POP & ELETTRO
Popolare come i riti e le tradizioni cantati da Lucilla Galeazza. Pop come i Beatles. Oppure elettronico come Karlheinz Stockhausen.

Maggio chiama Maggio: a Roma canti popolari doc

galeazzi

Il mese di maggio è per la tradizione popolare – e non certo per quella industriale, che ha confinato le peculiarità naturali delle stagioni esclusivamente all’interno di un ambito nominalistico – un mese in cui la natura esprime attraverso tutta la sua forza ed energia una grande generosità nei confronti dell’uomo. E questa fecondità della natura si rispecchia nei riti che le tradizioni hanno elaborato nel tempo per omaggiarla. E con i riti, ovviamente, i canti, che delle azioni rituali sono dall’origine dei tempi una parte costitutiva. Ecco così spiegata la fecondità del progetto che Lucilla Galeazza, tra le più importanti protagoniste della musica popolare italiana (ricordiamo che il suo ultimo album “Amore e Acciaio” ha vinto allo scorso premio Tenco la targa per il miglior album in dialetto) presenterà dal 2 al 6 maggio in prima nazionale al Teatro Vascello di Roma. “Maggio, Maggio è Capitano” è infatti un lavoro interamente dedicato al mese di maggio che, attraversando l’Italia dall’estremo Nord al profondo Sud, è stato realizzato sulla base di una ricerca sulle liriche pertinenti alle celebrazioni tradizionali di questo mese: dalle Feste del Calendimaggio alle Maggiolate, fino al Maggio Lirico dell’Appennino tosco-emiliano. Musiche che emanano una grande energia, una grande gioia, anche in virtù del superamento della passione pasquale e del periodo di Quaresima. Per l’occasione Lucilla Galezzi salirà sul palco con L’Albero del Canto, Poliandro, Massimo Nardi, Salvatore Zampato, Claudio Merico, Antonio Ramous, Umperto Papaia. Ospiti prestigiosi Nando Citarella, Ambrogio Sparagna, Rita Marcotulli e Tetes de Bois.
Info: 06.5881021; www.teatrovascello.it; www.lucillagaleazzi.com

Sgt. Pepper. La Vera Storia. Un libro da non perdere!
Il 1 giugno del 2007 uno degli album più importanti dello scorso secolo, Sgt Peppers dei Beatles, compirà 40 anni dalla sua pubblicazione. E per l’occasione il giornalista Riccardo Bertoncelli e Franco Zanetti hanno deciso di pubblicare per la Giunti il volume “Sgt. Pepper. La Vera Storia”. Un libro monografico (con analisi dei brani, una cronologia degli avvenimenti del tempo, un saggio sul rock del periodo, sulla fortuna dell’album e sui retroscena legati alla copertina del disco…) interamente dedicato alla realizzazione dell’album e al contesto di quello che da molti è ritenuto il capolavoro dei Fab Four, e che ha alle spalle un solo (e prestigiosissimo) precedente: “With a Little Help from My Friends: The Making of Sgt. Pepper”, libro sul ‘making of ‘dell’album scritto niente meno che da George Martin, storico produttore dei Beatles. La prefazione del libro è stata scritta da un altro grande intenditore della ‘popular’ music, Franco Fabbri.
Riccardo Bertoncelli e Franco Zanetti; “Sgt. Pepper. La Vera Storia”; Editore Giunti-Collana Bizarre; 192 pp.; €14,50

Karlheinz Stockhausen. Dissonanze Preview a Roma

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Che la musica elettronica – almeno quella più votata all’ascolto e meno prossima ai territori dance – abbia sempre avuto come retroterra estetico e culturale implicitamente (anzi, spesso senza averne affatto diretta consapevolezza) i lavori compiuti da grandi maestri del Novecento legati agli ambiti più o meno eterodossi della musica classica, è oggi un dato assodato. Un dato che viene confermato ogni giorno di più, forse anche in virtù del fatto che proprio l’elettronica con il nuovo millennio, invece di andare avanti sembra aver iniziato a procedere a ritroso, andando alla scoperta con la ragione di quelle tracce che l’istinto aveva attraversato senza saperne nulla. Ecco così che Dissonanze, tra i più importanti festival di musica elettronica italiana, ospita il 7 maggio al Parco della Musica – per un’anteprima – nientemeno che Karlheinz Stockhausen. Tra i più influenti protagonisti delle avanguardie europee della seconda metà del Novecento e ad oggi tra i più grandi compositori viventi, a Stockhausen l’ambiente popular dell’elettronica tributa un omaggio alla sua ricerca compositiva, in cui gli strumenti elettronici sono stati tra i più importanti oggetti della sua indagine musicale. Per l’occasione il maestro tedesco eseguirà due pagine in prima italiana (una delle quale in prima mondiale).
www.stockhausen.org; www.dissonanze.it; www.auditorium.com

Ahsley Kahn e la storia della Impulse Records. Da collezione!

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Più che in altri generi musicali, l’etichetta discografica ricopre nel jazz (certo, più in passato che oggi) un ruolo che va oltre quello discografico, quasi ad assumere i connotati personalistici – complice anche un’estetica immediatamente riconoscibile, quasi fosse un abito, o una divisa – di una sorta di garante di qualità. E’ il caso della Impulse Records, label statunitense che con i dischi pubblicati negli anni dai grandi del jazz (come Coltrane) detiene praticamente una parte consistente dell’edificio delle immortali incisioni della musica jazz. E Ahsley Kahn (autore inoltre dei libri “Kind of Blue: storia e fortuna del capolavoro di Miles Davis” e “A Love Supreme: storia del capolavoro di John Coltrane”) in “The house that trane built. La storia della Impulse Records” – libro edito da Il Saggiatore – ripercorre la storia dell’etichetta nata negli anni Sessanta attraverso interviste ai musicisti che vi hanno inciso ancora in vita, il recupero di materiale scritto di jazzisti che invece oggi non ci sono più, schede sugli album che hanno fatto la storia della Impulse, e fotografie, note di copertina e aneddoti.
Ashley Kahn; “The House That Trane Built”; Il Saggiatore; 352 pp; €35


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