Rockloungepopjazz…ando qua è là
Il pop d’autore di Morrissey, il sound energico di Robert Plant, la grande voce jazz di Fabiana Rosciglione, il gusto retrò di Kelly Joyce, i “sixties” contaminati dei Transistors
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Jim Morrissey

 

Live At Earls Court

BMG

Ascoltiamo con grande nostalgia il nuovo disco live di Morrissey interamente registrato nella fase londinese del suo tour mondiale. Il lavoro è di pregevole fattura: ex voce degli Smiths, dà ampio spazio al suo ultimo album di studio You Are The Quarry. Le canzoni sono pregevoli e ci offrono un musicista nel pieno della sua maturità artistica. Sonorità pop d’autore e testi come sempre bellissimi e romantici, ma il momento più sensibile e affascinante è quando Morrissey porta a galla il suo passato e comincia a navigare leggero su vecchi brani dello storico gruppo. Girelli di malinconia rivisitati, ma che lasciano inalterati i vertici di bellezza assoluta che avevano raggiunto gli Smith. La nostalgia ci avvolge senza scampo e ci assale il rimpianto per uno dei gruppi più importanti e influenti della musica britannica. L’unica risposta è un grazie a quello che Morrissey e i suoi vecchi compagni ci hanno regalato per sempre.

 

plant

Robert Plant

Mighty Rearranger

BMG

I fan dei leggendari Led Zeppelin saranno finalmente soddisfatti: l’ultimo album solista di Robert Plant, fantastica voce degli Zeppelin, è probabilmente il migliore della sia carriera solista insieme al gruppo gli Strange Sensation. Plant ci offre una voce in piena forma e un sound finalmente più energico, una musica che riprende il discorso interrotto con l’album precedente ma in modo più convincente. World music di alto livello impreziosita da tantissime idee ed energia. La musica, dopo un po’ di ascolti, ci lascia scoprire una struttura molto complessa e ricercata registrata in maniera perfetta. Insomma un bel lavoro che riporta Plant a cavalcare di nuovo con splendore il pianeta rock.

 

rosciglione

Fabiana Rosciglione

The Dream Of Love

Azzurra Music

Fabiana è cresciuta a pane e musica, sopratutto jazz. Il padre Giorgio Rosciglione, contrabbassista titolare dell’orchestra di musica leggera della RAI fino al 1995, le ha fatto amare le note fin da piccola. E lei dotata DI UNA GRANDE VOCE ha studiato canto con passione, e dopo aver collaborato con alcuni dei più importanti artisti jazz italiani e internazionali, si è lanciata nella sua carriera solista. Arriva ora nei negozi il suo ultimo album The Dream For Love un lavoro molto bello che non ha molto da invidiare a più famose produzioni internazionali. Fabiana il jazz lo sa cantare in maniera personale e affascinante, il gruppo la segue perfettamente, assistendola egregiamente là dove spicca la magistrale batteria di Nicola Angelucci. Un lavoro che dimostra una volta per tutte che del buon jazz si può fare anche in Italia raggiungendo il grande pubblico: basta saper cercare e ascoltare senza pregiudizi.

 


Kelly Joyce

Chocolat

Universal/Don’t worry

Il cd di esordio di Kelly Joyce sembra destinato a un sicuro successo. Il cocktail messo su dall’artista parigina è molto affascinante. Un pop maturo dal suono internazionale che troverà molti estimatori anche nei palati più raffinati grazie alla splendida voce di Kelly e alla bravura dei musicisti che l’accompagnano. Il suono è molto curato e ricercato, in perfetto equilibrio tra suoni elettronici e strumenti classici, come gli archi presenti in buona dose nell’album. In molti casi si percepisce un gusto vagamente retrò e romantico, grazie all’uso del francese. Un buon album di debutto, in attesa di una maturazione artistica che speriamo porti Kelly Joyce verso territori più impegnati che grazie alla sua duttilità vocale potrà percorrere con successo.

 

transistors

Transistors

Atelier

Temposphere

Siamo nell’area della scena neo-lounge contemporanea: Maurizio Mansueti e Luca Cirillo affiancati dalla suadente voce di Miss Ari creano un cd di raro equilibrio tra sonorità vintage e innovazione. Le atmosfere infatti riportano immediatamente agli anni ’60, confermati anche dalla grafica della copertina, giocata sugli effetti optical tipici dell’epoca. Eppure i sixties sono subito “contaminati” da spruzzi di jazz-pop di gusto contemporaneo. E così mentre alcuni brani rievocano certe atmosfere da spy film in stile James Bond (Arancio nel Deserto di Ghiaccio), altri (Il silenzio ci avvolge) ci proiettano nell’universo asiatico di antiche geishe giapponesi. Frivolo e allusivo il brano Kitchen, che da un invito a cena costruisce un corteggiamento frizzante dal ritmo irresistibile. Trascinanti le sonorità groove di Teletransport, mentre qua e là si percepiscono irruzioni nei ritmi latin-jazz, dal mambo al brasilian sound, tutto condito con languida morbidezza.

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