricette volte alla creazione di prodotti per la cura di sé. Ricette di semplice esecuzione (almeno così sembra), realizzate esclusivamente con prodotti naturali. Per sentirsi meglio dentro, ma anche per apparire esteticamente migliori (che aiuta). Così per spazzare via le rughe usate la curcuma, che è la componente che prevale nella miscela di spezie meglio nota come curry. E oltre agli effetti auspicati, è da tenere conto l’impressionante risparmio economico: a parità di quantità, una crema antirughe fatta in casa costa 1,40 euro; contro un valore che oscilla dai 10 ai 100 euro per una crema convenzionale. Se invece avete la forfora potrete farvi un bello shampoo allo zabaione. Per poi premiarvi con dei cioccolatini da bagno da far disciogliere nell’acqua calda, che vi lasceranno persino un inizio di abbronzatura.
Colonna sonora: DURAN DURAN Red carpet massacre

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