E’ stato tutto un sogno
Un sogno bellissimo. Avrei dovuto parlare di cinema… L’ho fatto? Non credo di avere mai avuto i titoli per farlo…

Non vi ho mai letti, miei cari amici, compagni di viaggio. Non so neppure come sia fatta questa rivista on line, né come si chiamava: ma ce l’aveva un nome? Ah si: Bazar. Rammento che ogni tanto arrivavano dei comunicati, e tutti trasudavano un vitalistico ottimismo; ma a parte una ragazza che io pensavo bionda e invece era mora, non mai visto un volto che fosse appiccicato a una persona. So che la gente ci leggeva; forse vi erano pagine più visitate; forse venivano stilate delle classifiche. Boh! Mi sono sentito invisibile. Dodici contributi belli o brutti, un ammasso di pensieri in parte veri in parte telecomandati, consegnati nell’arco di un anno ad altrettanti lettori senza viso, dei quali non ho mai saputo nulla e mai saprò qualcosa in avvenire. Forse non esistevano neppure. Bellissimo: è stato tutto un sogno. Ricordo solo che, nei patti, dovevo parlare di cinema. Non credo di avere mai avuto dei titoli per farlo. Sono solo uno spettatore sparagnino che ha la fortuna di incappare ogni tanto in un capolavoro.

 

Ogni tanto si scrive OGNI TANTO ma la pronuncia giusta è RARAMENTE. E’ vero, ho fatto dei film; ma non ho mai detto “il mio cinema”. E poi fare un film in Italia ha poco senso adesso e parlarne ancora meno. Cioè, avrebbe senso farlo, il cinema, se uno avesse un coraggio da leoni. E potesse esternarlo. E fosse capace di farlo nella forma giusta narrando il meraviglioso fetore della verità. E avesse un produttore che meritasse quel nome e se la sentisse di rischiare, sposandolo. E avesse un distributore che avesse a cuore il suo cuore spirituale (sempre che un distributore possa permettersi di avercelo un cuore!) per potersi dannare quel muscolo meraviglioso in una lotta impari contro le forze dell’ovvio che stanno strangolando ogni vagito di proposta artistica che contenga il germe della novità. No: troppo difficile. E poi il discorso diventerebbe politico. E questa è una rivista, mi è stato detto, equidistante da tutto. Sta in equilibrio. Cavalca la cresta dell’onda. La leggono i surfisti. Credo si tratti di una rivista di intrattenimento. So che non era gradito parlare di Berlusconi. Lo so che è sgradevole infatti. Condivido. Emana un fetore di ottimistico nulla.


AIUTACI

PATROCINI E PARTNERS


Co-edizioni cartacee Bazarsaggi e Bazarcollection


  :: chi siamo
:: contatti
Direttore Responsabile
Eugenia Romanelli
Responsabile News
Alessandra Caiulo
Responsabile Finanziario
Cristiana Scoppa
Graphic Designer
Cristina Manfucci
Web Master
Elisa Barbini
Powered by
i-node