MeSSa a fuoco
su suoni limpidi, su testi intensi, su voci inusuali, graffianti e aspre.

Marco Pereira
Essence
Kind of Blue
L’incipit è subito coinvolgente: il brano Cristal è un vero friccicare di suoni limpidi, come un torrente fresco e irrequieto che scorre tra lisci sassi di fiume in una mattina di primavera. Nessun nome poteva essere più appropriato per questo brano. Poi la chitarra di Marco Pereira, accompagnata da oboe e clarinetto di Paul McCandless, dal basso di Nattalino Neto e dalle percussioni di Marcio Bahia, si inoltra tra suggestioni prima più evanescenti, come in Mulher Rendeira, e poi più dense e corpose come in Luz Negra. Non si tratta del lavoro musicale di un chitarrista, ma dell’opera di un importante compositore contemporaneo, la cui iniziale formazione brasiliana si è consolidata con una lunga esperienza parigina, molto formativa per il suo futuro musicale, caratterizzato da un intrigante commistione tra jazz e suoni latini. Lasciatevi trascinare, è irresistibile dalla prima all’ultima nota.  

Nada
Luna in piena
Radiofandango
L’abbiamo vista tornare a Sanremo dopo 8 anni di assenza. E questo suo nuovo album conferma la bella emozione provata quella sera. Un lavoro intenso e curato, ricco di ricerca e di suggestioni. Ci si dimentica di ascoltare la voce di una donna di 53 anni tanto è moderno il sound che esprime, con le sue commistioni tra blues, jazz, indie e rock. Calde ballad, ipnotici sound, testi mai banali. Ci sa fare Nada, anche nello scegliere i collaboratori: nomi di spessore del panorama italiano come Luca Rossi, Jorge Bosso, Cesare Basile, Lorenzo Corti e Marcello Sorge che sottoscrivono l’alto livello qualitativo del lavoro. A tutto ciò si aggiunga il fascino di una voce rauca che ha sempre saputo distinguersi con classe sulla scena musicale italiana. Dopo il pluripremiato album “Tutto l’amore che mi manca” l’ennesima conferma di un’artista di spessore che non si piega ai dettami del mercato.

Bill Callahan
Woke on a whaleheart
Drag City/Wide
E’ bello scoprire la competenza artistica di Callahan, per la prima volta da solo, in un lavoro che esprime tutta la creatività di un folksinger appassionato e geniale. Un artista che è anche compositore, con uno stile chiaro, nitido, ma anche aspro e scabro. Callahan, già conosciuto nei suoi precedenti lavori come Smog, qui si inoltra attraverso brani intensi, caldi, d’amore, carichi di quelle sonorità country che gli sono proprie da sempre. Si percepisce forte anche l’influenza della sua musa ispiratrice nonché compagna di vita Joanna Newson, fotografa ed arpista che certamente ha grande parte nell’addolcire uno stile di per sé più ruvido. Un rock country folk da ascoltare con abbandono.

Blonde Redhead
23
4AD/Self
Di genere pop-rock, il nuovo lavoro dei Blonde Redhead, che li lancia ai vertici del panorama internazionale, è una bella conferma dopo il debutto nel 2004 con Misery is a Butterfly. Qui il gruppo abbandona l’eccessiva voglia di sperimentazione e quel suono troppo ruvido che l’aveva caratterizzata in precedenza, per accogliere sonorità più melodiche. La band, italo-giappo-americana, nata nel 1993, si è fatta le ossa nei locali underground di New York. I brani del nuovo lavoro sono carichi di tensione, ricchi di riff di chitarra e accesi dalla voce elettrica e tagliente della “chanteuse” Kazu Makino. Il loro genere viene spesso definito noise-rock, a esprimere quel rock fragoroso e chiassoso con il quale si sono fatti conoscere quando hanno fatto da gruppo spalla ai Red Hot Chili Peppers nel loro tour. Ma ora sono maturati. Essenziali e lineari.

Perturbazione
Pianissimo fortissimo
Capitol/EMI
E’ un lavoro compiuto questo nuovo cd dei Perturbazione, che conferma la crescita di un gruppo dalla forte identità. Testi freschi, fortemente malinconici, intensi e veri nel loro parlare d’amore, mai banali. Un rock sussurrato attraverso il cadenzato scorrere del tempo, che implacabile percorre le nostre vite con fredda puntualità, senza mai appartenerci, come in “On/Off”, e “Nel mio Scrigno”. Un rock diverso, delicato, onesto, a tratti perfino spensierato. Bellissima “Qualcuno si dimentica”, intensa “Casa mia”. Un lavoro che mette a fuoco sentimenti che appartengono un po’ a tutti noi.


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