aMMalianti diSordini leTTerari
percorsi coraggiosi, intuizioni geniali, sguarDi inusuali, interpretaZioni destabiliZZanti, viSioni ecCentrike

BAZAR SEGNALA
UNO STATO PARTICOLARE DI DISORDINE – Ken Kalfus
(Fandango Libri. 269 pp., 18 euro)

L’11 settembre è uno spartiacque che incarna per gli americani sopravvissuti la riscoperta della vulnerabilità in casa propria a 60 anni dall’attacco giapponese di Pearl Harbour: impossibile non farci i conti negli anni a venire. Trascorso un primo periodo in cui ha prevalso il pudore e l’elaborazione del lutto, stanno salendo come gnocchi sulla superficie, dalla pentola della letteratura, romanzi ispirati al crollo delle Torri Gemelle: alcuni spappolati come l’ultimo bolso MacIrney, altri come questo di eccezionale fattura. Intanto per il coraggio. Vista l’entità della tragedia, non è da tutti mettere in scena come protagonisti forse gli unici due americani – un marito e una moglie - che al momento dell’attentato lì per lì quasi gioiscono. Per poi, una volta appreso che a causa di circostanze fortuite lui è arrivato in ritardo al World Trade Center e lei non ha preso il volo che si schianterà in Pennsylvania, trattenere a stento la reciproca delusione.
Il fatto è che Joyce e Marshall stanno gestendo malissimo la fine del proprio matrimonio: separati in casa, si parlano solo attraverso i loro spietati e costosi avvocati. A costituire da interludio alla vicenda che li vede coinvolti, il succedersi dei fatti che hanno funestato questi ultimi anni: a macerie ancora da finire di raccogliere, l’invasione afgana e poi quella dell’Iraq detentore di fantomatiche armi di distruzione di massa.
In mezzo a scene deprimenti e agghiaccianti (fra tutte il macabro gioco dei loro due bambini “a buttarsi dalle Torri Gemelle”), nell’accumulo di cattiverie gratuite quasi più deleterie per chi le compie e di rimorsi per ciò che è stato e ora non è più, scorre uno slalom parallelo tra la storia privata e la Storia mondiale il cui vincitore è senz’altro Ken Kalfus. Uno che sa nascondere il proprio eccezionale virtuosismo e può far accadere di tutto.
Colonna sonora: PJ HARVEY The Peel sessions

TALENT SCOUTING
TI CREDEVO PIU’ ROMANTICO – Antonio Iovane
(Barbera Editore. 371 pp., 16,50 euro)
iovane

Chi è Gerry Bellotto? Nella pochezza che ci circonda, dove il reality ha sostituito la realtà e il gossip l’inchiesta, basta poco per scatenare la caccia massmediatica: anche il protagonista di un eccentrico romanzo d’esordio che si legge d’un fiato. Maschera nelle commedie sexy degli anni ’70, inventore di uno show comico imperniato sul binomio disimpegno demenziale/pupe scollacciate (che ricalca Drive-in) e presentatore nazional-popolare dello psicodramma di innamorati affranti (Stranamore): questa la resistibile ascesa del nostro. Che emulo di Jerry Lewis e vittima di una solitudine esistenziale che ha come conseguenza amplessi compulsivi, ma anche forte della lezione di Bergson sul riso e capace di citare Musil e Cocteau, è meno superficiale di quanto ci si potrebbe immaginare.
Lode a Antonio Iovane per la brillante intuizione: descrivere la mutazione genetica del pubblico televisivo avvenuta nel corso degli ultimi trent’anni, altro non è che compiere un’indagine di antropologia culturale sugli italiani. Anche se il merito maggiore, quello più squisitamente letterario, è quello di averci consegnato un antieroe che è l’essenza stessa dell’arcitaliano, nei confronti del quale proviamo disprezzo e nell’arco di una pagina abbiamo voglia di consolarlo. Per non dire dell’epopea minore del suo contraltare, l’impresario Ascanio.
Colonna sonora: MARIO BIONDI & THE HIGH FIVE QUINTET Handful of soul

PENSARE LEGGENDO
LA FATICA DELLA LIBERTA’ – Franco Cardini
(Fazi Editore. 258 pp., 16,50 euro)

cardini

Di solito, nella saggistica, conta di più quello che si dice di come lo si dice: il contenuto delle tesi che si sostengono prevale sul modo in cui si sostengono. Per cui: trattazioni dotte esposte asetticamente e quasi nessuna scoperta lungo un percorso prestabilito. Non è questo il caso dell’ultimo libro dello storico Franco Cardini, cronista appassionato del divenire delle proprie idee e quindi appassionante per chi lo legge. Altra dote che gli appartiene è la mobilità dello sguardo con cui inquadra i problemi contemporanei: lo studioso, il lettore onnivoro, certo, ma anche l’uomo qualunque, inerme ma non rassegnato di fronte alla Storia che si compie ignorandone la volontà. Ciò che ha più a cuore è la libertà, intesa non come ovvio diritto di cui poter decidere se si vuole usufruire o meno, ma come dovere che è imprescindibile esercitare. A guardar bene, una responsabilità enorme che grava su ognuno di noi, in ogni momento della vita. Però in grado di produrre senso.
Documentatissimo, senza che ciò appesantisca l’argomentare, sembra più che altro cercare di sgombrare il campo dagli equivoci causati dalla forza della voce del vincitore del momento. Accusato di “antiamericanismo” per essere stato strenuo avversario della guerra contro l’Iraq, ci regala un toccante ritratto antiretorico del papa polacco, miles pacificus.
Colonna sonora: FLAVOR FLAV Hollywood

UPPER READERS
PAURA – Anna Starobinec (Isbn Edizioni. 245 pp., 14 euro)

starobinec
Vizio contagioso della critica è la corsa all’esaltazione del nuovo “sorprendente” autore: a volte ci vorrebbe l’antidoping per limitare l’utilizzo di aggettivi sempre più mirabolanti, comparazioni allucinogene (“il Joyce delle Antille”) e sentenze oracolari (quante centinaia di volte abbiamo letto: “il miglior romanzo degli ultimi 10 anni?”). Perciò, non volendo incorrere nello stesso errore, non sosterremo che questi 8 racconti sono i più straordinari che ci siano capitati recentemente fra le mani. Ma che siano straordinari, questo sì che possiamo dirlo senza tema di smentita. A cominciare dai contenuti, appunto extra-ordinari. Come definire altrimenti l’occupazione del corpo di un bambino da parte di una formica-regina quale esperimento di colonizzazione degli umani? O un’agenzia che su commissione allestisce set virtuali imponendo a vittime ignare situazioni riprese dai libri di Stephen King? O, ancora, un uomo che trova la propria ragione di vita nel custodire le trasformazioni degenerative di una minestra in brodo?
Anna Starobinec ha 27 anni e vive a Mosca. Si muove tra Kafka (a cominciare dai titoli perentori dei racconti) e Bulgakov (per certi sviluppi surreali), ma deve essere anche imbevuta di cultura cinematografica americana (soprattutto horror). Lì per lì provoca brividi. Poi destabilizzazione. E subito dopo un modo diverso di guardare alle stesse cose.
Colonna sonora: DAMIEN RICE 9

OLD FASHION
I RACCONTI DEI VEDOVI NERI – Isaac Asimov (Minimum fax. 263 pp., 13,50 euro)
asimov

Ricordate cosa diceva Amartya Sen nel libro recensito nel numero scorso? Che è sbagliato ridurre l’individuo a una sua caratteristica stabilita come prevalente sulle altre. Spesso ciò accade perché è rassicurante catalogare una persona, rinchiuderla nel cassetto della nostra conoscenza limitata e sapere che quando andremo a riaprirlo la ritroveremo tale e quale. Isaac Asimov è il padre universalmente riconosciuto della fantascienza. Che fosse anche un valente scienziato ramo bio-chimica lo si sapeva, possibile sia anche autore di narrativa gialla? Sì e assai brillante, per quanto le sue storie si inscrivano nel solco più classico, come si evince sin dalla sua dichiarazione poetica: “Oggi il giallo è inzuppato di alcool, imbottito di droga, marinato nel sesso e rosolato nel sadismo, mentre per me l’ideale degli investigatori resta Hercule Poirot, con le sue cellulette grigie”. E lo diceva 35 anni fa, quando si inventò un club di soli uomini – i Vedovi Neri per l’appunto - che si riunivano una volta al mese, sfidandosi a risolvere casi insoluti presentati da ospiti occasionali. Per la verità, il Poirot della situazione è il cameriere Henry, “uomo patologicamente onesto” e come tale “più sensibile alla disonestà e quindi più capace di comprenderla”. Insomma siamo dalle parti del conte philosophique con scopi etici. Ma si può anche far finta di nulla, limitandosi a divertirsi.
Colonna sonora: JOHN LEGEND Once again

BAZAR COLLECTION
FIRENZE DA PICCOLA – Elena Stancanelli (Editori Laterza. 158 pp., 9 euro)stancanelli

Può esistere una correlazione tra la Sindrome di Stendhal e la mancanza di pizzerie al taglio a Firenze? Sì, secondo Giorgio Manganelli e Elena Stancanelli: se infatti per il primo “l’intensità dei luoghi la fanno una città intossicata dai capolavori; irrespirabile”, la seconda è pronta a testimoniare che “noi fiorentini siamo portatori di anticorpi che ci permettono di sopravvivere alla nevrosi della bellezza assoluta […] e se teniamo lontani gli stranieri […] lo facciamo per carità”. Carina no? Vabbè, magari la realtà è meno nobilmente letteraria, come del resto ammette la stessa Stancanelli: “Firenze, città di mercanti, viene spesso accusata di essere una città in vendita, un’enorme vetrina. Ed è vero, ma il problema è che Firenze vende solo Firenze, come uno spaventoso gioco di specchi”. Perciò, la sensazione è che Firenze sia adagiata su se stessa: a che pro’ investire nella contemporaneità se tanto i turisti affluiscono comunque copiosi? Eppure, nella sua storia, Firenze è stata ciclicamente luogo di nascita di avanguardie artistiche: se di questi nostri anni ’80 è restato poco, quel poco si chiama Litfiba, Diaframma, Neon e Moda.
Guida eccentrica, deve il suo piacere di lettura al garbo poco fiorentino dell’autrice: che infatti se n’è andata.
Colonna sonora: GINEVRA DI MARCO Stazioni lunari prende terra a Puerto Libre


AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node