anDamento inTenso
un viaggio che parte dall'omaggio di Luca Carboni al fumettista Hugo Pratt, per percorrere sentieri blues, rock, folk, afro, soul, country e tango. Vi pare poco?

Luca Carboni
Le band si sciolgono
Sony BMG Music Entertainment
Per la prima volta Luca Carboni si sperimenta simultaneamente su più fronti: come produttore artistico, come autore delle canzoni e come curatore di tutti gli arrangiamenti. Bello. Perché significa che è curioso e stimolato, e chi ha curiosità e stimoli ne sa anche offrire agli altri. Ed è quello che riesce a fare l’artista con questo album il cui filo conduttore è il tempo, sviluppato attraverso brani intensi come Malinconia e Sto Pensando. Ma emerge pure l’idea del viaggio, espressa anche nelle immagini del dvd realizzato insieme, che vuole essere un omaggio ai viaggi avventurosi raccontati dal fumettista Hugo Pratt. Un lavoro musicale nel quale Luca non si risparmia, e suona tutte le tastiere, programma le ritmiche, suona i bassi sinth e le chitarre. Dunque ancora più musicista oltre che poeta, che lascia però spazio anche al contributo esterno, grazie ai duetti con Tiziano Ferro (nel brano Pensieri al Tramonto), Pino Daniele (che suona la chitarra in La mia Isola) e con Gaetano Curreri (autore insieme a Saverio Grandi del brano Lampo di Vita).

Lupe Fiasco
Food & Liquor
Warner
Lui è un venticinquenne afro-americano di Chicago, mussulmano. Il che non guasta in tempi di nuove crociate religiose. Il suo primo lavoro discografico ha tutte le premesse per un successo di lungo termine: è prodotto da alcuni big dell’ambiente, come Kanye West, è “rinforzato” dalla collaborazione di una delle più belle voci femminili del panorama soul mondiale, Jill Scott, ed è un riuscito esperimento di contaminazione tra ritmi hip hop e sonorità soul e rhythm’n blues. Ascoltandolo riconoscerete anche uno dei successi del gruppo inglese I Monster, diventata un tormentone grazie alla pubblicità dello yogurt Miller di cui faceva da jingle. Ma dopo il remake di Lupe Fiasco il brano acquista una veste molto più cool.

Tom Waits
Orphans: Brawlers, Bawlers, and Bastards
Anti/Self
Devo confessarlo: Tom Waits è uno dei miei idoli, dunque non leggete questa recensione se credete che possa essere di parte. Perché lo sarò. E non si può non esserlo quando si parla di Tom Waits, un poeta contemporaneo dalla meravigliosa voce rauca che ora ci propone un cofanetto di 54 canzoni tra cui 30 inediti e rarità. Già il titolo ci regala una sensazione di appartenenza: non ci sentiamo un po’ tutti orfani? Ciascuno di qualcosa o di qualcuno, ma è una sensazione che ci accomuna. E non basta: tra i brani che si susseguono incontriamo bastardi (Bastards), schiamazzatori (Bawlers) e attaccabrighe (Brawlers), personaggi in cerca di fissa dimora, o che forse sperano di non trovarla mai. Perché perdersi è un po’ conoscersi. E Tom Waits è il primo a volersi perdere affrontando temi forti, come il conflitto di religioni (Road to Peace) o la pena di morte (Free the West Memphis 3), o proponendo un gospel tradizionale con tutta la sua carica emotiva (Lord I’ve Been Changed) o addirittura rivisitando classici intoccabili come Young At Heart di Frank Sinatra o Nirvana di Charles Bukowski. Ne potremmo parlare per pagine e pagine… meglio fermarsi qui e ascoltarlo con l’anima.

Aureliano Tango Club
Cool Tango
Tango Club
Avete mai ascoltato un tango annebbiato dai fumi del jazz? Eccolo. Un lavoro che possiede tutti i colori cupi e arditi del tango e quelli sfumati e ombrosi del jazz anni ‘50. E non è facile mischiare certe atmosfere: ma Aureliano Màrin, in trio insieme a Esteban Ochoa al pianoforte e Jorge Cid alla batteria, vi riesce con maestria ed eclettismo, sgusciando morbidamente tra suadenti milonghe e intensi affondi swing. Chi crede di percepire qualcosa di Keith Jarrett o di Bill Evans non sbaglia, anche se poi si tratta di classici del tango come Barrio De Tango o Toda mi vida. Quando la classe diventa arte…

Wovenhand
Mosaic
Glitterhouse/Venus
Siamo in pieno genere folk blues con intensi momenti rock. La voce di Dave Eugene Edwards (ex leader dei Sixteen Horsepower) si staglia imponente su uno sfondo di chitarra, organo, banjo e pianoforte per creare canzoni senza tempo. Sarà forse perché è figlio di un predicatore che la sua voce ci incute così tanta inquietudine? Può darsi: i suoi dodici brani tracciano un percorso di ricerca interiore, di emozioni forti, di amori abbaglianti, lungo sonorità ora country ora blues ora rock. Intense ballate si alternano a brani dalla austera carica gotica, forse a ricordare la sua infanzia trascorsa tra celebrazioni religiose e funerali solenni. Andamento lento…


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