A/R dall'InFERNo
Si può scendere agli inferi e tornare indietro con le scosse di adrenalina scaricate dai DarkNess, le malinconie sospese di Mehldau, gli affondi hip hop di Mike Shinoda, il pungente sarcasmo di Bennato e la densità sentimentale di Basile...

The darkness
One way ticket to hell and back
Warner Group
Dopo l’inaspettato successo internazionale del loro album di debutto nel 2003, tornano con un nuovo lavoro i Darkness. La band inglese appare + matura, la  spontaneità dei brani che formavano il loro primo lavoro non è più presente, e al disco bisogna dedicare più di un ascolto per apprezzarne i contenuti. 
Gli arrangiamenti sono curati, egregie alcune melodie, e quando la voce di Justin Hawkins dà pieno sfogo alle sue virtù canore con acuti, cori e cambi di tonalità, accompagnata dai compagni, avventurandosi in brani fortemente inspirati al rock anni 70/80, le scosse d’adrenalina non mancano. Nella sua pienezza one way ticket to hell and back è un disco in stile heavy metal dalle cadenze glam, in cui il ricordo dei Queen è palpabile. Ne potrebbe essere una conferma anche il fatto singolare che il piano suonato da Justin Hawkins è lo stesso adoperato dal leggendario Freddie Mercury in Bohemian rhapsody... Pregevole!

Brad Mehldau
Day is done
Nonesuch
Brad affronta il suo nuovo lavoro con una luce diversa dagli ultimi album. Il nuovo batterista Jeff Ballard, gia membro dello Jazz Composers Collective porta una ventata di novità e freschezza nel dialogo tra il piano di mEhldau e la batteria. Non mancano le classiche ballad nel tipico stile del pianista, malinconiche e sospese nell’aria, e il suo attingere, molto frequente, al repertorio pop rock. I brani composti da Mehldau sono solo due, ed è puntuale anche l’ennesima reinterpretazione di un brano dei Radiohead - knives out - brano d’apertura dell’album. Trova spazio nel disco anche una commovente  "She's Leaving Home dei beatles" alla quale le dita del pianista, pur nel rispetto dell’originale, donano un vestito di una raffinatezza pregiata. Nell’unicità del suo personalissimo stile brad mehldau riesce a percorrere la storia dello jazz con melodie e fraseggi modernissimi. Elegante...

Fort minor
The riSing Tied
Warner Group
Mike shinoda, leader dei Linkin Park insieme al cantante Chester Bennington, stupisce tutti, e si avventura nel suo primo progetto solista. Il suo lavoro, un album di hip hop in compiuto stile rapper ha due particolarità di rilievo. La prima è che Shinoda firma tutte le musiche, i testi, e suona tutti gli strumenti che si ascoltano nel disco, la seconda particolarità riguarda il contenuto dei testi; Shinoda si allontana notevolmente dai temi standard utilizzati dai colleghi rapper e ci regala un album intimista autobiografico, riuscendo a introdurre anche un tema, come quello della seconda guerra mondiale e i campi di concentramento, che MAI pensavamo di sentire in un disco hip hop (che affronta abitualmente temi di attualità). All’album partecipano ospiti di rilievo del livello di Common e John Legend che si accompagnano piacevolmente alla voce di Shinoda. Gli elementi rock caratteristici dello stile Linkin Park sono completamente assenti, ma shinoda riesce ugualmente a dare un’impronta di commistione di generi tipici del suo gruppo d’appartenenza. Un disco di hip hop ben lontano dagli schemi del genere. Interessante.

Edoardo Bennato
La FANTASTICA storia del pifferaio magico
WEA

Ormai nessuno immaginava che Bennato avrebbe realizzato il terzo episodio delle sue favole rock. Ecco arrivare la fantastica storia del pifferaio magico, ennesima opera rock collegata al mondo delle favole e costruita con alcuni grandi successi dell'artista partenopeo. E stavolta coinvolge nella sua operazione una ventina di grandi artisti, ma fortunatamente per realizzare non il solito album di duetti, come vuole la tendenza del momento, ma un progetto in cui gli artisti intervengono interpretando alla loro maniera i brani di Bennato.
Ognuno ha scelto il brano da interpretare, arrangiandolo secondo il proprio stile musicale, arrivando in alcuni casi addirittura a stravolgere completamente i brani originali del cantautore. Il risultato è un mix di canzoni composte recentemente e altre più datate, pescando tra quelle i cui i messaggi sociali nascosti tra le pieghe delle favole di Bennato sono ancora molto attuali. Il disco è accompagnato da un dvd con la trasposizione della nuova favola di bennato illustrata con disegni, brevi videoclip e la voce narrante dell’attore Maurizio Trombini. Non manca un divertente offstage sulla realizzazione del disco. Davvero un bel lavoro moderno, d’eccelso livello artistico. Pungente.

 

Cesare Basile
Hellequin song
Mescal/SonyBMG

Le prime sensazioni ascoltando il nuovo lavoro di Cesare Basile sono quelle del movimento, non certamente riferite al ritmo, dato che Basile non compone musica da ballare, ma movimento della mente. Questo è quello che ci offre la musica di Basile: la possibilità di far partire la nostra mente in un viaggio immaginario fatto di sensazioni, pensieri e sogni per arrivare in uno spazio della mente forse un po’ assopito. Tramite suoni e parole di una densità rara, le 14 canzoni che compongono hellequin song ci rimandano all’America, alle immense distese dei deserti, alle storie semplici e alle tradizioni popolari di gente che vive giorno per giorno la sua quotidianità. I riferimenti musicali e letterari ad alcuni mostri sacri della più pura canzone d’autore, come Leonard Cohen, Neil Young e Nick Cave, sono frequenti, ma Basile li utilizza in maniera personalissima e con uno stile del tutto peculiare, senza guardare al mercato, alle vendite, a quello "che funziona".
Le parole e i suoni di Basile ci parlano di quello che la moda non contempla, le piccole gioie quotidiane, il dolore, la sofferenza, la compassione, gli emarginati, la semplicità del vivere, l’amore, le persone che vivono un amore, e quelle che scelgono di lasciarlo in un angolo, chi cerca di "riuscire" e chi preferisce stare ai margini.
Un lavoro maturo quello di Basile, bello e appassionato, da dedicare a quelli che dicono che "certa musica" in Italia non si può fare. Intenso. 


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