Desert sex
Una vacanza transgender fuori dai canoni? Provate il deserto...

Cari translettori, recentemente sono stata in un bellissimo villaggio a Dahab (che vuol dire “oro”), sul Mar Rosso.
Si chiama Dahab Bay, e credo che sia l’ultimo costruito. Infatti ha tutti i comfort possibili con annesse atmosfere da sogno; lo stile è il solito, bianco e riposante in greek style, per far risaltare quel blu del mare che toglie il fiato.

Ero con 3 amiche, di 53, 64 e 84 anni! Una, la proprietaria del Grand hotel a Milano, era la mia garanzia in quanto a esperienza; l’altra, la mia amica storica, in garanzia si è portata sua mamma!

Per fare di Dahab Bay una vacanza transgender basta andare nel deserto, riparati dalla catena del Sinai alle spalle.

Infatti gli uomini sono molto disponibili (nemmeno una cameriera donna!): non potendo bere né tradire, strangolati dai pregiudizi e costretti da se stessi e dalla loro cultura a una rigidità di comportamento torturante e a un controllo sulle pulsioni fustigante, come spesso accade, contestualizzano la trasgressione ritualizzandola in luoghi separati e separabili dal vivere sociale: appunto, nel deserto, dove accade veramente di tutto…


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