Traiettorie contemporanee
Traiettorie musicali disegnate x creare incroci e sovrapposizioni, tra grandi compositori, tra stili, tra generazioni diverse

La quindicesima edizione del Festival di musica contemporanea Traiettorie, che si svolge dal 10 al 29 settembre a Parma, vede quest’anno un’importante novità nel programma. Il violinista inglese

Irvine Arditti, fondatore del Quartetto Arditti (più volte ospite delle stagioni musicali delle maggiori istituzioni musicali italiane) tiene infatti l’11 e il 12 un workshop dedicato specificatamente a compositori. Lo stesso maestro si rende poi interprete il 13, in occasione del concerto inaugurale del festival, non solo di musiche di Berio, Kurtág, Sconnamibbio, Benjamin, Staud e Sciarrino, ma anche di un brano per violino solo scelto tra quelli scritti da coloro che avranno preso parte al corso. Un’intelligente proposta da parte dell’organizzazione per valorizzare al meglio non solo le qualità esecutive di Arditti, ma anche per mettere a disposizione della contemporaneità musicale la sua esperienza e il suo sapere.

Denso poi il programma di concerti che, dopo il 13, proseguono fino a fine mese.A partire dal 15, quando il Quartetto Prometeo presenta un programma interamente dedicato all’esecuzione di musiche di Bach e Webern. Un programma che intende cioè mettere in risalto l’operazione di recupero e attualizzazione all’interno del serialismo del principio compositivo del contrappunto. Che intende cioè mettere in rilievo le affinità e il debito di Webern, e prima di lui Schönberg, nei confronti della musica del grande maestro tedesco. Prosegue poi il 16 il tema del ‘confronto’ con l’ensemble Alter Ego che, insieme alla voce recitante di Jennifer Walshe, eseguirà opere della Walshe e di Lucier, Cage, Vaglini e Manca. Dedicato alla musica elettroacustica invece l’appuntamento del 22, con l’Icarus Ensemble che presenta in prima esecuzione opere di Traversa, Paris, Sipus, Casale, e Lopez.

Ma come accennato sopra, le traiettorie sono quest’anno disegnate per creare incroci, sovrapposizioni. E così il 23 ecco a confronto Debussy e la compositrice Kaija Saariaho, e il 24 settembre Franz Schubert e Olga Neuwirth. Compositrici che incontrano il pubblico presso la Casa della Musica il giorno 24. Completano il programma il 26 l’Ensemble Recherche, il 27 ilTrio Accanto, il 29 l’Ensemble Alternance e, dal I° settembre, la mostra che sarà dedicata ad Alberto Giaquinto

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Treviso e Roma: le due città del Festival Chitarristico

La scorsa edizione erano i Linguaggi del Mondo. Quest’anno sono invece i Colori a fare da tema al Festival Chitarristico delle due Città, manifestazione che si svolge tra le città di Treviso e Roma e la cui direzione artistica è curata dal chitarrista Andrea Vettoretti.

Dal 1 a l8 settembre numerosi gli appuntamenti che non riguardano solo la musica, ma anche incontri, conferenze e l’allestimento di mostre.

Il concerto più atteso è quello che taglia il nastro di inizio del festival e vede salire sul palco del Teatro Comunale di Treviso uno dei chitarristi più apprezzati a livello internazionale. Il maestro australiano John Williams, nato a Melbourne nel 1941, ha studiato con Segovia, si è confrontato con l’esecuzione di opere del compositore nipponico Toru Takemitsu e ha composto anche colonne sonore, come quella del celebre film Un pesce di nome Wanda. Al Teatro Eden si esibiscono invece Maurizio, Paul O’Dette, e i Fratelli Cuenca.

Lo spostamento da Treviso al teatro Ghione di Roma è condotto con lamessa in scena di uno spettacolo di tango argentino (con Edoardo Isaac, Daniel Binelli e i ballerini Victoria Arenillas e Leonardo Elias) dal titolo Il Rosso, il Tango e Piazzola.

Dopo le esibizioni di Irio de Paula, dell’AighettaQuartett e Massimo Delle Cese, chiude il festival il 18 settembre il concerto di Manuel Barrueco. Il musicista cubano, che presenta un concerto dal titolo Colori, nel suo ultimo cd Nylon e Steel si è reso protagonista di una serie di duetti che lo hanno visto confrontarsi con Al Di Meola, Steve Morse dei Deep Purple e Andy Summers dei Police.

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Corso triennale di Sound Designer

L’attenzione che il Novecento musicale ha rivolto alla materia sonora (in autonomia anche dalle tradizionali forme compositive), l’avvento e lo sviluppo di apparecchi elettronici per fare musica, la scoperta e la crescita della discografia, hanno contribuito non poco a rivoluzionare l’universo musicale, favorendo inoltre la nascita della figura professionale del Sound Designer. E la necessità di rapportarsi al vasto mondo della materia sonora ha portato l’Istituto Europeo di Design a istituire un corso triennale dedicato al Sound Design. Un corso volto a rispondere alla domanda crescente che si è sollevata in campo di comunicazione sonora, e che spazia dalla realizzazione di soundtrack alle sonorizzazioni, dal montaggio di effetti e musiche per la cinematografia alla composizione di musica elettronica.

Tutte le informazioni sul sito: www.ied.it
 
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