BAZAR E LA FAME
Bazar imbocca: come una forchetta, due bacchette o un cucchiaino...

Se provocati, potremmo affamarci.
Provocando, potremmo affamare.
Famelici, può accadere di divorare.

Che sia fame, curiosità o desiderio,
spesso le pulsioni senza limiti diventano violente,
privando ogni soggetto di esistenza, amore e autonomia.

Come una forchetta, due bacchette o un cucchiaino, Bazar imbocca:
traducendo una pulsione in gesto,
l’istinto in azione,
la presa in richiesta,
la confusione in relazione.

Mezzo, ponte, strumento, Bazar aiuta a trasformare la mancanza in presenza,
il bisogno in godimento,
il potere che ordina in un invito festoso,
la seduzione in scambio.

Stracolmo del nutrimento che ovunque abbonda,
con andamento planato, raccontando storie o col movimento scoppiettante di un motore.
Bazar ritarda, rimanda e rallenta ogni ingordigia:
l’avvento può diventare processo,
la brama dialogo,
il piacere del domandare sostituire l’eccitazione del furto.

Cosicché, liberi, si può godere e crescere con quanto vive intorno a noi senza cedere a ricatti,
senza pagare riscatti,
senza impiastricciarsi in manipolazioni.
Senza sequestri, rinunce, ostaggi.

Buon appetito!


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