uNiti da un filo di coTone
tra e-solidarity, raccolTe fondi per costruire banche, maglieTTe bio e cucina saNa...

Zawadi Shop: dove e-commerce vuol dire e-solidarity
Lo Zawadi Shop (www.zawadishop.it) è un negozio virtuale in cui potete trovare articoli (“zawadi” significa “regalo” in lingua swahili) tanto bizzarri quanto utili, ma soprattutto solidali.
Il sito, ovvero il progetto di cooperazione internazionale che c’è dietro, è gestito dal COSV (Comitato di coordinamento delle Organizzazioni per il Servizio Volontario) e mira a realizzare progetti di sviluppo in alcuni Paesi del Sud del mondo: Somalia, Mozambico, Zimbabwe, Sri Lanka, Ecuador.
Le proposte sono numerose: dalla capra (costo € 50) alla confezione di condom (€ 7) alla mucca (€150) allo stipendio di un professore (€ 100)… regali che a noi possono sembrare “strani”, ma che per i Paesi destinatari possono essere di vitale importanza: ad esempio, con una mucca un contadino dell’Ecuador può avviare una piccola attività agricola; oppure, donando un ciclo di terapie contro l’AIDS (€300), si possono salvare vite umane.
Il meccanismo è semplice: tu scegli un articolo dal catalogo virtuale; poi il tuo amico riceve una simpatica cartolina, la quale gli annuncia che, a nome suo, è giunto il regalo scelto (e pagato) da te nel Paese correlato al presente stesso; a questo punto, il dono che porta il nome del tuo amico verrà acquistato dai collaboratori del COSV direttamente nel Paese interessato.
Insomma, un modo originale per ottenere la felicità di molti (i tuoi amici e le comunità destinatarie dei progetti COSV) con l’azione di uno (tu!).

Le isole del mangiar sano in quel di Milano
www.milanodabere.it è il must per chi ama vivere la Milano by night tenendosi sempre aggiornato sulle ultime tendenze.
Da oggi sul portale trovate una nicchia dedicata ai locali che utilizzano prodotti biologici.
Si va dalle tradizionali pizzerie (Bio Pizza, corso Italia 16 o Il Girasole, via XX Settembre 71) agli avanguardisti fast food biologici (Un Mondo Leggero, via G. Pacini 39 o Eco Pizza, via C. Battisti 1), a ristoranti che offrono menù completi (non solo pizza), come l’elegante e moderno Bio Solare (via Valtellina 29, www.biosolaire.it).
I punti in comune: l’utilizzo esclusivo di ingredienti sani e una cucina condotta nel rispetto della tradizione più genuina.
http://www.milanodabere.it/articolo_1875/bio_piu_logico.html

“I granai del Niger”: la campagna per costruire banche… di cereali
L’attività svolta da questo tipo di banche (centri di raccolta e distribuzione di cereali) è vitale per le comunità in cui sorgono: garantiscono l’autosufficienza alimentare alla popolazione e preservano le biodiversità in aree dove è sempre più diffuso l’utilizzo di sementi geneticamente modificate.
La catena di supermercati NaturaSì e la Onlus Cospe (Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti) hanno lanciato la campagna “I granai del Niger” x raccogliere i fondi necessari alla costruzione, in 3 anni, di 20 banche del grano nei distretti nigeriani più colpiti dalla siccità. A tale scopo, i clienti possessori della carta NaturaSì possono decidere di destinare parte dei punti raccolti alla realizzazione di questo nobile progetto (tempo fino a maggio 2007).
Oppure potete effettuare un versamento a favore del Cospe. Le coordinate bancarie e tutte le altre info le trovate su www.cospe.it
www.naturasi.it

Dal Paraguay all’Italia:  sì viaggiare, indossando le t-shirt più bio…
Dal Paraguay all’Italia un filo di cotone ci unisce: è quello che compone le magliette biologiche certificate Icea (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), prodotte dall’azienda tessile paraguiana Arasy (“Madre della creazione”) la quale è partner locale del consorzio italiano Naturaè.
Il consorzio (riunisce cooperative e imprese attente alla responsabilità sociale e ambientale)  si occupa delle importazioni delle t-shirt bio. Le magliette sono “bio” perché fatte con materie prime del tutto naturali come canapa, cotone e amido di mais, tutte coltivate in Paraguay nel rispetto dei lavoratori e dell’ambiente.
Le t-shirt sono destinate, in Italia, alle aree protette, ovvero ai parchi naturali, ognuno dei quali, dopo averle acquistate, decide come tingerle e/o stamparle, sempre seguendo criteri etici e sostenibili (come, per esempio, l’uso di tinture atossiche).
Va ricordato che l’acquisto diretto delle maglie bio presso il produttore (l’azienda Arasy, appunto) comporta un taglio dei costi dovuto alla riduzione della filiera che collega produttore e consumatore finale. Dunque, filiera più corta = prezzo più basso!
www.icea.info


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