Il dono dello swing
E’ un dono. Non di molti. Uno dei pochi ad averlo è Manu Katchè. E si sente. Ma possiamo sentire anche l’armonia di Piero Pollone, la freschezza vocale di Carmen Mc Rae, la bossa spigliata di Sandy Müller, l’originalità di Gianni Ferrio

PieRO Pollone
Ruby my dear – Solo, duo & trio
Ducale music

La musica che Piero Pollone, veterano del jazz italiano e internazionale, ha composto nel suo ultimo lavoro ci trascina con dolcezza e sensibilità in percorsi soffusi e sognanti, di grande maturità artistica. La capacità musicale del chitarrista è di vera eccellenza. Per innamorarsi dei 10 brani che compongono l’album non occorre essere musicisti in grado di capire la sua tecnica straordinaria, basta avere voglia e orecchi per perdersi in un mare di tranquillità che sprigiona dalla sua chitarra. Grandi armonie e raffinata melodia completano un lavoro di grande estetica e poesia.

Gianni FERrio
TEX e il Signore degli abissi – colonna sonora del film
Rai Trade
Dopo 20 anni dall’uscita della trasposizione cinematografica del fumetto cult italiano Tex Rai Trade la recupera e la pubblica per la prima volta su disco. L’operazione è degna di encomio dato che oltre a essere molto richiesta dagli appassionati è anche molto utile per chi non conosce bene l’opera di un artista di rilievo come Gianni Ferrio. Uno degli artisti più completi e prolifici dello spettacolo italiano, arrangiatore e direttore d’orchestra, ha legato il suo nome negli anni ‘60 e ‘70 alla composizione musicale degli spettacoli serali in onda sulla rai e come autore delle colonne sonore della grande commedia italiana. Ha lavorato non solo nei più noti film con Totò, Walter Chiari e Ugo Tognazzi ma anche in alcune pellicole del maestro Ermanno Olmi. La particolarità di questa colonna sonora e che Ferrio si è distaccato musicalmente dai canoni sonori che in quegli anni accompagnavano i film western, scrivendo un commento musicale più vicino a certi canoni dell’epica americana. Quindi un cd sicuramente da collezione per gli appassionati ma anche molto interessante per tutti quelli che amano curiosare nella storia del cinema e della musica italiana.

CarMEn mc Rae
Live at Umbria Jazz
Egea

Carmen mc Rae ha esordito molto tardi all’Umbria Jazz Festival. Fu invitata per la prima volta ha 69 anni: per un intera settimana deliziò le orecchie degli appassionati di jazz cantando tutte le sere nella chiesa di san Francesco al Prato. Tornò poi l’anno seguente per un esibizione vocal night ai giardini del frontone: una serata ormai scolpita nella memoria dei fortunati presenti. La registrazione di questo disco si riferisce appunto a quella straordinaria serata. Carmen viveva nell’ultima fase della sua carriera un momento di  enorme creatività, aveva acquistato in maturità senza perdere nulla della sua freschezza vocale, non avventurandosi quasi mai nel virtuosismo vocale solo per farne sfoggio. Nessuna concessione agli effetti speciali, con una scelta perfetta di tempi lenti e medi, i suoi preferiti, senza sbagliare una nota, ai limiti della perfezione, puntando dritto al cuore dei brani che eseguiva sempre con uno stile personale, scavando in cerca di emozioni anche nel testo oltre che nella musica. Una delle più grandi interpreti di jazz, al pari delle regine Billie Holiday, Sara Vaughan ed Ella Fitzgerald, forse di tutte la + musicista, in grado di cantare veramente tutto, come dimostra il brano di chiusura di questo fantastico concerto cantato e suonato al piano; non uno standard del jazz ma un brano di musica pop, New York State Of Mind un atto di amore verso la sua città.

SaNDy Müller
Universo
Ascoltando il disco d’esordio di questa giovane artista nata in Italia da genitori brasiliani si rimane subito colpiti dalla sua grande personalità. Sandy è non solo interprete, ma anche autrice, insieme a Claudio Pezzotta, autore, musicista, e arrangiatore da sempre affascinato dalla nostra musica d’autore e dal jazz più raffinato. Il loro lavoro spazia da composizioni scritte da Sandy e Pezzotta in italiano e portoghese ad alcune versioni di famosi brani brasiliani due delle quali di Caetano Veloso. Lo stile è una bossa moderna, spigliata e accattivante con più di un riferimento al paese del samba, accompagnato da un equilibrato uso dell’elettronica. L’impiego della parola e la leggerezza interpretativa sposano armoniosamente le tematiche affrontate nei testi, in cui Sandy ci parla del quotidiano con semplicità e passione senza filtri, con una purezza di canto davvero notevole. Con poesia e garbo Sandy ci introduce nel suo mondo artistico e nel suo percorso di viaggio verso una carriera che appare, a giudicare da questo album di esordio, oggettivamente luminosa.

Manu KATchè
Neighbourhood
ECM

In questo suo secondo lavoro il poliedrico batterista gia collaboratore di Peter Gabriel, Sting e Robbie Robertson porta la sua musica verso un territorio in perfetto equilibrio tra intimismo e suoni più decisi e ritmici. La collaborazione con Jan Garbarek si sente soprattutto nei primi brani. Poi Katchè si lascia andare in composizioni dove il suo talento virtuosistico viene messo in primo piano, così come il talento dei restanti componenti dell’ensamble: Tomasz Stanko alla tromba, un immenso Marcin Wasilewski al piano, Slawomir Kurkiewicz al basso e il già citato Garbarek al sassofono. Nei 10 brani che compongono l’album Katchè, nel ricordo di Miles Davis e Michel Petrucciani, con il dono dello swing che possiede e la sua anima africana (nato a Parigi con origini in Costa d’Avorio) ci regala un album bello, affascinante e pieno di idee. Un jazz solare per scaldarci in queste giornate di freddo.

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