Acustico o orchestrale?
Entrambi, quando il suono acustico è ricamato dalle dita di Forastiere, e quello orchestrale nasce dalla genialità di Steve Reich...

I suoni dell’acustica tra le dita di Forastiere
Tra le realtà italiane si affaccia nuovamente sul mercato discografico il musicista di origini lucane Pino Forastiere che, dopo il suo esordio Rag Tap Boom del 2003, ha realizzato il suo secondo lavoro in solo dal titolo Circolare.
L’universo sonoro della chitarra acustica è spesso non catalogabile. Tra le dita di coloro che la suonano, impegnandosi nella realizzazione di progetti originali, si celano tecniche, stili, forme musicali numerose e spesso distanti tra loro. L’obiettivo, non è tanto quello di esprimere un genere musicale attraverso il proprio strumento, quanto quello di far emergere le diverse anime sonore e musicali che si celano tra le corde di uno strumento che, solo apparentemente e in maniera errata, viene considerato sussidiario rispetto ad elementi musicali primari, e principalmente di accompagnamento ai singer-songwriter che, con la chitarra, disegnano accordi di sottofondo soltanto per creare un tappeto sul quale installare i propri testi.
Ma non sempre è così: ed ecco, appunto Pino Forestiere: presenterà i brani del nuovo disco il 6 dicembre al Big Mama di Roma (
www.bigmama.it), cercando in Circolare non tanto di raggiungere un’idea di originalità fine a se stessa, quanto di compiere, secondo le sue stesse parole “un’analisi della tradizione, intesa come summa di tutte quelle cose dalle quali anche inconsapevolmente non si riesce a prescindere, ma dalle quali bisogna inevitabilmente separarsi”. Una summa in cui convergono tecnica (anzi tecniche), melodia e gusto per il suono.
www.forastiere.it

Steve Reich: You are (variations)
Si intitola You are (variations) il disco pubblicato dalla Nonesusch Records e contenente la registrazione delle ultime due opere scritte dal compositore statunitense Steve Reich. L’album prende il nome dal primo dei 2 lavori in esso contenuti, il quale è stato scritto nel 2004 sotto commissione della Los Angeles Master Chorale. E proprio questa compagine orchestrale, sotto la direzione di Grant Gershon, si è resa protagonista della registrazione, non eccellente, dell’opera su disco.
A differenza di molti lavori precedenti, You are (variations) si sviluppa sulla base non tanto di una rigorosa selezione del materiale musicale di partenza, quanto su di uno sviluppo, che potremmo definire istintivo, di elementi sonori ispirati dalla scansione di 4 frasi verbali preliminarmente scelte da Reich.
In 4 movimenti, l’opera contiene al suo interno anche delle sovrapposizioni accordali al limite con la dissonanza, che comunque non tradiscono lo spirito modulare e fluttuante degli universi sonori creati da Reich.
La seconda opera, Cello counterpoint, va invece ad aggiungersi alla serie dei ‘contrappunti’ scritti da Reich nel corso della sua carriera musicale. E lo strumento di turno è stato questa volta il violoncello con il quale, secondo lo stesso compositore, la musicista Maya Beiser è riuscita con grande padronanza a far emergere in tutta la sua pienezza il senso del lavoro da lui scritto.
www.stevereich.com

Jamie Cullum: Catching Tales
Non un disco per appassionati di jazz, ma per coloro che apprezzano la declinazione jazzistica della pop-song. Jamie Cullum, venticinquenne, inglese, giunge con Catching Tales al suo quarto album. Il secondo, dopo le due milioni di copie di Twenty Some-thing. Nelle 14 tracce del disco, tutte da lui pensate e scritte nella propria casa, Cullum gioca a carte scoperte e non nasconde i suoi numerosi debiti musicali, che vanno da Stevie Wonder a Robbie Williams, da Dave Brubeck a Tom Waits.
Il giovane musicista dimostra infatti di avere una grande capacità di fagocitare stili e generi musicali disparati, che comunque tratta con giocosa irriverenza e rispettosa passione per la musica.
www.jamiecullum.com

Pieranunzi miglior musicista europeo per il Guinness Jazz festival di Cork
Non se lo aspettava. Pieranunzi è andato in Irlanda al Guinness Jazz festival di Cork senza sapere che il premio come miglior musicista europeo sarebbe stato assegnato a lui. La rassegna di jazz, tra le più importanti del nord Europa, ha infatti consegnato il Jazz in Europe Award 2005al pianista italiano dopo che, nelle due passate edizioni, questo era andato al sassofonista norvegese Jan Garbarek (2003) e al bandoneista e fisarmonicista francese Richard Galliano (2004).
Una grande sorpresa, ma anche un importante riconoscimento e incoraggiamento a un musicista che, negli ultimi anni, ha speso molte delle proprie energie non solo in tour tenuti insieme a mostri sacri del jazz (come il chitarrista Jim Hall), in progetti di jazz elegante e melodico (come il disco realizzato in duo con il contrabbassista Marc Johnson Transnoche), ma anche in lavori che si posizionano all’esterno della puristica dimensione musicale del jazz.
Emblematico in questo senso è l’album Danza di una ninfa, di recente uscita, sviluppato insieme alla voce di Ada Montellanico e in cui il pianista ha rivisitato brani di Luigi Tenco in versione jazz, oltre ad aver dato una inedita veste sonora a testi che Tenco aveva scritto senza mai metterli in musica (vedi Bazar ottobre, rubrica Suoni Recensioni di Fabio Murru).
Durante la presentazione di Danza di una ninfa poi, Pieranunzi ha anche confessato di volersi cimentare prossimamente con la scrittura di vere e proprie canzoni, delle quali non soltanto si renderà autore delle musiche, ma anche dei testi. Cosa, come da lui stesso affermato, sulla quale non avrebbe mai scommesso in passato. Così come il premio ricevuto a Cork, forse.
www.corkjazzfestival.com


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