L'erotismo di Bazar
Se l’erotismo è uno spazio di incontro di due o più esperienze e fantasie, Bazar è erotico.

Crocevia di flussi, luogo di appuntamenti, ambiente immaginario, contenuto cangiante e confezione sgargiante, in continua trasformazione, camera oscura che cattura improvvisi scorci di realtà quotidiana, buco della serratura del voyeur e voyeur di per sé, puzzle e collage di ritagli di identità sconosciute, piazza dove ungersi di contatto interattivo (infezioni, commistioni, corruzioni, contaminazioni, confusioni), mercato per incrociare passanti che passano e merci da scambiare, multiplo, promiscuo, Bazar è uno spioncino sul mondo per ritagliarsi un po’ di esotismo.

IDENTITA’ COME OGGETTO DEL DESIDERIO
Il senso erotico di Bazar poggia sull’identità assoluta (ab/soluta, sciolta-da, non definita in base a sistemi preordinati di riferimento).
Per desiderare, gli occorre l’esistenza di altro. Per corteggiare, una consistenza autonoma e separata. Per sedurre, il mistero di un ciò che è sconosciuto e lontano.
Essere, esistere e consistere come carisma erotico, coda di pavone, luminescenza che guida e attrae. E come promessa: di vuoti che diventano pieni, solitudini tradotte in compagnia (proiezioni e narcisismi banditi).
Identità sature e personalità con statura come oggetto preferenziale di desiderio, polo centripeto che concentra su di sé facendo divergere, forse inciampare, cambiare strada. Trasformando.

EROTISMO E TRASFORMAZIONE
Per Bazar, il moto a luogo del desiderio, il momento in cui si percorre il ponte che collega e contatta, la spinta a raggiungere altro da sé è, come tutti i movimenti, uno stato di rivoluzione, evoluzione, cambiamento, trasformazione di tutto l’essere.
Erotismo come occasione di libertà: per inventarsi di nuovo, per conoscere zone d’ombra, per generare vissuto corrotto (cioè unico, non ripetibile), per imparare nuovi linguaggi, per scambiare esperienza.
L’erotismo di Bazar chiama, in-voca, pro-voca, con lo stesso sgomento di una preghiera e con la stessa lentezza della fiducia, attendendo con impazienza e eccitazione che il ponte si palesi.

IL TRIANGOLO E L’OSTRICA
Per Bazar è erotico partecipare dell’identità dell’altro, in tutta o parte della sua esistenza, consistenza, esperienza.
Un modo trovato per non impattare rischiando incidenti, ferite o abusi involontari è quello di triangolare: concentrare i diversi desideri su un medesimo Luogo.
Il Luogo diventa serbatoio e deposito, zona franca dove tutto è lecito, sacchetto per raccogliere fantasie libere, anche senza battesimo.
Il Luogo come epifania di un ponte, biglietto di invito, mano tesa, che non costringe a risposte e non mette fretta. Un suggerimento, un appuntamento facoltativo per una società a responsabilità limitata.
Un Luogo di Bazar è l’ostrica: viva come vivo è sempre il desiderio, chiusa come il pudore, preziosa delle sue perle come le persone del loro cuore, bagnata come bagnato diventa ogni contatto, disposta ad aperture meravigliose solo a chi ne conosce il punto pelvico.

P.S.
Ai cuori discreti, consiglio una visione garbata, sia pure assolutamente trasgressiva: "Intramontabile effervescenza".

Titolo originale: Elsa y Fred
Nazione: Spagna, Argentina
Anno: 2005
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 108'
Regia: Marcos Carnevale
Sito ufficiale: www.elsayfred.com

Cast: Manuel Alexandre, China Zorrilla, Blanca Portillo, Roberto Carnaghi, José
Ángel Egido, Gonzalo Urtizberéa, Omar Muñoz

Produzione: Tesela Producciones Cinematográficas
Distribuzione: Ladyfilm
Data di uscita: 26 Gennaio 2007 (cinema)


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