Destini di donne
E' il titolo di una performance musicale, ma anche il significato profondo di una trilogia che tratta 3 temi inquadrati da un'ottica femminile

Cara Eugenia,
il 4 dicembre pomeriggio (alle 17) vieni al concerto Destini di Donne? Non è un dibattito vetero-polveroso ma una performance musicale.
L’artista è Graziella Antonucci: ha recuperato melodie e testi popolari e ha ricostruito la vita delle donne nostre antenate tirandone fuori anche drammatici dolori e soprusi.
Non so se l’anno scorso l’hai vista, sempre qui a Roma, ai Musei Capitolini.
Questa volta va in scena al Museo di Roma in Trastevere, accompagnata dalla chitarra di Danilo Pace.
Il concerto è una sorta di “disvelamento”, pieno di curiosità e cultura. Si scoprono infatti un sacco di cose, come la storia di Trotula De Ruggiero, forse primo medico donna, vissuta intorno al 1050, che, nonostante avesse scritto un importante trattato sulle malattie delle donne, fu cancellata e il suo nome sostituito con quella di un uomo. O sulla celeberrima O Bella Ciao che, prima di essere canto partigiano, era una canzone delle mondine dei primi anni ’30.
Ti ho sedotta?

Caro Enrico,
certo che mi hai sedotta, ma ben prima della storia della Antonucci!
E comunque gli archivi mi hanno sempre dato un po’ di allergia, non solo perché polverosi ma perché ho claustrofobia verso il passato. Credo che ciò che è stato vada custodito ma non celebrato: anche se non esiste l’una senza l’altra, non credi che sia delicatissima la proporzione tra eredità e libertà?
Controproposta, anzi, proposta aggiuntiva: il 3 dicembre a Parigi, dove spesso tra l’altro vivi, nel quadro del film-festival Paris métamorphoses, presentano il cortometraggio di Ippolita Romeo, Hyppolite’s Lovers, una trilogia prodotta da Decondat-Production International. Se ti intrigano le donne ecco una cosa che fa al caso tuo, oltre alla Antonucci: i 3 temi trattati sono un difficile rapporto madre-figlia, l’omossessualità e l’amicizia. Tiè!
La Romeo è una calabrese stabilita a Parigi da diversi anni e in questa realizzazione narra la storia di una giovane gay di provincia che vive in una grande metropoli internazionale. Attraverso gli incontri con diversi uomini e donne, si confronta con una madre tradizionalista con un “coming-out” complesso.
Così, nella ricerca continua delle nostre identità sempre cangianti e naturalmente in evoluzione, ci ritroviamo di fronte a risposte provenienti sia dal passato che dal presente…
Ti bacio,
Eugenia


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