scaTole, dadi e scheleTri
Dalle scatole preziose di Andy Warhol al dadaiSmo dei primi del '900. Passando per l'India, LonDra, Cuba e Roma

Warhol TimeboXes
Le Capsule del Tempo – Timeboxes – sono contenitori che Warhol ci ha lasciato in eredità, come quelle scatole in latta piene di piccoli tesori che potremmo trovare nell’armadio dei nonni o sepolte in giardino. Sono scrigni preziosi che contengono ricordi, brandelli di vita quotidiana - una scarpa, un disco, un ritaglio di giornale, un film. Sono un viaggio a ritroso nel tempo nell’universo warholiano. Riordinare, inscatolare e classificare diventa il mezzo che il guru della pop adotta per analizzare la realtà e fissarne il ricordo. Nulla è scartato perché anche il minimo elemento può diventare icona del proprio tempo. A Trieste sono esposte 5 delle seicento capsule che contengono gli oggetti raccolti dall’artista nel corso della sua esistenza.
Andy Warhol’s Timeboxes, Centro Espositivo d'Arte Moderna e Contemporanea Ex-Pescheria Centrale, via Riva Nazario Sauro 1, Trieste, www. andywarholtimeboxes.com, dal 22 luglio al 22 ottobre 2006, orario: tutti i giorni 10.00 – 23.00, biglietto: intero 10 €, ridotto 7 €

Cuba a Torino: Tropicalia
A Torino, e per la prima volta in Italia, vengono presentati i più importanti artisti attivi a Cuba tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento. Victor Manuel García, Antonio Gattorno, Amelia Peláez, Eduardo Abela, Marcelo Pogolotti, Carlos Enriquez Mariano Rodriguez, René Portocarrero, Mario Carreño, Wifredo Lam hanno dipinto le storie più belle di un Paese leggendario. Lo splendore di Cuba, la sua poetica urbana, ammalianti figure femminili, la campagna e il mondo contadino, le vestigia coloniali: rivendicazioni estetiche e tematiche che hanno rappresentato spesso uno schiaffo al conservatorismo allora imperante. La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Nacional de Bellas Artes de l’Habana e l’Istituto Valenciano de Arte Moderno (IVAM) di Valencia.
Cuba. Avanguardie 1920 -1940, Palazzo Bricherasio, via Lagrange 20, Torino, tel. 011 5711811, www.palazzobricherasio.it,  dal 14 luglio all’8 ottobre 2006, orario: martedí, mercoledí, venerdí, sabato, domenica 15.30 – 22.30, giovedí 10.30 – 22.30, lunedì chiuso, biglietto: intero 7 €, ridotto 5€

Festa DADA a PAvia CoN bonito oLIva
Nel 1916 al Cabaret Voltaire di Zurigo nasceva il Dadaismo. Con il suo celeberrimo orinatoio e la Monna Lisa baffuta avrebbe presto sconvolto il linguaggio dell’arte. A settembre, la città di Pavia festeggia i novant’anni del movimento con un’ampia rassegna. Con oltre 200 opere, la mostra curata da Achille Bonito Oliva esplora le esperienze originali del movimento attraverso i lavori dei suoi fondatori (Man Ray, Marcel Duchamp, Hans Richter…), fino ai Dadaismi del Contemporaneo rintracciabili nei movimenti artistici e culturali che lo hanno seguito, da Fluxus alla Poesia Visiva, alla Video Arte, all’installazione e alla fotografia.
DADADA. Dada e dadaismi del contemporaneo. 1916-2006, Castello Visconteo, viale XI Febbraio 35, Pavia, tel. 0382 24376, dal 7 settembre al 17 dicembre 2006, orario: dal martedì al venerdì 10.00-19.00, sabato e domenica 10.00-20.00, giovedì 10.00-22.00, lunedì chiuso, biglietto: intero 9 €, ridotto 6 €

Indian Summer: 21 giovani tra global e gLocal
Bangladesh, Bhutan, India, Nepal, Pakistan, Sri Lanka, Afghanistan, Myanmar/Birmania, Maldive. Il Subcontinente Indiano è un crogiuolo di popolazioni, idee, culture, modi di vivere, fedi ed eredità storiche. Queste spinte molteplici e talvolta opposte hanno dato vita a una realtà fatta di contingenze. Ventun giovani artisti con dipinti, installazioni, performance e video rappresentano il particolarissimo panorama articolato tra dettagli e grandi insiemi, tra locale e globale, attraverso una pluralità di linguaggi adatti a cogliere le varie sfaccettature. Paradossalmente, è proprio nell’ibridazione stilistica che meglio riusciamo a percepire i singoli aspetti caratteristici del Subcontinente.
Subcontingente. Il Subcontinente Indiano nell’arte contemporanea, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, via Modane 16, Torino, tel. 011 3797600, www. fondsrr.org,
info@fondsrr.org, dal 30 giugno all’8 ottobre 2006, orario: : martedí, mercoledí, venerdí, sabato, domenica 12.00 – 20.00, giovedí 12.00 – 23.00, lunedì chiuso, biglietto: intero 5 €, gruppi 4 €, ridotto 3 €

Tra Londra e Roma: Quinn/Boltanski tra scheletri, mutilati, handicappati e kate Moss che fa yoga
Scheletri in miniatura, sculture in marmo che raffigurano handicappati e mutilati, conigli surgelati e ricoperti in bronzo, una statua di Kate Moss in una controversa, quanto improbabile, posizione yoga. A Marc Quinn (Londra, 1964) il Macro dedica la prima grande retrospettiva italiana in uno spazio pubblico: 30 opere raccontano la poetica degli ultimi anni dell’artista britannico. In contemporanea, la sede del Mattatoio a Testaccio ospita Exit un’installazione site – specific di un altro big: Christian Boltanski (Parigi, 1944). L’artista francese trasforma lo spazio del museo in un teatro di vita vissuta, tra abiti appesi, sollecitazioni sonore e proiezioni visive. Giocando con un umorismo legato al dolore, ci parla di memoria, vita quotidiana e trapasso, Exit appunto.
Marc Quinn/Christian Boltanski, MACRO, via Reggio Emilia 54 / Ex -Mattatoio, piazza Orazio Giustiniani 4, Roma, tel. 06 6710 70400, www.macro.roma.museum, macro@comune.roma.it , dal 23 giugno al 30 settembre 2006, orario: da martedì a domenica 9.00 – 19.00, festività 10.00-14.00, lunedì chiuso


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