baZar è una mAniglia
(Dopo ogni morte una rinaScita)

Come ogni respiro deve esaurirsi per fare spazio al successivo,
Come ogni passo va lasciato indietro per tracciare il conseguente,
Come le foglie cadono prima di tornare gemme,
Come il tempo che si rigenera costantemente (in un susseguirsi di orme e presenze, incontri e abbandoni, echi e suoni, culmini e cominciamenti, perdite e conquiste),
Come i Testimoni che, in un ritmato battere e levare, passano esperienza,
Bazar scorre e tramuta.

Ma, in questo incessare, tenta il presente,
diventa sincope e pizzico,
scorcio fulminante,
interferenza, intersezione, incursione (che tutto in sé trattiene),
infarto che incrocia il flusso in un suo attimo, ritardandolo,
tuffo, tonfo,
un precipitare dell’eterno che appigliandosi trasforma il futuro).

Bazar è una maniglia:

per aprire su spazi inesplorati,
varcare soglie striminzite,
evadere ambienti esauriti,
spostare un limite ottuso,
ampliare la vista,
scavalcare un inciampo,
dilatare prospettive,
allentare costrizioni,
dare più luce,
ricambiare l’aria.

Buon anno.


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