Cover, somiglianza o plagio?
Tra cloni, plagi, cover e somiglianze… Chi è in grado di decidere se c’è davvero un’appropriazione di arte altrui? Michela Bovi cerca di capirci di più. In fondo… anche Mozart copiava

Michele Bovi ha pubblicato per l’Auditorium Edizioni Milano il volume Anche Mozart copiava. Un testo che affronta il problema del sottile confine che passa tra cover, somiglianze, plagi e cloni in musica.

Le cause giudiziarie riguardanti il plagio musicale intasano quotidianamente la macchina, notoriamente lenta, della giustizia italiana. Anche perché la competenza musicale in senso stretto – quel sistema di conoscenze che rendono possibile la lettura, l’interpretazione e il confronto critico di uno spartito musicale – è  spesso demandata da parte dei giudici a periti. La SIAE prevede l’esistenza di un esperto super-partes al quale gli iscritti possono ricorrere in caso di controversia, ma solo se accusatore e accusato si dimostrano entrambi consenzienti. E così, l’accusato difficilmente accetta di ricorrere a tale esperto, dal momento che avrebbe soltanto da perderci. Per dirla tutta, questa stessa pratica di risoluzione delle controversie giace nascosta nell’oblio dello statuto della SIAE, dal momento che non solo non vi si ricorre, ma neanche lontanamente qualcuno pensa di potervi ricorrere. E così il processo rimane l’unica formula per intentare una causa di plagio.

C’è poi il fatto che l’accusa di plagio viene rivolta per nessun altro motivo che per ragioni legate alle questioni economiche vincolate al diritto di autore. Nessuno farebbe mai causa a un gruppetto sconosciuto e scannato, e in primo luogo perché non avrebbe niente da guadagnarci. Il plagio esiste infatti quasi esclusivamente in quella che, per semplicità, viene definita musica pop. Quel genere di musica, cioè, intorno al quale ruotano quantità notevoli di denaro e che Morricone definisce come “musica orecchiabile”, come quella musica la cui essenza risiede nel ‘già sentito’.

Ma che cos’è il plagio musicale? E’ questa infatti la domanda più controversa da porsi. Da più parti, infatti, si ritiene che si speculi intorno a questo tipo di reato, dal momento che il plagio è concettualmente difficile da definire. Questo dovrebbe essere tale in virtù di un’indebita appropriazione, a scopo di lucro, di un’opera realizzata da un altro artista. Ma l’appropriazione spesso può confondersi con il debito artistico, e la questione va a configgere con l’inevitabile fatto che tutti noi siamo immersi in un universo culturale che continuamente assimiliamo e modifichiamo. E a giudicare da questa prospettiva, il plagio potrebbe anche non esistere. Ma ci sono casi, circostanze, fatti, che possono portare a stabilire che effettivamente si è perpetrata una cosciente, volontaria e indebita appropriazione dell’arte altrui. Fatti che devono essere dimostrati, e nel cui gioco la SIAE non è che uno dei testimoni, dal momento che il suo impegno risiede in primo luogo nel tutelare economicamente l’artista le cui opere vengono trasmesse o utilizzate da parte di terzi. Spedirsi a casa un disco con sopra incise delle proprie musiche, in una busta sigillata, mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, ha infatti lo stesso valore legale del deposito di un brano in SIAE. E’ una prova che testimonia dell’esistenza di un rapporto tra l’artista e l’opera.

C’è poi da dire che, a livello giudiziario, per risolvere ogni problema l’accusato deve solo trovare (la cosa più difficile) la carta del jolly. Se infatti riesce a dimostrare che il suo pezzo, accusato di essere un plagio, è simile a un brano antecedente al brano che si ritiene rubato, è fatta. Perché un brano possa essere copiato deve infatti godere dello statuto artistico dell’assoluta originalità, in mancanza del quale, per definizione, non è suscettibile di copiatura.

E ad affrontare il problema del plagio in musica è stato Michele Bovi con la pubblicazione del libro Anche Mozart copiava. Con l’aiuto di commenti esperti, Bovi affronta il problema delle controversie giudiziarie legate al diritto d’autore, e ricostruisce una breve storia del plagio musicale con particolare attenzione alla situazione italiana. Dalla fine degli anni Venti, quando la Ricordi denunciò Cesare Andrea Bixio di aver plagiato una celebre aria della Turandot di Puccini, e passando attraverso gli anni Sessanta, un periodo in cui il confine tra cover e plagio si fa labile, Bovi giunge a commentare vicende più recenti e maggiormente note come quella che ha visto protagonisti Al Bano Carrisi e Michael Jackson. Insomma, Bovi attraversa la musica leggera italiana ponendo al centro della questione il problema del plagio, ma soprattutto andando alla ricerca di quelle canzoni che, più o meno volutamente, mostrano delle forti somiglianze con altri brani. Quella di scovare il già sentito è infatti una sua grande passione. Proprio lo scorso mese, insieme al maestro Vince Tempera, Michele Bovi ha proposto dietro le quinte del festival di Sanremo un incontro in cui ogni brano in competizione è stato suonato appaiato ad un altro a cui era fortemente somigliante. Del resto, come ricorda ironicamente nel libro, era soltanto il 1963 quando Tony Renis, accusato di plagio con il brano Uno per tutte, affermò che “le note sono soltanto sette, le canzoni per piacere al pubblico devono essere orecchiabili e per essere tali vanno costruite su una serie di accordi limitata. Ebbene, le combinazioni sono finite”

 

In Tour:

Ludovico Einaudi: continua il tour del pianista e compositore torinese che ha recentemente pubblicato il suo ultimo album I giorni. Il 1 aprile a Udine, il 3 a Pesaro, il 17 ad Alba e il 18 a Torino - www.ludovicoeinaudi.com

 

Autechre: torna in Italia uno dei gruppi che ha maggiormente contribuito a rivoluzionare il mondo musicale dell’elettronica. Tra i nomi di punta della label inglese Warp, gli Autechre si esibiscono il 28 al Brancaleone di Roma e il 29 al Link di Bologna in occasione dell’uscita del loro nuovo lavoro Untitled - www.warprecords.com

 

Christian Fennesz-Mika Vainio-Christian Zanési: il 5 aprile l’Istituzione Universitaria dei concerti ospita presso l’Aula Magna de La Sapienza di Roma un live set che vede protagonisti il musicista austriaco Fennesz, Vainio dei Pan Sonic e Christian Zanési. I tre sono impegnati nella realizzazione di una particolare installazione sonora che darà modo di mettere a confronto i loro diversi stili di manipolazione elettronica della materia sonora.

 

Micah P.Hinson: ventitreenne di Memphis, Hinson, nonostante la giovane età, ha già raccolto un notevole consenso da parte della critica con il suo album d’esordio Micah P. Hinson & The Gospel Of Progress. Ora gli manca di farsi conoscere al pubblico come singer-songwriter, come interprete delle proprie esperienze cantate attraverso un folk d’autore dai toni profondamente poetici. In Italia in concerto il 21 aprile al Covo di Bologna, il 22 allo Zero di Bergamo, il 23 al Free Muzik di Brescia, il 24 al Velvet di Rimini, il 25 al Circolo degli Artisti di Roma e il 26 all’Hiroshima di Torino - www.sketchbookrecords.com


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