Trito di hamburger
“Sono stressato dal nulla che mi insegue”. “Prova la montagna… lassù il nulla è più chiaro e a volte combacia con il tutto”.
Film. Prendo una capsula di NO-DOL. La prendo perchè studi clinici hanno dimostrato che apporta benefici effetti sulla ricostruzione e sulla funzionalità delle cartilagini. E’ bello. Però mi domando quando è stato che ho cominciato ad avere problemi alle cartilagini (?). E per quanto mi sforzi non ho memoria di averne avuti di recente, né rammento un qualcuno qualsiasi specializzato in materia che abbia stabilito che ne avessi. Allora perchè prendo il NO-DOL da tre settimane? Distrattamente poi leggo che in Iraq cominciano a far saltare in aria le chiese dei cristiani “chè alla fine gli assassini in Italia li prendono” e “che sulle strade ne muoiono più ora di quando la patente non era a punti”. E questo perché - i giovani soprattutto - oltre che a infischiarsene dell’ottimismo da convention del governo, corrono. Forse fuggono. Forse sono mosche in trappola che cercano il cielo da dietro una finestra chiusa. Forse si tuffano contro il solido trasparente convinti di possedere un potere che li rende immuni da qualsiasi brusco impatto. Forse cercano proprio di impattare in modo da svegliarsi o dormire per sempre. O forse credono che la vita sia un telefilm dove tu puoi morire in uno e interpretarne subito un altro cambiando il personaggio. “Sono stressato” diceva uno in Versilia. “Da che?”, “Dal nulla che mi insegue”. ”Prova la montagna - mi veniva da dire - lassù il nulla è più chiaro e a volte combacia con il tutto”. Al mare troppi colori, troppi rumori, troppi
forzati splendori. Telefona una cognata, è lunedì: “A Ponza c’è solo l’imbarazzo della scelta per dove ti vuoi sdraiare. Saremo stati in trenta oggi sulla spiaggia di Frontone”. Telefona un amico da Sabaudia: “Ieri - domenica - ci ho messo un quarto d’ora per attraversare tre file di ombrelloni. Visti dall’alto sembravamo il trito degli hamburger! Oggi invece “aspetta che li conto”, aperti ci sono in tutto solo quindici ombrelloni: siamo al due agosto e sembra la prima domenica di ottobre.
Parlano con mia moglie, io ascolto e immagino che anche queste siano avvisaglie della tanto annunciata desertificazione del globo. Di buono, in questa lunga crisi che ha tolto sogni e soldi a quasi tutti, c’è che sta tornando ad avere un senso la domenica. Ormai eravamo abituati a fare festa sempre, e invece come diceva una canzone di qualche anno fa: “Domenica è sempre domenica”.
Film. Un uomo sta a occhi chiusi nel mezzo dei suoi pensieri. E’ un uomo che ha l’impressione di avere delle cose da dire. E si chiede se sia giusto pensarla così. O a che serva pensarla così. Ed è diviso fra il desiderio del bello, dell’alto, del sublime ovunque esso sia e la voglia di avere con se una pistola automatica. La vita è regolata dalla strategia del caso (bellissimo titolo di un bel romanzo di Alberto Ongaro). Comincio a esser stanco. Ho appena debuttato in Versiliana (vado sul diaristico) e ho i muscoli che chiedono pietà e riposo. Persino i neuroni mi hanno chiesto una pausa suppletiva per riorganizzarsi al meglio “Ma non vi basta il sonno?” ho detto loro “Si, per sceneggiare gli incubi!” mi hanno risposto. Film. Un uomo prende il NO-DOL e non sa perché. Poi si ricorda che è stata la sua segretaria che ha registrato il suo desiderio di proteggersi dallo stress al quale sarebbe andato incontro e allora è andata in erboristeria e lì si son messe a chiacchierare, lei e l’altra dietro al bancone di legno di una volta, tracciando - credo - con la calma che sempre dilata il tempo in quegli ambienti così naturali, una specie di profilo psicofisico del soggetto da ”proteggere” e, chissà per quali alchimie ragionate, si è venuti a dubitare delle mie cartilagini e da quello al NO-DOL il passo è breve. Film. Inquadratura finale: vediamo la segretaria che esce dall’erboristeria col suo sacchetto di carta riciclata e in un rosso tramonto tirrenico si allontana di spalle rimpicciolendosi mentre la musica sale. Prossimo film. Titolo: “NO-DOL: quello che c’è sotto”. (E’ un medicinale che si vende poco e male? Lo produce il fidanzato dell’erborista? Nella prossima puntata lo sapremo).

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