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Cookin’ jazz a Berchidda

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Il rapporto tra jazz e passioni enogastronomiche negli ultimi anni si è rafforzato notevolmente. Tanto che non è raro vedere + o - grandi manifestazioni disegnare su di una stessa lavagna i concerti in programma e il menù con i piatti del giorno, realizzati seguendo la filosofia del prodotto tipico e le regole dello slow food, del mangiare con lentezza. Insomma, un filo rosso, forse ancora non esplicito ma sicuramente presente, sembra legare la raffinatezza del jazz con quella del buon gusto. Ecco allora che la diciannovesima edizione di Time in Jazz, uno dei i più importanti festival jazz dell’estate italiana, ha scelto come tema e titolo proprio Cookin’ jazz. La rassegna, sotto la direzione artistica di Paolo Fresu (tra le figure più note, apprezzate e amate del jazz italiano) partirà il 10 agosto da Berchidda, paese natale del trombettista, e andrà avanti fino al 16 agosto.
Ma al di là di Cookin’ jazz, un titolo che vuole portare attenzione anche alla qualità e al valore dell’enogastronomia sarda, Time in Jazz sarà come negli precedenti una splendida occasione per entrare in contatto con importanti progetti del jazz contemporaneo. E in luoghi anche inusuali per un concerto, dal momento che alcuni degli appuntamenti del festival si svolgeranno all’interno di boschi, su pendii, in chiesette campestri, a bordo di un treno o di una nave. Anche se, ovviamente, il cuore del festival rimane Piazza del Popolo di Berchidda, dove si svolgeranno gli appuntamenti più importanti.
Si parte quindi il 10 con la pianista e compositrice Rita Marcotulli e la vocalist Maria Pia De Vito che, all’Agnata, renderanno omaggio alla musica di Fabrizio De Andrè riprendendo l’avventura compiuta lo scorso anno da Danilo Rea. L’11 si esibiranno poi a Ozieri il musicista scandinavo Arve Henriksen e lo statunitense Jan Bang. Sempre Henriksen e Bang inaugureranno il 12 i concerti a Berchidda esibendosi insieme al percussionista Paolo Vinaccia (più noto all’estero di quanto non lo sia in Italia) per rileggere insieme il progetto The Receipe. Sempre il 12 il PAF trio (Paolo Fresu alla tromba e al flicorno, Antonello Salis al pianoforte e Furio Di Castri al contrabbasso) rileggeranno in chiave jazz arie d’opera di Donizetti, Rossini, Mascagni e Verdi. Dopo il 13 (data in cui si esibiranno Peppe Servillo, Natalio Mangalavite e Javier Girotto), il 14 sarà la volta della complessa raffinatezza della pianista e compositrice americana Carla Bley che salirà sul palco insieme a Steve Swallow al basso, Andy Sheppard al sassofono e l’Orchestra Jazz della Sardegna per dare vita al progetto Dinner Music. La sera del 15, sempre a Berchidda, si incontreranno quindi jazz e teatro, con Paolo Fresu e Ascanio Celestini che si renderanno protagonisti di un duetto di note e racconti ispirato appunto al tema del cibo. Ma i concerti, che partono fin dalle ultime ore della mattina, sono davvero tanti. Il programma completo si può consultare sul sito.
www.timeinjazz.it.

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Umbria Jazz tra crossing e sorprese
Umbria Jazz, come festival in sé, non ha bisogno di presentazioni. E’, storicamente, il più importante festival italiano dedicato al jazz e il più noto alla comunità jazzistica internazionale. Ma è anche vero che negli ultimi anni (in linea con molte altre grandi rassegne dedicate al genere) ha aperto la propria programmazione a concerti non propriamente jazzistici, ma di richiamo per un pubblico più vasto ed eterogeneo. Ed è il caso, per esempio, del concerto che Carlos Santana (che col jazz ha poco a che fare) terrà proprio al termine della corrente edizione di Umbria Jazz 2006 (il 17). Il festival si svolgerà dal 7 al 17 luglio e ospiterà la voce di Diana Krall e il blues di Eric Clapton e Robert Crai. La dolce eleganza di Caetano Veloso, Sergio Mendes e, per la terza volta, l’energia del padrino del soul James Brown. Musica italiana con Pino Daniele e pop jazz con Jamie Cullum. Ed ecco poi sfilare grandi nomi del jazz come Wayne Shorter, Herbie Hancock, Chick Corea; ancora Brad Mehldau, Roy Hargrove, Gary Burton, Nnenna Freelon. E poi le 6 corde di Bill Frisell, John Scofield (che sarà in trio con Larry Goldings e Jack DeJohnette) e Pat Metheny (che si esibirà in tre situazione differenti, una delle quali ospite del quintetto di Enrico Rava). E questo senza contare il jazz italiano, che sarà ovviamente presente e rappresentato da importanti solisti. Il programma completo si può scaricare dal sito.

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 Caetano VelososuoLug4

www.umbriajazz.com

JazZ a Roma
Ci sarà un grande fermento per il jazz quest’estate nella capitale. Oltre al Villa Celimontana Jazz Festival (longeva manifestazione dell’estate romana che giunge quest’anno alla sua tredicesima edizione) si terrà una versione estiva del Roma Jazz Festival – manifestazione che compie quest’anno i suoi 30 anni di vita – che nelle edizioni passate si è svolta durante il periodo invernale. Tanti, e importanti, i nomi in programma e gli spazi con involti, grazie anche al fatto che tra le anime che partecipano alla realizzazione del festival ci sono l’Auditorium Parco della Musica, la Casa del Jazz e il club La Palma.
www.villacelimontanajazz.com
www.auditorium.com
www.romajazzfestival.it
www.casajazz.it
www.lapalmaclub.it


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