TANDEM ARTISTICI
Treviso + Roma, Milano + Torino... città che scelgono di lavorare in coppia per creare grandi spettacoli. Oppure artisti e autori che scrivono a 4 mani nuovi musical. Ma aTTenzione a chiamarli opere...

Festival Chitarristico delle due città


Cresciuto anno dopo anno fino a poter vantare il lusso di promuoversi come il più importante festival chitarristico italiano, il Festival delle due Città conferma anche quest’anno periodo e formula della rassegna. Dal 1 al 22 settembre, con partenza dalla città di Treviso e cambio in corsa con arrivo nella città di Roma il 12, il Festival – ormai non più soltanto musica ma anche incontri, mostra fotografiche e proiezioni di cortometraggi – propone una serie di appuntamenti legati dai Sogni, tema scelto come filo conduttore della corrente edizione. Un nome su tutti da segnalare dal calendario, ormai fedele affezionato della kermesse, è quello di John Williams, idolo e mito di più di una generazione di chitarristi che si esibisce giovedì 6 al Teatro Eden di Treviso. Sempre a Treviso in concerto quindi i fratelli Cuenca, il romanticismo di Philippe Villa, e il prestigioso Guitar Quartet, che divide il palco con l’attore Alessandro Haber e a cui spetta il concerto di apertura il 12 del primo degli appuntamenti romani della rassegna. Qui si prosegue con Carles Pons, Javier Garcia Moreno, il Trio Cardoss, Juan Carlos Laguna e Costas Cotsiolis con l’Orchestra Sinfonica di Linare nell’esecuzione del famosissimo Concerto de Aranjuez. Tutte le informazioni sul programma, i prezzi dei biglietti e le modalità di abbonamento sul sito.
www.musikrooms.com

MITO Settembre Musica
La sigla MITO sta per Milano-Torino, le due città che, in un gemellaggio all’insegna della musica (un altro a dire il vero, considerando il sopra citato Festival delle due Città tra Treviso e Roma), hanno deciso di dare vita ad un festival quanto mai nutrito di appuntamenti. In un gioco di specchi e di rimandi tra le due metropoli del nord Italia, dal 3 al 27 settembre prende vita una rassegna che spazia attraverso diversi generi musicali, dalla musica classica all’elettronica, dal pop al jazz e fino alle musiche di tradizioni popolari (con un focus particolare sulle arti e le tradizioni della Corea e sul suo compositore Isang Yun). Tra i tantissimi e interessanti nomi che prendono parte alla prima edizione del festival figurano la London Sinfonietta (che propone una rielaborazione di SGT Pepper’s dei Beatles), la The Israel Philharmonic Orchestra sotto la direzione di Zubin Mehta, i coreografi e danzatori Sylvie Guillem e Russell Maliphant, Richard Galliano, Louis Sclavis, Jordi Savall, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov, e poi ancora le bacchette di Riccardo Chailly e Riccardo Muti, gli Avion Travel e… chi più ne ha più ne metta. Veramente, non finisce qui. Quindi consultate il programma completo sul sito.
www.comune.torino.it/settembremusica

Opera sotto le stelle. Ma è davvero opera?
Niente. Non c’è modo di farglielo capire. Eppure, fintanto che sarà possibile, cercheremo di non cedere alla stanchezza e di continuare a combattere contro l’improprio uso delle etichette. L’argomento in questione è “Opera sotto le stelle”, manifestazione inserita all’interno del calendario dell’Estate Romana (che sul sito la promuove con l’aggiunta della dicitura “Se vuoi chiamale musical”) che da settembre va in scena presso lo Stadio dei Marmi, interno al complesso architettonico del Foro Italico. Il filo rosso della rassegna è dato dalla presenza del potente e lungimirante produttore David Zard, al cui nome sono legati tutti i titoli degli spettacoli che vanno in scena dal 4 al 22 settembre. All’interno della “grande arena”, così è stato definito l’allestimento, si può infatti assistere al “Notre Dame de Paris” di Riccardo Cocciante e Pasquale Panella, a “Tosca Amore Disperato” di Lucio Dalla, “Dracula” della PFM e di Vincenzo Incenzo, “Pia de’ Tolomei” di Gianna Nannini e Pia Pera (progetto ancora in fase di costruzione di cui si potranno ascoltare per l’occasione gli 11 temi musicali in versione live), e “Federico II - La danza del Falcone” di Antonio Maiello. Spettacoli musicali, o musical se si preferisce, che da diverso tempo – a prescindere del loro effettivo valore (bassissimo quello de la “Tosca” di Lucio Dalla) e del loro successo (ineguagliabile quello del “Notre Dame di Cocciante”) – si cerca, con Cocciante in testa, di vendere come opere di teatro musicale, come spettacoli di arte totale (scomodando addirittura Wagner), tentando disperatamente di legarsi a una tradizione, quella classica per farla breve, da cui non sono nemmeno distanti per via delle incolmabili differenze in gioco.
Ma questo solo per dire che, in un’epoca in cui le etichette di genere rappresentano più un problema che un’agevolazione classificatoria, ognuno è libero di vedere quel che vuole, a patto di non confondere Puccini con Dalla o Wagner con Cocciante. Pardon, a ciascuno il suo.
www.zardgroup.it

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