Amate il genere chansoNNier?
Allora, questo mese, di cd ne dovrete comprare almeno 2. Perché vi scoprirete, in entrambi, due splendide interpreTazioni italiane del grande cantautore frANcese Serge GainsboUrg. Ma se preferite i suoni balCANici, il roCk, il foLk, o le sperimentazioni eSTReme… restate pure qui, c’è tutto quello che vi aspettereste dalle ultime novità discografiche

Leandro Barsotti
Il jazz nel burrone
Iperspazio
E’ sempre una bella idea quella di abbinare un libro a un cd, perché ti restano sempre delle domande dentro quando ascolti un nuovo lavoro musicale. E in questo libro Leandro Barsotti sa rispondere a molte di queste domande. Con  un testo che, con la scusa di raccontare la vita del grande artista francese Serge Gainsbourg, in realtà racconta un po’ di sé e come è arrivato a intrecciare la sua vita con quella del cantautore e poeta francese. Ma il libro scopritelo da soli: da un cantautore che è prima di tutto un giornalista aspettatevi una penna sciolta, appassionata e ironica. Sul cd ci sarebbe molto da dire: qui Barsotti recupera il primo Gainsbourg, quello jazz, più “immaturo e più fragile”. Una voce calda, un sound graffiante e sensuale e dei testi che riadattano le originali canzoni francesi in un italiano attualissimo. Due le chicche preziose: Poesia, ispirata a un’opera di Baudelaire, e Je t’aime moi non plus in una dolcissima versione strumentale che è un vero omaggio al grande Gainsbourg.

Giangilberto Monti
Maledette Canzoni
Carosello
Vi propongo un gioco. Avete ascoltato Il Bigliettaio del Metrò di Barsotti? Bene. Ora ascoltate Il Controllore del Metrò di Giangilberto Monti. Due interpretazioni personalissime (e diverse) di uno dei brani più amati di Gainsbourg. E divertitevi a coglierne le sfumature, le differenze nelle traduzioni, le libertà poetiche, le intensità musicali, gli arrangiamenti. Se poi riuscite anche a recuperare la versione originale francese sarà un gioco che vi riserverà intense emozioni. Poi, tanto per restare con Giangilberto Monti, godetevi le sue versioni inedite di altri “maledetti” artisti francesi come Boris Vian (Egregio Presidente, I Pirati) e Lèo Ferré (Strani Tipi, Col Tempo). E immaginate di passeggiare lungo Rue Bonaparte…  

Ministri
I Soldi Sono Finiti
Otorecords/Venus
Di loro colpisce subito la creatività nei titoli delle canzoni: “Non mi Conviene Puntare in alto”, “Le mie Notti sono Migliori dei Vostri Giorni”… E che dire della copertina? Vi trovate una vera moneta da 1 euro incollata sopra. Originale come idea per esprimere il concetto del titolo. Quanto al sound, immaginate qualcosa di simile a quello degli Afterhours, un po’ più elettrico forse, ma soprattutto molto raffinato negli arrangiamenti, con quei deliziosi finali interpretati da una straordinaria fisarmonica. Testi ironici, sornioni e molto efficaci per questo primo lavoro che promette molto bene. 

Akron/Family
Meek Warrior
Young God/Goodfellas
Un po’ visionario questo gruppo il cui genere musicale è davvero difficile definire con poche parole, perché spazia da sonorità folk ad altre blues, con punte che sfiorano il gospel e altri momenti che sfociano in atmosfere mantra. Un lavoro promiscuo che contamina chitarre elettriche asiatiche con curiosi finimenti acustici, momenti di fiati deliranti con intense suggestioni psichedeliche. Un cd di ricerca musicale che supera ogni immaginabile sperimentazione, cavalcando i confini tra i registri musicali con una straordinaria nonchalance. Non da tutti… e non per tutti.

Beirut
Gulag Orkestar
4AD
Il prima e il dopo: prima, nei suoi due precedenti lavori, Zack Condon usava solo tastiere elettroniche per sperimentare ogni genere di contaminazione sonora. Dopo, con il terzo cd con il quale si propone con il nome Beirut, sceglie di suonare tutti gli strumenti che gli capitano tra le mani con un solo stile, quello balcanico. Ottoni e fisarmoniche creano suggestive ambientazioni ora country, ora zigane, ora rom, che non fanno che scatenare in noi una dolcissima malinconia. La voce talentuosa dell’artista si dipana morbida e suadente attraverso infinite sfumature. Vi potrebbe ricordare Tom Waits… e non sbagliereste. Possibile che un americano di Albuquerque che non è mai stato nell’Est europeo sia capace di interpretarlo in modo così autentico? Sorprendente… anche perché stiamo parlando di un diciannovenne… Enfant prodige!


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