BAZAR E’ UNA CURA
Come l'esercizio sull'errore, come un'agenda nel tempo
Se curare significa prendersi cura insieme e con pazienza

(ospitando,
accompagnando,
ascoltando,
provocando)

allora Bazar è una cura.

Come i bazariani si curano di Bazar (scrivendo, leggendo, navigando, divulgando, distribuendo: partecipando alla sua evoluzione), Bazar si cura dei bazariani:

massaggiando: come il gesto che accarezza fino alla reazione di chi la cerca;
suggerendo: come una pietanza che stimola gli appetiti in chi ha digiuni;
musicando: per rendere melodiche le durezze e ritmate le vaghezze, armonici i conflitti e sinfoniche le variazioni, senza stonare, ma con controcanto;
contenendo: come il freno in discesa, la sveglia di mattina, una porzione del tutto, un turno tra i turni, l’esercizio sull’errore, un’agenda nel tempo;

Curarsi
per trasformare e crescere,
per condividere e proseguire,
per rimarginare e generare,
per disinfettare e aprire,
per liberare spazi e aggiungere,
per traslocare e fondare,
per compiere e lasciare il posto.
Curarsi, se possibile vicendevolmente.

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