Dopo un viaggio a Malta

Malta è un’isola strana. Si mangia un coniglio italiano come piatto nazionale ma anche la Bugilla (fave e fagioli spiaccicati con spezie turche) e il formaggio di capra impanato nel pepe nero, con miele e vino. La gente parla gutturale come gli arabi ma dice parole italiane e inglesi e la lingua sembra quella dei matti o dei bambini, quando mischiano tutto. In giro ci sono balconi come a Istanbul, chiusi e sporgenti, ma anche villette francesi, templi preistorici (l’Ipogeo è di 3500 anni fa…) e resti romani, oltre a 359 chiese cristiane in perfetto barocco siciliano (normanno), e una medina araba. I turisti si confondono tra catacombe e bunker antiaerei, i pub sono perfettamente british e il sushi non è turistico.

Insomma, un bazar di circa 24 km in lunghezza per 11 in  larghezza.

Eppure non c’è fascino: è difficile trovare un nesso tra le tante cose diverse che piuttosto sembrano sparpagliate a caso in un disordine senza senso, pare mancare un interesse a proteggere e nutrire una identità, unica nel suo policromatismo, e le persone risultano chiuse e scorbutiche.

Non è facile nemmeno rintracciare naturalmente la trama di una storia, di un percorso, di uno sviluppo, forse perché le tracce lasciate nel tempo dai tanti contaminatori non sono state pensate, descritte, collocate, conosciute.

Se il movimento culturale Bazar si fa forte di una varietà entropica simile, fatta di strati e differenze (diversi contributi, stili, personalità, modi, contenuti, toni…) non significa promuovere e stimolare la compulsione del collezionista, il fanatismo per l’accumulo, l’edonismo dell’esperire, l’esibizione da vetrina.

Perché Bazar si rivolge a persone libere, cioè con un proprio gusto, un punto di vista, esperienze pregresse, capacità di scelta, insomma con una storia alle spalle: per Bazar è attraverso la personalità che è possibile dare senso al disordine e valore alle differenze.

Movimento culturale Bazar, qualifiche di ingresso:

Conoscenza della propria personalità o capacità/disponibilità a tale indagine, o capacità naturale di indagine del sé profondo

Flessibilità caratteriale

Curiosità intellettuale, umana e esperenziale

Disponibilità al cambiamento

Assenza di atteggiamenti militanti e/o ideologici

Disponibilità al confronto

Capacità di sostenere la competizione

Apertura verso gli altri e l’esterno

Capacità di affrontare imprevisti e cambiamenti repentini delle situazioni (capacità di improvvisazione)

Desiderio di nuove esperienze

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