100 di qUesti gioRni
il rapporto tra arte e tempo...

Flower power a Verona
Fulvia Mendini e Corrado Bonomi trasformano la Byblos Art Gallery in un vero e proprio Viridarium, il giardino delle case patrizie romane in cui si coltivavano le piante ornamentali e officinali utilizzate per creare corone votive da offrire agli dei. Accanto agli arazzi di Fulvia Mendini realizzati con tessuti tagliati al laser e termosaldati su tele di cotone oppure ricamati artigianalmente, troviamo le spiazzanti installazioni di Corrado Bonomi, bizzarre e surreali combinazioni di fiori, frutta e animali di plastica prodotte con oggetti del giardinaggio - come manichette per innaffiare e sottovasi. Tra New Pop e ready-made dadaista, grafic design e tradizione duchampiana, a Verona viene celebra la bellezza, tra natura e artificio.
Corrado Bonomi | Fulvia Mendini, Viridarium, Byblos Art Gallery, Verona, Corso Cavour, 25/27, tel. 0458030985, www.byblosartgallery.it, info@byblosartgallery.it, dal 19 gennaio al 3 marzo 2007, orari: dal martedì al sabato 10.00-13.00 e 14.30-19.30

Perché vivi? Percosso a Padova
Il lavoro di Eugenio Percossi è frutto di un lungo periodo di ricerca e di una non poco impegnativa frequentazione di cimiteri, tra Roma e l’Abruzzo. Parafrasando la classica e bene augurante iperbole linguistica "100 di questi giorni", la mostra riflette sulla spietata logica interna al fattore tempo, sul suo ineluttabile potere di trasformare le cose e sulla precarietà dell’esistenza. In mostra a Padova un’installazione composta da 100 fotografie scattate alle lapidi di altrettante persone scomparse a un’età compresa tra l’uno e i cento anni e un video che raccoglie tante diverse risposte alla domanda perché vivi? che l’artista ha posto a uomini e donne di differenti generazioni.
Eugenio Percossi, 100 di questi giorni, Galleria Estro, Padova,Via San Prosdocimo 30, tel. 0498 725487, www.galleriaestro.com, info@galleriaestro.com, dal 20 gennaio al 28 febbraio 2007, orari: dal martedì al sabato 14.00-20.00

Dal Giappone (a Milano) con amore
In Giappone, quando la fotografia a colori ancora non era stata inventata, le stampe all’albumina in bianco e nero degli occidentali venivano colorate a mano da artigiani locali secondo la tradizione giapponese. Molto in voga dai primi anni Sessanta dell’Ottocento fino agli scorci del Novecento, questo patrimonio di immagini, al pari di lacche e ceramiche, rappresentava il souvenir ideale per viaggiatori e mercanti. In anteprima nazionale a Milano 40 lavori raccontano il vecchio volto del Paese del Sol Levante: il monte Fuji innevato, i ciliegi in fiore, foreste di cedri, mausolei, monumenti, scene di vita quotidiana ed esotiche curiosità.
Memorie d’Oriente, Nepente Art Gallery, Milano, Via Volta 15, tel. 02 29008422, gallery@nepente.com, dall’11 gennaio al 24 febbraio 2007, orari: dal martedì al sabato 15.00-19.30

A Torino il tempo ritrovato
Se nelle fotografie di Ingar Krauss al peso di vivere e al disincanto sopravvivono gli sguardi, l’innocenza e la dignità, le opere-oggetto di Andrea Anastasio - caraffe, calici, bicchieri - rimandano, tra realtà e finzione, arte e design, alle seicentesche nature morte olandesi. Flavio Favelli, invece, racimola resti, scarti, pezzi di memoria, li re-inventa e li restituisce al presente attraverso le sue installazioni. Nelle opere di questi tre giovani artisti tornano a vivere frammenti del passato. Esperienze vissute e ricordi risorgono clandestinamente come da un paesaggio in rovine.
Andrea Anastasio, Flavio Favelli, Ingar Krauss, Paesaggio con rovine (il silenzio - un poco quasi molto), Quarter Relocated, Largo Saluzzo, Torino, tel. 329-4571701 e 338-4290085, www.quarterprogetti.com, info@quarterprogetti.com, dal 18 gennaio al 28 febbraio 2007

Milano effervescente naturale
All’entrata della galleria 3grandi tubi in polistirolo di cui non si riesce a intravedere la fine, alle pareti dipinti neri, poi una grande vasca contenente una soluzione d’acqua, acido citrico e bicarbonato di sodio in grado di produrre una continua effervescenza. Una scultura in polistirolo oscura in parte le grandi vetrate. La luce è appena percepibile. Per la sua prima personale da Francesca Minini, Alessandro Ceresoli realizza un progetto in cui pittura, installazione e scultura si fondono creando un ambiente dall’atmosfera sospesa ed evocativa, misteriosa e affascinante.
Alessandro Ceresoli, Galleria Francesca Minini, Via Massimiano, 25, Milano, www.francescaminini.it, info@francescaminini.it, dal 18 gennaio al 25 marzo 2007, orari: dal martedì al sabato 12.00-19.30

Ha collaborato Valeria de Simoni


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