Un incubo infernale
Quello che possiamo vivere leggendo l’ultimo romanzo di Richard Matheson sulle paure dell’uomo contemporaneo. E c’è tanto da pensare anche tra le pagine di Marco Archetti sulla precarietà esistenziale e l’ironia istruttiva di Claudio Morici sulle velleità artistiche di gente come noi…
BAZAR SEGNALA

 matheson

TRE MILLIMETRI AL GIORNO – Richard Matheson (Fanucci Editore. 256 pp., 13 euro)

Un incubo. Inesorabile, martellante, senza fine. Immaginate di scoprire improvvisamente che la vostra statura sta diminuendo. Sensibilmente, tre millimetri al giorno. In pratica di dovervi mettere a calcolare quanto tempo vi resti prima di assottigliarvi al punto da non potervi più definire uomini. E’ quel che succede a Scott Carey - un pezzo d’uomo alto 190 cm. – dopo essere stato investito da una nube radioattiva durante una gita in barca. Attoniti, assistiamo alla sua progressiva dissoluzione, restando ammirati di fronte alla tenacia quasi ridicola con cui si aggrappa alla vita e identificandoci nei numerosi momenti di disperazione sconfinata.

Se il nostro coinvolgimento è totale è grazie alla perfezione del congegno narrativo messo in piedi dall’autore. Infatti c’è un tempo presente, in cui Scott è ormai ridotto all’altezza di un’unghia. Rimasto prigioniero nello scantinato di casa, per il resto della famiglia non esiste più. Braccato da un ragno per lui enorme, che affronta con uno spillo, è costretto a bere acqua da un ditale e tentare un’arrampicata per raggiungere dei cracker rinsecchiti. E poi ci sono i flashback struggenti, che registrano gli stati emotivi di Scott in funzione delle varie dimensioni che il suo corpo va via via assumendo. Fino a un interessantissimo finale.

Insomma, Richard Matheson ha saputo rappresentare la paura dell’uomo medio contemporaneo di essere annullato dal progresso tecnologico come pochi altri - Dick, Lansdale e King - tutti superficialmente bollati scrittori di genere.

Colonna sonora: CHEMICAL BROTHERS Push the button


TALENT SCOUTING

 archetti

VENT’ANNI CHE NON DORMO – Marco Archetti (Feltrinelli. 202 pp., 13,50 euro)

Una volta gli uomini senza qualità - quelli che non riuscivano a smettere di fumare o ad alzarsi dal letto la mattina perché il sonno li aveva trasformati in scarafaggi - avevano in comune una condanna a vita: praticare la grigia professione del travet. Oggi, da custodi di pisciatoi in un autogrill diventano camerieri di pizzeria. E’ quanto capita al giovane Marco, che vittima oltretutto di un olfatto ipertrofico, è come se cadesse dalla padella nella brace: “avevamo nel naso l’atomica delle fritture, le esalazioni ittiche, la porosità dell’unto.Nelle mani una cronaca nera di scottature e nei piedi storie di fallimento. Ma cercavamo di tenerci su”. Lui, per tenersi su, frequenta un transessuale di nome Samantha e arrotonda procurando clienti alla sua coinquilina Chiara. Ma è un pappone incauto, che passa le nottate a raccontarle la storia dei suoi fallimenti. Marco è uno che è scappato da tutto, dall’università come dall’amore da cui è nata una figlia. Meno male che pian piano emerge a fargli da guida la voce fuoricampo del nonno scomparso, rude e sincera espressione di una filosofia umana troppo umana.

Attenzione gente, perché questo è un romanzo importante. Di formazione rispetto alla precarietà esistenziale che si sta impadronendo di tutti quanti. Da non scambiarsi per un semplice fotogramma generazionale, come la copertina giovanilistica autorizzerebbe a pensare. Piuttosto una scaltra moviola della vita che scorre sotto i ponti ai giorni nostri.

Colonna sonora: TETES DE BOIS Pace e male


PENSARE LEGGENDO
artistiMerda

 

TEORIA E TECNICA DELL’ARTISTA DI MERDA – a cura di Claudio Morici (Valter Casini Editore. 160 pp., 16 euro)

Chi sono gli Artisti di merda? Tutti coloro che avendo velleità artistiche non sono ancora diventati un prodotto dell’industria culturale. O detto altrimenti, artisti cui la propria opera non è sufficiente a soddisfarne le esigenze economiche. Gente che, pur covando il sospetto di essere un genio in attesa dell’occasione giusta per manifestarsi, è costretta a cimentarsi in lavori degradanti allo scopo meschino di arrivare alla fine del mese. Insomma, ormai l’avrete capito. Siamo un po’ tutti noi, artisti di merda. Noi che teniamo nel cassetto il romanzo che muterà le sorti della letteratura. Che inviamo la nostra ultima silloge poetica a tutte le case editrici italiane, comprese quelle che pubblicano solo libri di cucina. Che non si sa mai, potrebbero rimanerne folgorate e avviare un business. Che intingiamo pennelli in casalinghi boccali di birra sognando vernissage. Che avendo filmato scene di vita sottocasa, non capiamo perché ci abbiano esclusi dalla mostra del cinema di Venezia.

Questo libro è divertente e istruttivo nel raccontare esperienze di artisti di merda. Sprizza autoironia e mostra punti di vista diversi l’uno dall’altro: pizzaioli a domicilio, alle prese con convivenze forzate e incidenti di percorso quali la nascita di un figlio. Tranne un paio di casi di seriosità davvero irritante: incidenti di percorso che capitano, anche agli artisti di merda.

Colonna sonora: DANIELE LUTTAZZI Money for dope


UPPER READERS

shepard

IL GRANDE SOGNO – Sam Shepard (Feltrinelli. 158 pp., 13,50 euro)

Fino a qualche anno fa, Sam Shepard era conosciuto in Italia solo per avere sposato l’attrice Jessica Lange. In realtà, è uno dei massimi drammaturghi viventi americani. Non solo, ma una certa irrequietudine e il talento poliedrico lo hanno spinto a cimentarsi nel ruolo di regista, attore e pittore. Sempre con successo. Confermato anche in qualità di scrittore di racconti brevi.

L’America narrata nelle storie de “Il grande sogno” è quella rurale. La meno conosciuta qui da noi. E per questo presente nel nostro immaginario come animata dallo spirito rozzo del cowboy, concentrato esclusivamente nella ricerca del proprio eden. Per carità, c’è anche questo. Come nel racconto in cui un figlio, dovendo fare una ricerca sulla caduta del muro di Berlino, ottiene dal padre che “l’economia tirava” e “che la cosa più significativa degli anni ‘80 è che ha conosciuto mia madre e che siamo nati io e mia sorella”. Ma ci sono soprattutto vicende di individui che emergono con tutta la loro carica di verità umana. Desideri, delusioni, traumi e speranze – esemplarmente rappresentate - nelle quali ognuno di noi può facilmente riconoscersi. Personaggi che vedono se stessi “come dal di fuori, dall’alto: un piccolo uomo in uno spazio sterminato”e che, pur commettendo errori, hanno “l’impressione di essere un brav’uomo”. Diversi da noi semmai, perché diversa è la natura circostante: “restammo in silenzio ad ascoltare i coyote e il grido dei gufi”. Perché in fondo, come recita il cartello appeso in una friggitoria, “la vita è quello che ti succede mentre pensi ad altro.”

Colonna Sonora: DAVID BYRNE Sounds from “True stories”

 

 
OLD FASHION

keyserling

ONDE – Eduard von Keyserling (Marcos y Marcos. 208 pp., 10 euro)

Brutta bestia l’amore. Per chi ci si butta a corpo morto (“il momento più eccitante di tutta la faccenda è proprio quello in cui mi accorgo di perdere ogni controllo razionale”). Ma soprattutto per chi sia convinto che “non possiamo fare nulla contro questo sentimento”. Oggi, come un secolo fa. Anzi, un secolo fa era peggio. C’era il rispetto delle convenzioni. E istituzioni radicate (“Un pranzo di famiglia ha qualcosa di sacro. Finché ci sono questi pranzi, è la famiglia stessa che è salva”).

Doralice - giovane donna d’una bellezza irresistibile - ha lasciato l’anziano marito conte per un giovane pittore. La presenza della coppia in una località balneare del Mar Baltico è causa di scandalo e provoca turbamenti a catena tra i membri della famiglia dei von Buttlar. La società cerca di arginare la forza scardinatrice e sovversiva dei sentimenti appellandosi alle ferree regole morali su cui poggia da sempre. Con conseguenze ovviamente nefaste.

Nel raffigurare il vincolo d’amore come forza che si rinsalda ogni giorno grazie a una libera scelta, “Onde” è di una modernità impressionante. Scritto nel 1911 dal tedesco Eduard von Keyserling, subito dopo essere diventato cieco, il romanzo ha le caratteristiche d’un classico - oltre che per la perfetta impalcatura drammaturgica – per la multiforme rappresentazione d’un personaggio indomabile, che ne è il vero protagonista: il mare.  

Colonna sonora: PAT METHENY GROUP The way up

 

BAZAR COLLECTION

bangs

GUIDA RAGIONEVOLE AL FRASTUONO PIU’ ATROCE – Lester Bangs (Minimum fax. 443 pp., 16,50 euro)

“Tutto ciò che potreste essere ora se la moglie di Iggy Pop fosse vostra madre”. “Tutti i miei amici sono eremiti”. “Si può vivere da miliardari senza avere un soldo: io lo faccio sempre e questo libro spiega come”. Sono alcuni titoli dei testi che Lester Bangs intendeva pubblicare. Se solo si fosse convinto che farlo avesse un senso. Se non avesse fatto abuso di droghe e alcool. Se per questo non fosse morto nel 1982, a 34 anni.

Giovanissimo si innamorò di Kerouac e della musica rock. Prese a scriverne in stile beatnik. Un’abile miscela di ironia e sincerità esasperata. “Edizione straordinaria! Tragedia nel mondo del rock! Superstar sbudellata da un critico rock impazzito!! ‘Ce l’abbiamo fatta’, ha boccheggiato Lester Bangs mentre la polizia lo trascinava via dalla scena del crimine. ‘Abbiamo vinto’”, dice a proposito del melenso James Taylor.

Ciò che non sopportava proprio erano le pose da icona dei divi del rock: “la maggior parte di loro, se si beccassero una torta sul muso o si trovassero di fronte un pubblico composto da gente sana di mente che gli chiede: ‘Che cazzo credi di fare? Cos’è ‘sta roba?’ […] non farebbero altro che crollare attoniti e sconfitti, incapaci per natura di affrontare faccia a faccia la loro base di sostenitori truffati che hanno mangiato la foglia”. Sorretto da una passione dilagante, che gli faceva paragonare un disco “che dopo averlo ascoltato non sarai mai più lo stesso” al primo orgasmo, Bangs pensava che “più il fragore e il rumore erano grezzi, più il disco sarebbe stato divertente e più a lungo l’avrei ascoltato”.  E se avesse avuto ragione?   

Colonna sonora: YARBIRDS Five live


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