Il nuovo che avanza
Da un nuovo modo di “fare magazine”, a nuove strategie artistiche. Dalla sperimentazione di nuove tecniche a un modo per ridare nuova vita a vecchie cose d’infanzia. Tutto partendo da zero
Zero

Non vorrei sbagliarmi ma il numero 1 di Zero segna una (neanche tanto) piccola rivoluzione in campo editoriale. Se gli anni ’90 hanno visto il trionfo del visual, con riviste patinate fitte di immagini trasversali e i pochi testi ridotti a mera didascalia, la nuova creatura di Giuliano Da Empoli e Francesco Bonami inaugura un nuovo modo di “fare magazine”: tante idee per sollecitare il dibattito incrociato, tra politica, spettacolo, letteratura, arte e sociologia. Destinataria una generazione finalmente deideologizzata, né di destra né di sinistra e nemmeno di centro, ma  soprattutto pensante. Significativo che questa novità venga dall’Italia, da quella parte del Paese che non vuole trasformarsi in un parco a tema. Un grande plauso.

Zero 1/2005. L’Italia di plastica. Perché ci stiamo trasformando in un parco a tema, Marsilio Editore, 9 €.

 

Interessi Zero

Da quando Fabio Cavallucci ha preso la direzione della Galleria Civica, a Trento si sono viste mostre originali e significative, incentrate su temi e questioni condivisibili da un pubblico ben più ampio di quello dell’arte. Si inserisce in tale progetto Interessi Zero!, curata dal filosofo Marco Senaldi e dall’economista Pierluigi Sacco. Strategie artistiche per un’economia in crisi, suggerisce il sottotitolo: nell’attuale fase storica, in cui spesso le teorie economiche appaiono fragili e contraddittorie, l’arte può suggerire riflessioni e pratiche innovative rispetto alle logiche dominanti. Da una sezione “storica” (con opere di Yves Klein, Marcel Duchamp, Joseph Beuys, Pinot Gallizio e altri) si arriva al contemporaneo più recente, a dimostrazione delle reciproche relazioni tra due universi spesso ritenuti, erroneamente, distanti.

Interessi Zero!, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, via Bellenzani 46, Trento, tel. 0461985511, www.workartonline.net, fino al 29 maggio, orario martedì-domenica 10-18  

 

Partire da zero

Steve McQueen è uno dei più bravi, anche se difficili, artisti britannici dell’ultima generazione, ipercelebrato nonostante la giovane età e già insignito del Turner Prize nel 1999. L’arte di Steve McQueen (Londra 1969) prende spunto dal cinema e in particolare dal linguaggio tra finzione e realtà del cinema-verité, ovvero un approccio più libero al mezzo che lo conduce verso la casualità e la sperimentazione di nuove tecniche. La Fondazione Prada presenta la prima antologica italiana delle sue opere filmiche più celebri, come Deadpan, omaggio alle comiche di Buster Keaton, e Drumroll, sequenza effettuata con tre cineprese poste all’interno di fusti di petrolio e fatte rotolare per le strade di New York.

Steve McQueen, Fondazione Prada, via Fogazzaro 36, Milano,12 aprile – 12 giugno, tel. 0254670515, www.Fondazioneprada.org, orario martedì-domenica 10-20, ingresso libero

 

Da zero in poi

Concetta Modica, ex allieva dell’Accademia di Brera, è una delle giovani artiste italiane più promettenti il cui lavoro, carico di ironia ma anche di pensiero, si distingue sia per leggerezza sia per intensità. Punto di partenza è la cultura arcaica della Sicilia, la sua terra d’origine, rielaborata senza retorica. Filo conduttore, il tempo dell’infanzia che si protrae nella vita di ciascuno di noi come desiderio di innocenza. Ad esempio nella Fontana da tavolo, una vecchia vasca in alluminio dove i genitori le facevano il bagno da piccola, o in Excoperta, una vecchia coperta cucita dalla nonna che Concetta ha ritessuto durante la propria gravidanza creando così una nuova immagine. Una sorpresa, vale un giretto a Varese.

Concetta Modica, Duetart Gallery, via San Martino 5, Varese, tel. 0332231003, www.duetart.com. fino al 20 aprile, orario: martedì-sabato 15.30-19.30, ingresso libero.

 

Da zero a dieci

Vera e propria fucina di talenti, la Fondazione Ratti di Como festeggia quest’anno il decennale di un’attività dedicata ai giovani talenti. Consueta è la formula: un visiting professor di fama internazionale sollecita la creatività di artisti, italiani e stranieri, dialogando e stimolando il confronto. Particolarmente felice la nidiata 2004 battezzata da Jimmie Durham e presentata ora in via Farini: tra i 25 tutti interessanti, da segnalare Alessia Chiappino, Ra di Martino, Linda Fregni, Nico Vascellari e Sophie Franza.

Tracce di un seminario, viafarini, via Farini 35, tel. 02-66804473, www.viafarini.org, fino al 9 aprile, orario: martedì-sabato 15-19, ingresso libero.

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