FACCIAMO 2 CONTI...
UNA NUOVA TACCA SUL MURO
Chi da bambino è stato premiato con orgoglio costante da costanti tacche su un muro nascosto di casa (segnate a lapis ma eloquenti), a memoria di ogni nuova spinta verso il cielo, facilmente oggi può comprendere il bisogno di una sosta tra una corsa e l’altra per fare due conti: quanta strada fatta, quanto senso in essere, quale direzione davanti, le risorse spese le restanti e le riserve, i compagni nuovi e quelli perduti.

Un momento per bere un sorso e chiedersi se per caso si è cambiato idea, per poi ricompattarsi, orientarsi nuovamente, e ripartire.

Da testata giornalistica di informazione e intrattenimento a movimento culturale, passando per l’organizzazione di eventi multimodali, la formazione orizzontale nelle aule universitarie, le campagne intercreative di solidarietà, la promozione transmediale di artisti emergenti, fino a raggiungere le pubblicazioni in libreria e la nascita di una radio ipertestuale, Bazar si misura.

Bazar ha acquistato peso e raffinato la sua identità, che si staglia con contorni più nitidi:
un brand culturale che veicola contenuti oltre che merce;
fa transitare il gusto piuttosto che il potere;
mette le banconote al servizio dei contenuti invece che i contenuti a servizio delle banconote;
veicola la creatività attraverso i prodotti e come un prodotto;
ridiscute la paternità di marketing e pubblicità sulle strategie di traino del desiderio, traducendole in pratiche critiche e solidali;
contamina e mette in contatto ambienti socioculturali e creativi che di solito non collaborano;
trasloca i codici glocali e tribali fuori dalle community per connettere identità e appartenenze differenti trasformandole in progetti e cooperazioni.

Anche oggi, come in principio, Bazar rimane principalmente un LUOGO: uno spazio aperto (come una piazza, come un mercato…) che non ha porte a sbarrare l’ingresso, percorsi obbligati o valori pre-assegnati, che mostra, scambia, si confronta, colorato, profumato, disordinato ma con ragione, rumoroso e sudato come è la vita, dove circolano stranieri ed esotismo, ricordi e progetti (si restaura e si crea), dove acquistare conta quanto vendere, prendere quanto cedere, un luogo protetto come sa esserlo una comunità che condivide una medesima pratica vitale.

Ancora, andiamo avanti, e grazie a tutti.


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