LUNGA VITA AL COUS COUS!
Migliaia di granelli, infiniti come la sabbia del deserto, a far da filo conduttore del Maghreb... Ma il cous cous ha conquistato schiere di fan in tutto il mondo... E ora festeggia il suo comple-millennio! Ma ricordatevi di mangiarlo con... 3 dita

Festeggiamo i 3mila anni del Cous Cous?
La festa non può che essere in Sicilia, crocevia di cultura araba verso l'occidente. E precisamente al Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo in Sicilia, un appuntamento da non perdere! Antesignano del piatto unico per la versatilità con cui si sposa con tutto, il cous cous e’ un jolly anche per i vegetariani…

Le origini berbere
La storia del cous cous, che indica sia “la semola’’ sia il piatto finito, comincia fra i berberi, nelle valli e nelle montagne del Nord Africa. È il cibo ideale per antonomasia e in alcune regioni viene chiamato ta'am o anche 'aish, letteralmente "cibo" e "vita". Ormai la semola giramondo ha conquistato Egitto, Israele, Palestina, Yemen, fino al Senegal e alla Costa d’Avorio. In Sicilia il cous cous è arrivato con gli arabi, radicandosi nel trapanese, ed è molto diffuso anche in Francia. Ma a definirlo meglio e’ stato l'ex presidente e padre della Tunisia indipendente, Habib Bourguiba. Come racconta lo chef Kumalè, Bourguiba avrebbe detto che il cous cous "è il filo comune che collega le nazioni del Maghreb". Come festeggiare al meglio i suoi tremila anni? Alla decima edizione del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo…

Curiosità
Si mangia tutti insieme in un grande piatto rotondo, dopo la preghiera del Bismallah "in nome di Dio" e si usano tre dita della mano destra: con un dito mangia il diavolo, con due il profeta e con cinque l’ingordo. Nei matrimoni il cous cous è solo una delle pietanze, mentre è il piatto unico per i funerali. Spesso offerto ai poveri in occasione della sadaqa, l'elemosina, il cous cous è portatore di baraka, una grazia divina. Si consuma in particolare il venerdì a mezzogiorno, il giorno della preghiera collettiva musulmana e nelle occasioni speciali, come la festa per ritorno dei pellegrini dalla Mecca. Tra le comunità ebraiche originarie del Maghreb invece, il cous cous è il piatto del venerdì sera, come primo pasto dello Shabbat, il giorno di riposo settimanale.

I tanti cous cous
La più classica delle versioni del cous cous è quella dove la semola viene servita con verdure ed è accompagnata dalla carne. Troneggia nella cucina dell’Algeria e in Tunisia abbondano nell’uso della tipica salsa piccante, l’harissa, mentre in Marocco si condisce con un miscuglio di spezie dolci come la cannella e la paprica o il famoso ras al-hanut, letteralmente ‘’il padrone della bottega’’, perche’ ogni venditore ha la sua ricetta segreta. In Marocco si sposa dolce e salato e il cous cous viene servito anche con miele e uvetta. Esiste poi una variante carlofortina del piatto arabo per eccellenza: il cascà. La semola della prima colonia di liguri arrivati dall’isola tunisina di Tabarka si abbinava in origine con cavoli, cavolfiori e ceci, poi sono arrivate anche verdure di stagione e carne suina. Questo piatto tipico della tradizione tabarkina ha anche una sua festa, in aprile.
Per informazioni: Pro Loco 39 0781 854009.
Per cimentarsi invece in cucina e scoprire le mille varianti attuali del piatto c’è “Cous Cous. Tutte le ricette del mondo” ed. Sonda a 10 euro.

L’angolo e il Festival “edizione speciale”
Tra i cicchetti del bacaro veneziano “Muro vino e cucina” in Campo Bella Vienna, nel cuore del mercato di Rialto a San Polo 222, ci sono anche ottime crocchette a base di cous cous. Appuntamento imperdibile invece in Sicilia dal 25 al 30 settembre è il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, che quest’anno celebra i tremila anni di cous cous e dieci anni di festival. Edizione speciale quindi, con la musica di Khaled, il cous cous di Gianfranco Vissani e una conversazione con Niccolò Ammanniti, nelle magiche atmosfere di una tenda berbera sulla spiaggia bianca sanvitese. In competizione ben otto Paesi del Mediterraneo, giudicati da Stefano Bonilli.
Info: www.couscousfest.it  

L’altra ricetta
Antesignano dei piatti unici, da un punto di vista nutrizionale, una porzione di 150 g di cous cous con carne di montone è un piatto sostanzioso e allo stesso tempo dietetico da 360 kcal, con ferro e vitamine.
Nella versione vegana si saltano prima varie verdure a piacere con 1 spicchio d'aglio; 1 grossa cipolla; 1 cucchiaino di cumino, 1 di curry; 1 di paprika rossa, 1 di cardamomo, 1 di curcuma e 1 di coriandolo; 1 peperoncino; 1 chiodo di garofano sbriciolato; 1 pizzico di cannella oppure, al posto di tutte le spezie, si usano 2 cucchiai abbondanti di Garam Masala. A parte si cucina il cous cous. Trucco: bollire tanta acqua quanta semola si utilizza! Appena inizia il bollore levarla dal fuoco e versarla nel recipiente dove e’ stato messo il cous cous. Mescolare con vigore e lasciare riposare per 5 minuti, in modo che la semola si gonfi d'acqua. Sgranellare il cous cous con una forchetta aggiungendo olio. Servire il tutto!


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