Voci dal campo
Roma - Stadio Olimpico - ore 20


Il gelo è pungente, entra nelle ossa. Sugli spalti, sulle tribune, Tevere e Monte Mario, inizia ad arrivare uno tsunami di gente avvolta nei cappotti. Una signora con la pelliccia si ferma a qualche passo dal marito:”Ehi!Aspetta!Forse riesco a vedere qualche Vip!”. La risposta del marito non tarda ad arrivare:”Daje, sbrigate, che li vedi dopo i Vips!”.

I very important person questa sera ci sono, e la fanno da padroni visto che giocheranno una partita, quella del cuore. IL derby del cuore. Per il 16esimo anno consecutivo, e per l’unica occasione nel periodo del campionato in cui non importa se vince Roma o Lazio, si gioca una partita per una nobile causa. “Aiutali ad aiutare” è il motto, e di modi per fare del bene e per dare il proprio contributo sono tanti. Innanzitutto un numero di SMS, che viene ripetuto di continuo durante la serata, sia dal presentatore sul campo che da Antonella Elia ed Enrico Brignano, rispettivamente soubrette e attore, protagonisti della diretta andata in onda su Rai due.

Sono proprio loro, poco prima del fischio d’inizio, alle 21, a presentare uno degli allenatori della Roma: Carlo Verdone. Il poliedrico Carlo nazionale non rifiuta di accennare anche al suo prossimo film, che sar� presentato a fine febbraio e che a suo dire sar� “una bomba”.

Nel frattempo la Banda della Scuola trasporti e materiali dell’Esercito Italiano fa il giro del campo seguita da sbandieratori, dame in costume medievale e majorettes. Sar� proprio la Banda a dare il via alla partita.

E’ tutto pronto, i giocatori escono dai rispettivi spogliatoi. Tra di loro è facile riconoscere volti noti: schierati per la Roma, Enzo Salvi, detto “er cipolla”, Corrado Tedeschi, Sebastiano Somma, Spalletti, Vivio, Paolo Bonolis, Antonio Giuliani, Roberto Ciufoli, Stefano Masciarelli, Fabrizio Frizzi, Giancarlo Fisichella, Tony Santagata, Alex Britti e Massimo Ghini. Per la Lazio sono scesi in campo Pino Insegno, Gene Gnocchi, Giorgio Pasotti, Aldo&Giovanni, Denny Quinn, Enzo De Caro, Mino Reitano, Antonio Zequila, Raffaello Balzo, Lorenzo Crespi, Ascanio Pacelli, Oliviero Beha. Allenatori dei campioni, rispettivamente Banfi, Spalletti e Verdone per la Roma; Delio Rossi, Cristian De Sica e Enrico Montesano per la squadra avversaria.

Dopo l’inno di Mameli inizia il derby. Per la prima volta, sugli spalti ci sono anche le tifoserie ultras della Roma e della Lazio, con scarpette, striscioni e cappellini giallo-rossi e bianco-celeste.
La telecronaca è affidata a Bruno Pizzul mentre il commento tecnico è di Vincenzo D’Amico, e Franco Peccenini. La partita si scalda. Mi avvicino alla panchina della Roma e scorgo Giada DeBlank, e Federica Ridolfi alle prese con le interviste ai giocatori rimasti al coperto.

Intanto lo stadio continua a riempirsi e la cosa mi fa immensamente piacere. Una parte dei proventi infatti andr� al Reparto di oncologia pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma. Lì ci sono bambini che hanno visto troppo presto la sofferenza e questi fondi serviranno per realizzare ed acquistare strutture ed ambienti in modo da rendere loro un po’ meno dura la degenza in ospedale.

Il primo tempo si conclude con un pareggio: 2-2 e numerosi cambi nelle due squadre. Intanto continuo a fare foto: c’è la sfilata dei pap� separati, tanti striscioni e cappellini con la scritta:”I LOVE PAPA’”. In una serata in cui sono davvero tanti i genitori che hanno scelto di regalare e di regalarsi un momento di svago con i propri figli, fa riflettere lo striscione in cui un pap� chiede di poter rivedere la propria bimba.

Sono le 22 e 15 e i giocatori rientrano in campo: un secondo tempo ricco di azioni e tiri in porta. Infatti la partita si conclude con un pareggio: 5-5 e il trofeo viene assegnato ad entrambe le squadre. Giro di campo, fuochi d’artificio, foto , autografi con i tifosi e tutti a casa. Con la soddisfazione di aver aiutato i bambini e aver contribuito a raccogliere fondi per aiutarli.

Il derby del cuore, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, ha contribuito, grazie anche alla collaborazione tra ”Il mio futuro Onlus” e Bazar, a realizzare un piccolo- grande sogno dei tanti bambini che vivono ogni giorno nelle corsie d’ospedale. La cura sta proprio nell’abbattere le barriere fisiche e mentali che spesso alienano i malati nelle strutture ospedaliere.


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