SGUAZZIAMO TRA LE PAGINE
... in cerca del paradiso, dell'eternità, del dolore, della leadership, o della buona sorte
BAZAR SEGNALA
SEMBRA PROPRIO DI STARE IN PARADISO – John Cheever (Fandango. 102 pp., 10 euro)

Cheever 1

Ci sia perdonata l’amenità, ma a leggere questo libro sembra proprio di stare in paradiso. Del resto capita anche a chi fa critica di restare attonito di fronte a esperienze estetiche che toccano nel profondo: come si svuotasse delle energie necessarie a spiegare perché un’opera è così bella, in preda all’unico desiderio di restare a sguazzare tra le pagine, crogiolandocisi dentro.
E’ impressionante la mole di vita distillata in pressappoco 100 pagine nell’ultimo libro scritto da John Cheever, morto a soli 70 anni nel 1982. Protagonista è Lemuel Sears, anziano e affermato professionista che fa i conti con il senso della propria vita passata, presente e futura. La relazione con un’immobiliarista più giovane che lo soddisfa a fasi alterne, lo costringe a confrontarsi con l’idea che ha dell’amore, fino a spingerlo quasi per caso tra le braccia di un coetaneo. Intanto, come se per la prima volta si occupasse di ciò che davvero conta nella vita, ha intentato causa contro lo sfruttamento di un lago a fini speculativi (gli amministratori e la malavita vogliono farlo diventare una discarica: 25 anni prima del film dei Simpsons). A margine, quella che sembra una banale vicenda di malsopportazione tra vicini avrà sviluppi tremendamente umani, che finiranno per intrecciarsi con la storia principale.
Cheever, che vale il più famoso Carver, è maestro nel condensare in poche frasi cose accadute in decenni, individuando i momenti topici di un rapporto o di un’esistenza in un’istantanea del quotidiano apparentemente insignificante. Come sanno fare solo i grandissimi.
Colonna sonora: ROBERT WYATT Comicopera

TALENT SCOUTING
IL DOLORE SECONDO MATTEO
– Veronica Raimo (Minimum fax. 164 pp., 11 euro)

Raimo

L’esordiente Veronica Raimo a tratti è fin troppo brava, originando un effetto straniante: come se i mezzi espressivi di cui è in possesso fossero superiori alla necessità del dettato romanzesco, con conseguente deriva estetizzante a rischio autocompiacimento. L’impressione – probabilmente ricercata – è che l’autrice sia di gran lunga più intelligente dei personaggi che descrive, cosa che fa scattare in chi legge un’automatica presa di distanza dalle vicende narrate.
Ciò premesso, va subito aggiunto che l’algidità dichiarata del protagonista Matteo – uno che non prova mai dolore – tiene comunque incollati alla pagina. E non sembri una contraddizione. Matteo è l’esemplare mostro del nostro tempo: logico essere curiosi di vedere come gli va a finire. E’ un nichilista (“non ho la presunzione di incidere sulla felicità o l’infelicità dei miei simili, sono un buffone in mezzo a buffoni convinti di avere trovato il sacro nelle loro ossessioni”) di successo, che fa esattamente ciò di cui ha voglia e che per questo attrae ogni genere di frustrati pieni di sensi di colpa. Si vorrebbe saperne di più di lui, della sua filosofia, di che cosa l’abbia determinata, del perché sia incapace d’amare. Molto meno interessanti, tutto sommato già letti, il romanticismo omosessuale di Filippo e le perversioni masochistiche di Claudia, i due che se lo contendono (ma è amore per Matteo il loro?) Originale invece l’ambientazione in un’impresa di pompe funebri, a suggerire evidenti metafore circa il presente nel nostro Paese.
Colonna sonora: DEVENDRA BANHART Smokey rolls down thunder canyon

PENSARE LEGGENDO
LA LEADERSHIP SECONDO TONY SOPRANO – Anthony Schneider (cavallo di ferro. 231 pp., 15 euro)

Soprano
Copertina Soprano

“Sì”
. Che cosa? Abbiamo voluto subito rispondere alla pertinente domanda: “è possibile la lettura di questo libro ignorando chi diavolo sia Tony Soprano o, pur sapendolo, non essendo fan accaniti della omonima serie televisiva” ?
“Sì, anche”. Tanto per non sottrarsi alla responsabilità dell’altro interrogativo che segue a ruota in chi si aggiri fra gli scaffali della varia in libreria: “è utile consultare questo tipo di manualistica, che illude chiunque di poter diventare un leader, un magnate dell’industria o un uomo dal fascino irresistibile alla George Clooney, essendogli sufficiente la lettura del volume”? Ben venga ogni testo passibile di rafforzare l’autostima di ognuno di noi, purché non sia a danno della considerazione altrui.
“E’ vero.” E qui la finiamo con questa noiosa litania, confermando i dubbi di chi si domanda: “non c’è il rischio che l’unico certo di divenire un leader, arricchirsi e diventare fascinoso sia l’autore del libro e in virtù del nostro acquisto?Possiamo però considerare la natura del libro come l’applicazione pratica delle teorie sostenute.
Ciò detto, qui ci si diverte. E accade tanto più ci si immagina a trasporre i suggerimenti comportamentali alle proprie situazioni reali - lavoro, famiglia, amici o sport praticato – magari tenendo in maggior conto un diktat come “rinnovate adesso” piuttosto che “qualcuno dovrete pur strapazzare”.
Colonna sonora: EINSTURZENDE NEUBAUTEN Alles wieder offen

UPPER READERS
PER SEMPRE – Edoardo Nesi (Bompiani. 154 pp., 14 euro)

Nesi

Se in un passato anche recente, appena qualche decennio fa, la locuzione “per sempre” induceva angoscia, facendo pensare a stasi esistenziali stritolanti l’individualità - lo stesso lavoro a vita, la forzata sopportazione di mariti molesti o di immarcescibili governi democristiani - nell’odierna era di precarietà generalizzata rappresenta invece un anelito cui aspirare. Lo sanno benissimo i più giovani, che il loro enorme disagio gridano quotidianamente sottoforma di apatia. Lo sa Edoardo Nesi che, con estrema sensibilità, dà voce all’inquietudine della ventenne Alice: un personaggio che – come si dice in questi casi – una volta chiuso il libro non si dimentica.
Le caratteristiche di Alice sono tutti ossimori: teneramente sfrontata, ingenuamente saggia e controllatamene sbandata. E costellata di tradimenti subiti è la sua esistenza: quello del padre, di un ragazzo idealizzato e del suo astratto datore di lavoro, un call center. Ma nonostante forti pulsioni suicide che la portano a salire sui tetti, resiste in lei un inestinguibile slancio vitale che le fa contemplare i tramonti, assistere a sogni spaventosi e bellissimi e avvertire accanto a sé un personal Jesus. Perciò si perdona volentieri all’autore una certa inconsistenza dei personaggi di contorno (primo tra tutti la madre dipendente da psicofarmaci), forse funzionale a rendere eterea e paradigmatica l’epopea di una Alice nel paese della malinconia.
Colonna sonora: EDDIE VEDDER Into the wild

OLD FASHION
BONAVENTURA: I CASI E LE FORTUNE DI UN EROE GENTILE – a cura di Hamelin (Orecchio Acerbo. 112 pp., 28,50 euro)

Bonaventura 1

Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura. In realtà si tratta di un’avventura iniziata 90 anni fa con la pubblicazione su Il Corriere dei Piccoli e attualmente celebrata con una mostra all’Auditorium Parco della Musica di Roma (fino all’11 novembre). Quanti bambini di oggi, in un mondo che fa paura - perché da piccoli il mondo fa sempre anche paura - conoscono questa figura salvifica in quanto perennemente ottimista? Pochissimi. Anche perché finora i genitori, pur volendo iniziarli al culto delle cose belle, buone e giuste, del bene che alla fine comunque trionfa, non trovavano facilmente in libreria le tavole del creatore Sergio Tofano.
Caratteristica saliente del personaggio, come dice il nome stesso, è quella di portare la buona ventura: obiettivo raggiunto a volte anche per puro caso. Il Signor Bonaventura appare al contempo saggio e strampalato, concreto e sognatore, ma è di sicura presa sui bimbi la sua eleganza, insieme essenziale e da dandy: bombetta, mantellina e scarpe rosse su pantaloni bianchi. Così come non si stancheranno di farsi leggere le sue storie, fino a recitarle a memoria, grazie al fatto di essere raccontate in forma poetica con la rima baciata. Bonaventura promette a tutti di elargire biglietti da un milione, trasfondendo l’idea di un mondo in cui tutti possano e debbano essere ugualmente ricchi e felici. Se vi pare poco.
Colonna sonora: ANGIE STONE The art of love and war

BAZAR COLLECTION
IL FUTURO DEL FUTURISMO – Autori Vari (Electa. 240 pp., 35 euro)

Futurismo

Prima di tutto un consiglio amichevole: andate a vedere la mostra. Al GAMeC di Bergamo, fino al 24 febbraio 2008. Intanto, se non ci siete mai stati, prendetevi minimo mezza giornata in più per visitare Bergamo Alta: è di una bellezza mozzafiato. E poi, a meno che non coviate un’idiosincrasia invincibile nei confronti del Futurismo italiano e di tutte le avanguardie artistiche succedutegli fino al giorno d’oggi, possiamo assicurarvi che l’esposizione è talmente ricca di opere che è quasi impossibile non apprezzarla. Forse, a voler trovare un neo, non risultano sempre comprensibili le scelte in base alle quali i curatori hanno deciso di accorpare le opere in nove sezioni. E sostenere che Marinetti & C. sono all’origine di ogni avanguardia mondiale rappresenta senz’altro una forzatura. Ma poco importa: il visitatore è portato a una moltitudine di sollecitazioni e costretto a porsi un sacco di domande, tra cui quella attualissima sul senso del nostro futuro.
Se poi l’impedimento principale della vita moderna – la mancanza di tempo (ma il futuro non ci prospetta sempre un uomo liberato dagli obblighi con tanto tempo libero a disposizione?) – ve lo dovesse impedire, beh il catalogo può essere un valido surrogato. Certo che la cosa migliore sarebbe procurarsi il catalogo e poi vedere la mostra. Si gode, ci si emoziona di più: come assistere a un concerto rock dopo aver imparato a memoria il cd.
Colonna sonora: ANNIE LENNOX Songs of mass destruction

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