tORBide ballaTe e ritMi esotiCi
... ma anche frizzanti sonorità elettroniche, rarefatti arpeggi acustici e coraggiose speriMentazioni. Cinque lavori da scoprire e gustare nota dopo nota...

Patrick Wolf
The magic position

Polydor/Universal
Vi sembra azzardato pensare che Patrick Wolf potrebbe scrivere un’opera contemporanea alla sua giovane età di 24 anni? Forse no a giudicare dal suo ultimo cd, che si sviluppa proprio come un'unica colonna sonora, con un brano di apertura (che non a caso si chiama “Ouverture”) e una chiusura (dall’inequivocabile titolo “Finale”) e con un percorso musicale che miscela un gusto post-adolescenziale a una profonda sensibilità. Non sono in pochi a definirlo come uno dei più rappresentativi esempi del nuovo cantautorato. E non a torto a giudicare da questo suo ultimo lavoro che segue già altri due album registrati in studio. Torbide ballate si alternano a brani frizzanti di elettronica e pop mentre su tutte spicca la dolcezza di Magpie, in cui Wolf duetta con Marianne Faithfull. Qualche brano strumentale come Secret Garden e The Kiss aggiungono momenti di grande suggestione a un cd che vanta anche gustosi arrangiamenti e intriganti ammiccamenti a qualche grande artista come David Bowie. Sorprendente.

PAolo F. Bragaglia
Mystère du printemps
Minus Habens/Family Affair
Qui siamo al cospetto di un compositore eccentrico e composito, capace di miscelare raffinati arpeggi acustici a passaggi elettronici rarefatti e sottili. C’è chi vi percepisce qualcosa di Brian Eno, chi invece qualche rievocazione di Debussy. Non si sbaglia in entrambi i casi: Bragaglia è infatti in grado di sviluppare un progetto musicale del tutto autonomo che si lascia ispirare da molte eterogenee fonti per poi scendere su terreni promiscui di sentimentalismo e concettualità. Un mix che in Bragaglia si rivela vincente, portando come risultato un cd intenso, subito disponibile ad essere afferrato, carpito, gustato pur mantenendo una sua orgogliosa austerità. 

Stefano Battaglia
Re: Pasolini
ECM Records
Emoziona subito, fin dalle prime note, questo doppio cd che si rivela un tributo sentito e accorato all’opera di Pier Paolo Pasolini. Già la copertina innamora: è un’immagine tratta dal film “Il Vangelo secondo Matteo” in cui si vede Margherita Caruso, l’attrice che impersona la Madonna da giovane, in groppa all’asinello con il bimbo in braccio. Il lavoro nasce dal bisogno di esprimere in musica la molteplice unità dell’opera pasoliniana, così eclettica e così sfaccettata, dal sacro al profano, dal politico all’etico. Intensa la ballata dedicata a Totò e Ninetto, caldo e poetico il brano “Cosa sono le nuvole”, scritto dallo stesso Pasolini insieme a Domenico Modugno per il film "Capriccio all’italiana". Lieve e morbida la traccia “Callas” dedicata alla diva che accettò di interpretare Medea per Pasolini. Un cd il cui ascolto non può che farci rivivere le emozioni che il grande Pierpaolo ci ha regalato, tra le passioni e le fragilità di un poeta, scrittore e cineasta capace di lasciare un segno indelebile nell’arte italiana del secolo scorso.

Mitchell Roscoe
The Transatlantic Ensemble

ECM Records
Diciamolo subito: non è un ascolto facile. Orecchie poco avvezze a certe avanguardie musicali potrebbero restare sconcertate: Roscoe è un sassofonista eccentrico, che fa del suo percorso musicale un viaggio di ricerca nel mondo del suono, senza limiti né condizionamenti di sorta. Considerato uno tra i più significativi del periodo post-Coltrane, Mitchell Roscoe è strettamente legato alla formazione del gruppo Roscoe Mitchell Art Ensemble, del 1967, che nel corso degli anni mutò nel polistilistico Art Ensemble of Chicago. Il lavoro è diviso in 8 tracce alcune delle quali molto lunghe, come la terza che dura addirittura 18 minuti, altre piuttosto brevi, ma tutte caratterizzate da un’armonia dell’ensemble di rara bellezza. Di certo siamo in presenza di un vero innovatore, capace di scardinare anche le certezze più assolute. Audace.

Angelique Kidjo
Djin Djin
Razor&Tie/Emi Virgin
Il titolo pare significhi carpe diem nella lingua d’origine di questa giovane cantante del Benin. Dunque cogli l’attimo. E l’invito va preso alla lettera perché gli attimi che Angelique sa regalare sono imperdibili. Atmosfere afro, pop, rock e funk per questo lavoro sofisticato che si arricchisce della partecipazione di bei nomi del panorama internazionale: da Peter Gabriel in Salala, a Josh Groban e Carlos Santana in Pearls (cover di Sade). La sua voce, intensa e autorevole, conferisce stile e potenza a dei brani la cui asprezza dei testi, dedicati al tema dell’emigrazione africana verso l’Europa, è ammorbidita da ritmi esotici e da melodie sensuali. Deliziosa e originale Lonlon, rivisitazione del Bolero di Ravel


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