SuoNi del GLObo
Emozioni che proVENGOno da ogni angolo del mondo, e si diffondono ovunque grazie alla forza persuasiva delle NOTe. Dalla world music sperimentale di Jon BALKe alle esplorazioni sonore di MONTELLANico e PIERanunzi. Dalle morbide linee di Tracy ChAPman alle

Statements
Jon Balke Batagraf
ECM Records
Ensemble Batagraf nasce nel 2002 con l’ambizioso progetto di esplorare i ritmi e i suoni del mondo.  I suoi componenti sono diversi e variabili, gestiti di volta in volta in modo creativo e privo di qualsiasi preconcetto da Jon Balke. Questo nuovo progetto “Statements” è in perfetta linea con gli intenti del gruppo, una world music sperimentale in perenne viaggio tra passato e futuro. Per gli appassionati di questo genere una chicca da non perdere, ma da consigliare anche a chi è lontano da certi sound, perché a differenza di dischi di questo genere, spesso molto ostici, questo è un disco che si lascia ascoltare con piacere anche da orecchie meno avvezze, grazie al mix interessantissimo di jazz etno e ritmi afro. Il tutto impreziosito dalla collaborazione di due splendide vocalist, la norvegese Sisdel Endresen e il gambese Miki N’doye.

Danza di una ninfa
Ada Montellanico & Enrico Pieranunzi
Egea
Un progetto senza dubbio singolare quello di Ada Montellanico ed Enrico Pieranunzi, due artisti che si sono cimentati in un’impresa ardua: quella di “jazzare” i più emozionanti capolavori di Luigi Tenco dando vita a nuovi originali racconti sonori in cui le doti interpretative della suadente voce della Montellanico, unite alla capacità d’improvvisazione di Pieranunzi, esplodono in un personalissimo percorso musicale. Una sorpresa che non delude i fan di Luigi Tenco, le cui canzoni più note, da “mi sono innamorato di te” a “ho capito che ti amo” non vengono minimamente intaccate, ma anzi ne escono arricchite di grande forza poetica. Ma anche una sorpresa per i tanti che non si sono mai avvicinati a Tenco, e scoprono così un autore eclettico e intenso, capace anche di scrivere straordinarie poesie, quattro delle quali vanno a completare il cd come nuove canzoni musicate con grande coraggio dai due artisti.

Where you live
Tracy Chapman
WEA
E’ il settimo album di studio di Tracy Chapman in cui l’ artista ci regala nuovamente un universo intimista. Le sue liriche sono come sempre colte, impegnate e sofferte, la sua splendida voce una delle più preziose del panorama internazionale. Canta matura e libera su una musica che segue linee morbide, soffuse, percorrendo con grazia i sentieri del folk, del jazz e del rock. L’album e coprodotto dall’affidabile  Tchad Blake, e  la Chapman si avvale anche della partecipazione di Flea bassista dei Red Hot Chili Peppers. Il risultato è un gran bel lavoro, di un artista vera che come sempre si mette in gioco con sincerità, regalandoci i suoi sentimenti più nascosti. Un disco per palati sensibili che sanno ancora emozionarsi di fronte ai suoni dell’anima umana.

Emiliano De Ferrari
So-lo
Rattsburg Records
Emiliano de Ferrari dopo anni di esperienze in varie formazioni musicali e dopo aver toccato diversi generi dal blues al jazz, dall’elettronica al rock, riesce ora a pubblicare il suo primo album da solista. E mai come in questo caso la parola solista si addice all’artista genovese. Infatti De Ferrari ha scritto, arrangiato suonato e cantato tutto da solo: il risultato è sorprendente. Un album dal grande respiro internazionale, musica globale tipicamente world, con influenze anni settanta, incursioni nel jazz e nell’elettronica, arricchito da una voce inusuale per il panorama italiano, molto espressiva, spesso sporca e ruvida. Testi ironici e meditati, con il comune denominatore della solitudine e dell’imprevedibilità degli eventi. Un progetto e un lavoro importante per la musica italiana, un artista da seguire con la dovuta attenzione.

Susanna Stivali
A secret place
Alfa Music
Una nuova linfa jazz ultimamente sta percorrendo Roma. Ne è dimostrazione il primo album solista pubblicato dalla cantante autrice Susanna Stivali che dopo anni di studio ed esperienze nel mondo del jazz, tra i quali anche un prestigioso periodo di studio in America insieme al pianista Luca Mannutza, realizza questo lavoro ricco e interessante. La cantautrice romana stupisce per la capacità di comporre una musica che, pur lasciando inalterate le caratteristiche più classiche del jazz, si invola in un percorso fatto di intuizioni e modernità. Il suo affiatamento con Mannutza è gia a livelli eccelsi. I due sanno benissimo dove arrivare, in ogni nota si respira un sistema interpretativo e improvvisativo di grande livello. Le strutture dei brani sono manipolate e usate con un senso dello swing e della dinamicità che lasciano più che intuire le grandissime capacità di questa artista, destinata a scrivere pagine importanti per il jazz italiano.


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